Copenhagen emissioni zero: prima città al mondo entro il 2025

Copenhagen emissioni zero entro il 2025: sarà la prima città al mondo. 

In seguito agli accordi di Parigi e alla pubblica diffusione dei dati allarmanti sullo stato di salute del nostro pianeta, in tutto il mondo oltre 70 grandi città si sono impegnate a porre fine alla loro dipendenza dai combustibili fossili, con l’obiettivo finale di diventare città ad emissioni zero entro il 2050. Tra queste, 20 città hanno creato un’alleanza con obiettivi ancora più ambiziosi: la CNCA (Alleanza delle città ad emissioni zero). 

In copertina: Foto di Ursula Bach.

Ma Copenaghen, una città di turbine eoliche, biciclette e mezzi pubblici affidabili, da anni leader mondiale della sostenibilità e già Capitale Verde Europea 2014, pensa di poter (e dover) andare ancora oltre: intende compiere questo cambiamento in soli sei anni, entro il 2025.

 Copenhagen, città di bibiclette. Foto di Kontraframe. Copenhagen, città di bibiclette. Foto di Kontraframe.

"Perché vogliamo andare così lontano? La gente potrebbe dire che ciò che facciamo a Copenaghen o in Danimarca non ha alcuna rilevanza sul palcoscenico globale. Siamo piccoli " ha affermato Jørgen Abildgaard, direttore del programma climatico della città. Ma - prosegue - con città e paesi in tutto il mondo ancora alla ricerca di modi per trasformare l'accordo di Parigi del 2015 sui cambiamenti climatici in una realtà, è importante dimostrare che è possibile fare questa transizione".

Per coloro che pensano che a Copenhagen siano troppo ambiziosi e che in fondo non ci sia bisogno di affannarsi così tanto, l’IPCC “Intergovernmental Panel on Climate Change” (Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici), ha affermato che l’umanità ha a disposizione soltanto 12 anni per arrestare gli affetti disastrosi dei cambiamenti climatici ed evitare che gli scenari apocalittici dei film hollywoodiani si trasformino in realtà.

I fatti parlano chiaro e sono terribilmente allarmanti, eppure la maggior parte della popolazione e dei governi mondiali continuano ad agire, consumare ed inquinare come se nulla fosse. La città di Copenhagen intende invertire questa pericolosa rotta, mostrando che un’alternativa è non solo possibile ma anche attraente e vuole guidare il resto del mondo verso un futuro sostenibile.

Copenhagen città ad emissioni zero

Ma come farà la capitale della Danimarca a diventare Copenhagen emissioni zero? Quali sono le principali strategie che la città intende adottare? Tre i punti chiave su cui si concentreranno le strategie della smart city: la riduzione dei consumi di energia, la produzione di energia da fonti rinnovabili e il miglioramento della mobilita sostenibile e gli spostamenti in bicicletta. 

  1. Ridurre i consumi di energia

Il concetto fondamentale da cui bisogna partire è che semplicemente convertire la produzione di energia dai combustibili fossili alle fonti rinnovabili, mantenendo i livelli di consumo attuali (che sono in previsione di aumentare con la crescita della popolazione globale) non sarà sufficiente a salvarci. Dobbiamo limitare i nostri consumi di energia. Il che non significa tornare ai tempi delle caverne, ma semplicemente limitare gli sprechi innecessari, senza in alcun modo intaccare la qualità di vita. Un cambiamento non soltanto tecnologico ma soprattutto socio-culturale. Un concetto abbastanza semplice che però continua pericolosamente a sfuggire alla maggior parte dei leader mondiali.

Nel 2010, il consumo di elettricità e di calore a Copenaghen ha causato l'equivalente del 75% delle emissioni totali di CO2. Le proiezioni mostrano che la popolazione crescerà di circa 110.000 abitanti entro il 2025, il che creerà 20.000 nuovi posti di lavoro e, di conseguenza, una pressante necessità di garantire che la città e le persone che utilizzano le sue strutture agiscano nel modo più efficiente possibile.

 Foto di Kontraframe. Foto di Kontraframe.

Per raggiungere l'obiettivo Copenhagen emissioni zero entro il 2025, le principali strategie messe in atto riguardano principalmente l’efficientamento energetico degli edifici residenziali esistenti e la creazione di un modello per il risparmio energetico nelle aziende e nel settore dei servizi. A tale scopo sarà fondamentale la costruzione di una rete che metta in collegamento tutte le parti interessate al fine di condividere buone pratiche, finanziamenti e risultati. Parallelamente all’intervento sugli edifici esistenti si promuoverà la costruzione di nuovi edifici che faranno da modello di efficienza energetica e riduzione dei consumi, in modo tale da creare obiettivi sempre più ambiziosi.

 Foto di Kontraframe. Foto di Kontraframe.

Un altro punto chiave che consentirà il successo di questo piano sarà l’uso della tecnologia per sviluppare un progetto di smart city in cui un'infrastruttura digitale raccoglie dati pubblici sul consumo elettrico e termico, migliorando le opportunità di consumo flessibile di energia e minimizzando gli sprechi.

  1. Produzione di energia pulita

Ovviamente il risparmio energetico da solo non porterà i risultati aspettati senza un’infrastruttura che assicuri la produzione di energia esclusivamente da fonti rinnovabili, abbandonando definitivamente i combustibili fossili. A tal proposito va detto che Copenhagen ha un grosso vantaggio a suo favore: per oltre 100 anni la città (e la Danimarca nel suo insieme) si sono affidate ad un sistema in cui il calore viene prodotto e fornito da un impianto di quartiere o distretto, anziché per nucleo familiare, riducendo le emissioni di CO2 del 50%.

L'obiettivo a questo punto è di rendere il modello distrettuale ad emissioni zero entro il 2025, creando un sistema energetico flessibile basato su energia eolica, biomassa, energia geotermica e rifiuti. La smart city gestirà questi flussi energetici rendendo possibile soddisfare le diverse esigenze energetiche di cittadini e imprese nell’arco di una giornata.

 L'impianto di Avedore per la produzione di energia pulita a Copenhagen. Foto da dbdh.dk L'impianto di Avedore per la produzione di energia pulita a Copenhagen. Foto da dbdh.dk

E non è finita qui: Copenhagen riuscirà a raggiungere questi ambiziosi obiettivi facendo risparmiare ai suoi cittadini all’incirca 530 euro all’anno!

Nel piano per diventare Copenhagen emissioni zero entro il 2025, uno spazio importante è dedicato al trattamento dei rifiuti come risorsa. In primo luogo la città metterà in atto misure per ridurre la produzione di rifiuti (prevenzione). È importante sottolineare che riciclare non è un operazione semplice, nè economica nè men che meno ad emissioni zero, senza considerare l’impatto ambientale di produrre nuovi oggetti che sono destinati ad un ciclo di vita breve (prodotti usa e getta), per poi finire in discarica. Tuttavia quando la prevenzione dei rifiuti non sarà possibile, Copenhagen intende rendere estremamente efficiente il sistema di riciclaggio, in particolare della plastica che richiede un trattamento speciale e non può essere incenerita. Un altro punto importante sarà la separazione dei rifiuti organici che saranno trattati in speciali impianti per la produzione di biogas. L’intera filiera del trattamento rifiuti sarà controllata all’interno di un nuovo centro all’avanguardia in cui tramite nuove tecnologie sarà possibile massimizzare il riciclaggio ed annullare le emissioni nocive.

  1. Mobilità sostenibile

Tutti conosciamo Copenhagen come la città con più biciclette per capita al mondo (la Danimarca è al secondo posto dopo l’Olanda come nazione più bike-friendly) e uno dei sistemi di trasporto pubblico più efficienti. Tuttavia la mobilità veicolare causa ancora il 20-25% delle emissioni di CO2. Per questo motivo, per diventare la prima città al mondo Copenhagen emissioni zero ha stabilito che entro il 2025 almeno il 75% di tutti i viaggi dovrà essere fatto a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici. Se gli abitanti di Copenaghen viaggiano in auto, l'obiettivo è quello di utilizzare il maggior numero possibile di auto elettriche, ibride o a idrogeno, mentre i veicoli più pesanti dovranno funzionare con nuovi carburanti come il biogas.

 Mobilità sostenibile a Copenhagen. Foto di Kontraframe. Mobilità sostenibile a Copenhagen. Foto di Kontraframe.

Con un incremento atteso di 110.000 abitanti sarà importante anche focalizzarsi su quanto sia facile per le persone raggiungere la propria destinazione. In una città in crescita, è fondamentale che la mobilità rimanga alta e che le infrastrutture urbane siano utilizzate in modo ottimale. La mobilità sostenibile non deve essere vista come un peso o costrizione ma come alternativa più attraente al sistema attuale, in cui i cittadini svolgono un ruolo attivo al fine di migliore la vivibilità della città e di conseguenza la qualità di vita.

Anche in questo caso una grossa collaborazione sarà richiesta da parte delle aziende che dovranno promuovere la mobilità ciclabile per i propri dipendenti, specialmente per quanto riguarda la diffusione di biciclette elettriche per le lunghe distanze o in alternativa (meno preferibile) macchine elettriche, ibride o a idrogeno.

 Foto di Kontraframe. Foto di Kontraframe.

Inoltre nella visione della smart city, sistemi di controllo intelligente del traffico saranno utilizzati per ridurre le emissioni ed aumentare l’efficienza del trasporto pubblico.

Copenhagen smart-city del futuro

Gli sforzi messi in atto per raggiungere l’obiettivo Copenhagen emissioni zero saranno sostenuti da ingenti investimenti pubblico/privati, ma ciò non frenerà la crescita della città, al contrario darà inizio ad un nuovo processo socio-economico che combina sviluppo economico, sostenibilità ambientale e qualità della vita: la cosiddetta green growth (crescita verde). Per gli scettici che non comprendono come le due cose possano andare di pari passo, dal 1990, nella capitale danese, le emissioni di CO2 sono state ridotte di oltre il 40% e nello stesso periodo si è registrata una crescita economica di circa il 50%.

Un grosso contributo in tal direzione è dato dal sistema di produzione energetica distrettuale che co-generando calore ed elettricità raddoppierà l’efficienza e farà risparmiare ai cittadini sui consumi annui. Già al giorno d’oggi le fonti di energia rinnovabili stanno diventando economicamente più convenienti di quelle inquinanti, ma nei prossimi anni il prezzo dei combustibili fossili salirà talmente tanto da rendere il paragone insostenibile e la scelta obbligata. Copenhagen sta semplicemente accelerando i tempi, candidandosi a modello guida di smart city sostenibile.

 Foto di Ursula Bach. Foto di Ursula Bach.

Quando si renderanno conto di come questi cambiamenti influenzeranno positivamente la loro vita gli abitanti della prima città ad emissioni zero al mondo si faranno promotori in prima persona del progresso. I primi effetti positivi saranno meno rumore, aria pulita, una migliore mobilità e fruizione della città e migliori condizioni abitative, con ambienti più salutari e con un micro-clima ottimale. Gli spazi urbani liberati dal traffico e dall’ingombro dei parcheggi, saranno colmi di vita, incrementando le relazioni umane, i traffici economici, gli scambi di idee e offrendosi a nuovi usi ancora non immaginati. Infine l’efficientamento degli edifici, gli investimenti nelle rinnovabili, e nella mobilità sostenibile creeranno nuove opportunità lavorative e di innovazione ed infine lo sviluppo dei cosiddetti green jobs.

Luca Leonardo Preziosa

Luca Leonardo Preziosa Architetto

Architetto pugliese, vive e lavora a Praga. Sogna di progettare le città sostenibili del futuro, basate su un’economia circolare e la cultura della condivisione. Ha fatto della sostenibilità e del vivere senza produrre rifiuti il suo stile di vita. Si nutre di musica, arte e conoscenza, nella più ampia accezione.

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