• scritto da Luca Rubertelli
  • categoria Progetti

Costruire nel sud del mondo. Prototipi per l’autocostruzione di scuole

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Dopo un’esperienza di volontariato in Sierra Leone, due studenti dell’università di Parma hanno deciso di progettare prototipi per l’autocostruzione di scuole in Sierra Leone. Il progetto è frutto della collaborazione con le associazioni “Sud chiama Nord” ed “Amici della Sierra Leone” di Reggio Emilia e Parma che da anni lavorano in questo paese del sud del mondo.A poco più di dieci anni dalla fine della brutale guerra civile che ha devastato la Sierra Leone dal 1991 al 2002, questa piccola nazione dell’Africa occidentale continua a mostrare gravi lacune nel campo dell’istruzione provocate dalla distruzione delle strutture scolastiche durante il conflitto. Non tutti i bambini potranno andare a scuola fino a che non verranno riabilitate quelle esistenti e ne verranno costruite di nuove.

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Nel progettare i due prototipi, i principi guida seguiti sono stati la progettazione bioclimatica per un miglioramento del comfort interno, la scelta di tecnologie e materiali autoctoni e l’impiego di conoscenze e manodopera locali in un’ottica di autocostruzione guidata.

PROGETTAZIONE BIOCLIMATICA
Proporre un unico prototipo da costruire in un territorio così climaticamente variegato, non era possibile: le differenti specificità climatiche delle zone dell’entroterra e costiere, hanno portato a delineare per le scuole due diverse proposte progettuali, che adottano soluzioni tecnologiche dissimili.

Il clima nell’entroterra
La regione dell’entroterra è interessata da un’escursione termica molto forte durante la stagione secca. Pertanto si è deciso di sfruttare questo fattore progettando murature molto spesse in blocchi di terra compressi e dall’elevata inerzia termica, al fine di garantire una temperatura più gradevole dentro le aule durante le caldissime ore diurne.

La stagione delle piogge invece è caratterizzata da umidità piuttosto elevata che aumenta la sensazione di calore percepita. Al fine di migliorare il comfort interno sono quindi state previste aperture anche sotto la copertura per aumentare la ventilazione incrociata, inoltre sui muri è stato steso uno strato di intonaco a base di terra che possiede ottime proprietà igroregolatrici.

Il clima nella zona costiera
Nella zona costiera, invece, l’escursione termica è sempre molto bassa, pertanto lo sfasamento dell’onda termica dato da una muratura in blocchi di terra compressi non raggiungerebbe valori apprezzabili. Sono state adottate quindi soluzioni tecnologiche in grado di consentire l’alta traspirabilità delle pareti e una adeguata ventilazione, per contrastare l’umidità relativa che raggiunge picchi del 90%.
Le murature delle scuole saranno erette tramite il sistema costruttivo tradizionale, molto diffuso in Sierra Leone, chiamato “mud and wattle”, che consiste nel far aderire un impasto di terra e paglia ad una struttura di sostegno in legno. La necessità di garantire un’intensa ventilazione incrociata ha portato alla progettazione di aperture di grandi dimensioni, opportunamente schermate dall’effetto fastidioso del sole da brise soleil in bambù.

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Ulteriori accorgimenti adottati per costruire i due prototipi, sono invece l’orientamento degli edifici secondo la direzione perpendicolare ai venti principali, la copertura rialzata per favorire la ventilazione naturale e l’isolamento termoacusticodella copertura tramite fibra vegetale intrecciata, realizzata a mano dalle donne del villaggio in quanto molto abili in queste pratiche di artigianato.
In alcuni periodi della stagione secca in quest’area del sud del mondo, il vento Harmattan può risultare eccessivamente insistente e fastidioso nell’estremo Nord–Est del Paese. Per questa zona sono stati previsti infissi regolabili in vetro e, in corrispondenza degli spazi coperti, barriere artificiali smontabili in stuoia di bambù.

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MATERIALI E TECNOLOGIE LOCALI
Le proposte progettuali prendono piede dal concetto di “tecnologia appropriata” che pone al primo posto il radicamento alla realtà locale. Come presupposto si è scelto di utilizzare solo materiali disponibili in natura o sul mercato locale.

Limitare il raggio d’azione al solo villaggio ed evitare completamente i prodotti importati avrebbe comportato un’eccessiva diminuzione in termini di qualità e resistenza dell’edificio, andando a discapito di altri presupposti. L’utilizzo di materiali disponibili sul mercato locale rappresenta quindi una giusta mediazione: vengono evitati lunghi e costosi trasporti dall’Europa ed inoltre l’utilizzo di materiali già conosciuti ed accettati dalla popolazione facilita la manutenzione e permette agli abitanti di sfruttare le conoscenze acquisite per i cantieri futuri.

I principali materiali utilizzati per i prototipi sono la terra cruda per le murature, reperibile ovunque e a costo zero, il legno per le strutture, il cemento per le fondazioni e la lamiera ondulata nelle coperture per l’ottima affidabilità nella protezione delle murature durante la stagione delle piogge.

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La struttura lignea è composta da elementi accoppiati, fissati con apposita bulloneria ed è stata progettata utilizzando esclusivamente i formati disponibili sul mercato locale.

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LE PROPOSTE PROGETTUALI
I principi funzionali e compositivi, comuni alle due soluzioni progettuali, nascono dall’analisi critica di architetture locali, strutture scolastiche esistenti e difficoltà riscontrate nella didattica.

La composizione di corpi in linea ottenuta dalla ripetizione di più unità aula permette una maggiore semplicità di realizzazione degli elementi ed un minor numero di murature con un conseguente risparmio economico, nonché una maggiore predisposizione a ricevere i venti provenienti dal mare e dal deserto. Il dimensionamento dell’unità è frutto delle possibilità tecniche dei materiali che si intendono utilizzare, e dalla volontà di garantire una buona flessibilità didattica e degli spazi.
Particolare importanza è stata data alla progettazione di spazi coperti all’aperto che vanno a costituire luoghi di socializzazione e di riunione. Questi vengono utilizzati tradizionalmente in occasione della preghiera del mattino in cui tutti gli studenti si riuniscono in uno spazio comune.

Prototipo dell’entroterra

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Prototipo della zona costiera

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Masterplan

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Ulteriori attenzioni sono state rivolte all’arredamento all’interno delle aule: in questo ambito è prevista la possibilità di disporre i banchi secondo differenti layout col fine di fornire alternative al tradizionale metodo di insegnamento che prevede esclusivamente esercizi di copiatura alla lavagna senza alcuna interazione alunno–insegnante a causa del sovraffollamento dell’aula.

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Si è pensato inoltre di costruire una parete divisoria disinstallabile che divide la stanza in due mini aule. Ciò ha lo scopo di dilazionare i costi di costruzione edificando prima un solo edificio in linea con 6 piccole aule a capacità ricettiva ridotta, e solo quando giungeranno ulteriori fondi, il secondo edificio, ottenendo, una volta eliminate le partizioni smontabili, sei aule a capacità ricettiva standard.

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AUTOCOSTRUZIONE
Il coinvolgimento della comunità in un’ottica, già radicata nella cultura africana, di autocostruzione, vuol dire non solo ingresso dell’utenza nei processi costruttivi ai fini di un risparmio economico, ma anche appropriazione delle conoscenze tecnologiche necessarie, applicabili poi in situazioni future. In questo senso la costruzione di scuole in Sierra Leone aiuterebbe contemporaneamente il raggiungimento di più intenti: supporto all’educazione di base e costruzione di residenze adeguate.

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Per procedere nel lavoro gli auto costruttori dovranno imparare inizialmente alcune nozioni di base, perciò una piccola parte dei finanziamenti a disposizione andranno investiti nella loro formazione.

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Qui in alto è riportato, un riassunto schematico delle varie fasi della costruzione allo scopo di specificare (prima per il cantiere nell’entroterra, poi per quello in zona costiera): le mansioni demandate a personale locale specializzato, come la realizzazione del basamento in cemento, e quelle ad appannaggio dei volontari della popolazione del villaggio.

Tesi di Laurea di: Elena Fontana, Luca Rubertelli
Relatore: Prof.ssa Agnese Ghini
(Università degli Studi di Parma, Facoltà di Architettura)




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