Living Box: l’anteprima della casa trasportabile ed ecoefficiente

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Sarà presentato in anteprima mondiale alla prossima edizione della fiera Smart Village Living Box, un prototipo di casa “a consumo energetico quasi zero” trasportabile ed ecoefficiente. A nostro avviso costituisce un’ottima occasione per chiamare l’attenzione pubblica sulla domanda –oggi totalmente insoddisfatta– di alloggi a prezzi accessibili e allo stesso tempo confortevoli. Perché il fattore estetico è sì importante ma non dovrebbe penalizzare la salute e le tasche dell’utilizzatore finale! Vediamo quali dovrebbero essere i criteri di sostenibilità suggeriti dai progettisti per l’unità abitativa e quando sarà possibile visitarla.
In alto: Primo classificato Ex–Aequo,“Mokka”, di Alessandro Baldo (Italia).

Abitare su tre ruote: la casa trasportabile ed autosufficiente realizzata in Cina

IL PROTOTIPO DELLA CASA DEL FUTURO

Living Box –letteralmente “scatola abitabile”– è l’evoluzione della sperimentazione della tecnologia della prefabbricazione iniziata nel 2006 con l’omonimo concorso internazionale di progettazione per sviluppare la migliore edilizia residenziale del futuro quando ancora il tema del risparmio energetico non era tanto stringente come oggi.
Messo a punto da Edilportale, in collaborazione con l’Università degli Studi di Trento, il prototipo è un’unità residenziale di tipo modulare, facilmente trasportabile, ecoefficiente e ideale per risolvere la domanda di alloggi, come ad esempio in situazioni d’emergenza causate da calamità naturali, purtroppo sempre più frequenti anche nel nostro Paese.

In teoria il concetto di Living Box potrebbe estendersi da alloggio temporaneo a permanente senza ulteriori complicazioni di tipo tecnologico e burocratico.
Il timore che i funzionari pubblici si esprimano negativamente verso qualsiasi forma che non sia prevista nei Piani Regolatori e che non sia armonicamente inserita nel paesaggio purtroppo è ben fondato.

Sicuramente concepire un alloggio il cui impatto sulle matrici ambientali sia reversibile è di per sé un aspetto a favore della sostenibilità e nel contempo compatibile con l’esigenza di nomadismo dell’uomo moderno dovuta al dover rincorrere opportunità sempre più limitate di lavoro e lontano dal luogo della propria residenza. La casa è infatti un fattore tutt’altro che marginale nella politica della mobilità aziendale delle risorse umane e a quanto pare non considerato adeguatamente dai nostri Governi, probabilmente troppo impegnati a proteggere il loro proprio status quo e della stretta cerchia di privilegiati.

CRITERI DI SOSTENIBILITÀ E CERTIFICAZIONI

Living Box è un blocco pre–assemblato in fabbrica a vantaggio di tempi, costi e qualità a regola d’arte certi o garantiti, parametri che difficilmente sono gestibili con il sistema “costruito in opera” perché durante il cantiere sorge sempre qualche imprevisto che incrementa oneri e spesso penalizza anche la qualità dell’esecuzione del manufatto. La scelta delle stesse dimensioni di un container è dovuta all’esigenza di semplificare al massimo anche le operazioni di trasporto del modulo abitativo, il quale per le stesse ragioni verrebbe distribuito già allestito per essere abitato.

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Grazie alla sua forma il blocco prefabbricato è adatto ad essere sfruttato come singola unità oppure aggregato a più esemplari, in modo da formare veri e propri Living Box Village a basso impatto e funzionali alle esigenze di specifiche comunità come ad esempio quelle dei campus universitari o dei villaggi turistici. In questo modo si sfuggirebbe alle logiche industriali dell’omologazione per soddisfare invece esigenze di personalizzazione e di funzionalità dettate anche dalle condizioni del luogo dove s’inserisce il progetto.

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Living Box è realizzato con tecnologie e sistemi energeticamente efficienti nonché sostenibili sviluppati e forniti da note aziende italiane e straniere. I componenti costruttivi sono stati scelti attraverso il metodo Life Cycle Assessment (LCA) tra quelli che minimizzano le emissioni di CO2 nell’atmosfera nelle fasi di costruzione, gestione e dismissione.Ad esempio: il processo di industrializzazione dei materiali in legno, rispetto a quello di elementi strutturali in cemento o acciaio, consente di ridurre notevolmente le emissioni di gas climalteranti. Infatti, solo la parte in legno lamellare da 95 mm di spessore ingloba 9,5 tonnellate di CO2.

Così come richiesto dalla nuova direttiva europea (2010/31/EU) in materia di efficienza energetica degli edifici, Living Box è stato pensato come un Near Zero Energy House, ovvero un’abitazione efficiente dotata di sistemi per l’approvvigionamento di energia da fonti rinnovabili per limitare al massimo l’utilizzo di energia di origine fossile e quindi di emissioni di CO2. Sistemi solari passivi (pannelli solari termici per ACS, serra a circolazione naturale), solari attivi (fotovoltaico, sistemi cogenerativi) e minieolico rendono Living Box energeticamente autonomo, anche grazie alle soluzioni progettuali che massimizzano la sua capacità di utilizzare al meglio gli apporti energetici naturali gratuiti.

L’unità abitativa ecoefficiente si compone essenzialmente di due “gusci” accoppiabili. Un guscio contiene il sistema impiantistico (centraline, generatori, dispositivi di controllo nonché gli utilizzatori fissi del bagno e della cucina); mentre l’altro è allestibile per qualsiasi funzione desiderata, con un arredo integrato nelle pareti che consente la variazione della fruibilità dello spazio nell’arco della giornata a seconda delle funzioni espletate.

Living Box è dotata di un sistema intelligente, meglio conosciuto come home automation modulare, per ottimizzare le prestazioni, ovvero il rapporto tra comfort e consumo energetico. Il sistema permette di gestire i seguenti parametri, secondo pacchetti modulari discreti e integrabili: l’illuminazione artificiale e naturale (daylighting), la temperatura, l’ombreggiamento, la ventilazione naturale o meccanica.

Il prototipo è certificato secondo il protocollo “Make it sustainable” di ICMQ (Istituto di certificazione e marchio qualità per prodotti e servizi per le costruzioni). Detta certificazione si basa sui principi richiamati da protocolli e schemi di certificazione internazionali quali En Iso 26000, En Iso 9004, En Iso 14004, En Iso 14040 (LCA) e Gri (Global Reporting initiative). In ultima analisi, la procedura di verifica che porta alla certificazione di ICMQ fornisce evidenza di un equilibrio tra gli aspetti economici, ambientali e sociali relativi allo specifico prodotto o servizio.

Primo classificato Ex–Aequo,“Living Box”, di Reneè Lorenz, Architekturburo [lu:p] (Germania)

LE PROPOSTE VINCITRICI DEL CONCORSO INTERNAZIONALE

Nel 2006 il concorso Living Box lanciò ai progettisti di tutto il mondo la sfida di formulare la migliore proposta di unità residenziale prefabbricata, appunto una “casa–scatola”, capace di unire architettura e design in uno spazio funzionale limitato (inferiore a 50 mq) ma curato in ogni minimo dettaglio.

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Le soluzioni tipologiche suggerite erano due: nella prima il prototipo di Living Box poteva nascere da un blocco pre–assemblato in fabbrica, realizzato nelle dimensioni massime di un container in modo da poter essere trasportabile via mare–terra anche su grandi distanze e già pronto per essere abitato; nella seconda tipologia le idee progettuali potevano sfruttare l’assemblaggio in opera di piccoli elementi prefabbricati, una sorta di casa–kit realizzabile tramite semplici innesti “a secco” dei componenti. In ultima istanza, l’unità modulare poteva essere proposta in modalità singola o aggregata in più esemplari, a formare veri e propri Living Box Village adatti a comunità omogenee.

DOVE E QUANDO VISITARE LIVING BOX

La fiera Smart Village si svolgerà a Milano dal 2 al 5 ottobre in occasione dell’evento organizzato da Made Expo. Previo accreditamento sarà possibile visitare il prototipo Living Box nel Padiglione dedicato all’ “Involucro Edilizio”.

Giovanna Barbaro

Giovanna Barbaro Architetto e Tecnologo

Deve il suo carattere cosmopolita a Venezia, dove si laureò in architettura (IUAV). Dal 2008 europrogettista nei settori green economy e clean tech. Nel 2017 ha realizzato uno dei suoi più importanti sogni: fondare Mobility-acess-pass (MAP), un'associazione no profit per la certificazione dei luoghi pubblici per le persone con disabilità motorie. Tra i suoi hobby preferiti: la fotografia e la scrittura

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