Baricentrale. Il masterplan di Fuksas per la smart city del Mezzogiorno

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Bari: Massimiliano Fuksas vince il concorso “Baricentrale” e ridisegna un pezzo della città, che oggi si propone come esempio virtuoso di e–Mobility nel mezzogiorno.Al concorso hanno partecipato 105 architetti, di cui 10 sono stati i finalisti su cui ha primeggiato Fuksas, noto per la sua nuvola di Fuksas, che ha proposto un avanzato parco cittadino per la riqualificazione delle aree ferroviarie della città, progetto che sarà realizzato in circa 15 anni e con una previsione di spesa non troppo elevata, considerando la grandiosità del masterplan che farà di Bari un’autentica smart city.

Il progetto: Il recupero delle ferrovie dismesse e la Beltline di Atlanta

Entusiasta del masterplan proposto da Fuksas anche il sindaco di Bari:
È la madre di tutte le iniziative urbanistiche finora predisposte” – dice un soddisfatto Michele Emiliano, primo cittadino di Bari“perché potremo finalmente ricucire, dopo diversi decenni, la città ferita profondamente dal fascio ferroviario, dotarla di un nuovo cuore verde nel cuore della città con l’ossigeno proveniente anche dai poli culturali d’avanguardia interconnessi che ci spingeranno a diventare una modernissima città europea, oltre che quella più green del Mezzogiorno venendo raddoppiata la dotazione pro capite di verde urbano”.

Un progetto, quello di Fuksas, che mira a riqualificare la zona ferroviaria nel centro città, realizzando nuove strutture culturali e sociali, tra cui un auditorium da 1000 posti, adeguandosi ai criteri di edilizia sostenibile ed energeticamente efficiente stabiliti dall’Unione europea nel programma Europa 2020.

IL PROGETTO DI FUKSAS

Il concorso in due fasi “Baricentrale”, indetto dall'Amministrazione per riorganizzare i 78 ettari delle aree ferroviarie dismesse del capoluogo pugliese, aveva l’obiettivo di trasformare Bari in una smart city esemplare.

“Sciogliere il nodo ferroviario di Bari – dice Fuksas – posto al centro della città e cesura tra la parte più antica col borgo murattiano e quella più moderna, riqualificandone l’area con polarità altamente attrattive, significa concretamente avere un progetto pilota esportabile in molte altre città del mondo, nelle quali sussistono criticità infrastrutturali simili”.

La proposta dell’architetto trasformerà i 3 km interessati dal progetto con l’introduzione di viali alberati, piste ciclabili e percorsi per la mobilità sostenibile, con una “green belt” a connettere l’intero tracciato e a fungere da polmone verde di 70 ettari, andando dunque ad incrementare il quantitativo di verde per abitante da 2,7 mq/ab a 5,1 mq/ab.

“Nei 3 km lineari liberati da questi binari e per una superficie di quasi 30 ettari avremo un Central Park con vegetazione autoctona. Ci poniamo, infatti, l’obiettivo di far sparire nel parco la nuova stazione centrale, sormontata da una piastra rettangolare posta a 7 metri dalla quota di calpestio, organizzata spazialmente su tre livelli, che integrerà la struttura attuale per meglio rispondere alle esigenze dei cittadini e dei viaggiatori”.

Il contesto

L’area interessata dal masterplan si colloca all’interno di un contesto storico molto ricco, all’interno del quale possiamo individuare in ordine, procedendo da nord verso sud, il Borgo Vecchio, la Bari medievale; il Borgo Nuovo, l’espansione ottocentesca o borgo Murattiano; la Bari post–bellica, confusa ed irregolare.

L’obiettivo del progettista è riuscire a muoversi all’interno di questo denso tessuto urbano aggiungendovi qualcosa che racconti la Bari del futuro, finalmente libera dal senso di cesura che il nodo ferroviario causa attualmente alla città.

Integrazione della Stazione e del tracciato ferroviario
La riqualificazione urbana della vecchia linea ferroviaria immaginata nel corso del concorso Baricentrale consiste nel suo spostamento, come già prevedeva il Piano Regolatore di Concezio Petrucci del 1934, con l’obiettivo di rendere permeabile la città, riducendo l’impatto della presenza dei treni nel tessuto urbano senza, però, interrare il tracciato ferroviario rispetto alla quota attuale (nel rispetto delle indicazioni programmatiche del bando di concorso).

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I binari sono semplificati e ridotti a quattro linee, coperte con una struttura prefabbricata a sezione rettangolare di 20 m di larghezza e di 7 m di altezza totale; questo li rende permeabili lungo tutto l’ambito del progetto e consente di tracciare un grande parco centrale con attraversamenti a ponte. In questo modo la Stazione Centrale, che conserva la storica struttura ottocentesca, è integrata nel sistema di attrezzature pubbliche, sviluppandosi su tre livelli (binari, Parco Centrale e mezzanino) connessi da scale mobili e ascensori panoramici.

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I Nuovi Spazi Pubblici

Il corridoio verde di 3 km rappresenta il legante dell’intero sistema. Lo spazio pubblico proposto è un parco lineare con andamento est–ovest, aperto alla città e connesso ad una serie di attraversamenti trasversali, una sorta di spina dorsale che asseconda l’orizzontalità della città.

Ricco di attrezzature pubbliche di diversa natura, il parco si organizza di modo che le pendenze degli attraversamenti siano le più basse possibili (dall’8% al 2%), realizzando anche comode scale e rampe per un’accessibilità garantita a tutti.

La scelta di massimizzare gli spazi aperti nasce dalla volontà di realizzare un progetto sostenibile tanto dal punto di vista ambientale quanto da quello sociale. Infatti non solo si crea un habitat ideale per la vegetazione, che a sua volta supporta la fauna selvatica locale; si riduce l’effetto urbano dell’isola di calore; si incrementa l’infiltrazione delle acque meteoriche di dilavamento; si connettono spazi urbani con ricadute positive in termini di socializzazione; si stabilisce un sistema incentivante per il futuro investitore proporzionale alle prestazioni ambientali raggiunte.

Le Architetture del Masterplan

La caserma Rossani diventerà la “cittadella culturale” di Bari con il restauro degli edifici vincolati, che risulteranno preservati nella conformazione architettonica e che ospiteranno funzioni legate alla cultura ed alle arti. Anche in questo caso il verde rappresenta il legante tra il sito della caserma ed il resto della città; vi trovano posto gli uffici comunali di Cultura e Marketing Territoriale, Ambiente Verde ed Energia, Sport e Tempo Libero; atelier per artisti e borsisti dell’accademia di belle arti di Bari; la biblioteca pubblica della città, con sezioni specializzate e dedicate alle arti visive, al teatro, alla musica e all'architettura; residenze per attori, professori a contratto, studenti legati a programmi europei di scambio culturale. Sorgerà anche uno spazio espositivo di 2184 mq per mostre temporanee, cosicché gli studenti possano utilizzarlo per proporre la propria produzione artistica alla cittadinanza.

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Al centro della struttura regolare della caserma, sorgerà l’ Auditorium–performance Center, un edificio multifunzionale, dalla capacità di 1000 posti, in grado di ospitare una molteplicità di eventi e posto in asse con la vecchia stazione al fine da fungere da nuova connessione.

Altro polo culturale sorgerà a sud–ovest del grande: la “cittadella della musica”, che ruoterà intorno ai due perni dell’Auditorium Nino Rota, attualmente in ristrutturazione, e del Conservatorio Niccolò Piccinni, vedrà l’ampliamento di circa 2000 mq del conservatorio, con un nuovo auditorium da 400 posti e un’area per concerti all’aperto immersa nel parco.

Strategie Energetiche e Ambientali

Il vincitore di Baricentrale risulta un progetto in linea con le più recenti direttive europee in ambito energetico, che prevedono:

  • Riduzione dell’80% delle emissioni di CO2, entro il 2050 rispetto al 1990;
  • Minimizzazione del fabbisogno energetico per tutti gli edifici di nuova costruzione (Nearly Zero Energy Buildings) entro il 2020.

Questi obiettivi sono raggiungibili mediante un sistema energetico integrato, basato sulla presenza di una Smart grid per gestire in tempo reale e in maniera ottimale la disponibilità di fonti energetiche e la richiesta di energia.
Segue l’ottimizzazione dei consumi energetici di quartiere con corpi illuminanti a LED e sensori crepuscolari e di presenza per ridurre l’intensità luminosa di giorno o in assenza di movimento nelle ore notturne. Gli spazi pubblici potrebbero, inoltre, essere serviti di una rete WIFI ad accesso gratuito così da fruirne come spazi di lavoro outdoor.

Particolare attenzione è dedicata alla mobilità, incentivando l’utilizzo dell’auto elettrica e a biocombustibili in modo da prevedere un’integrazione biunivoca: gli edifici ricaricano i veicoli con l’eventuale energia rinnovabile prodotta in esubero e i veicoli, quando non utilizzati, possono fungere da accumulatori di energia.

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Potrebbe essere, inoltre, valutato l’utilizzo di un sistema pneumatico di raccolta dei rifiuti e un sistema di tariffazione proporzionale al quantitativo di rifiuto prodotto, incentivando così gli utenti ad una maggiore attenzione alla raccolta differenziata. I residui organici potrebbero essere raccolti e utilizzati in digestori per la produzione di biogas per alimentare parzialmente le centrali esistenti o i veicoli di trasporto pubblico.

Il progetto si pone obiettivi davvero ambiziosi, in linea con l’iniziativa “Bari Smart City”, proposta dal Comune nel 2011; solo tra diversi anni, d’altra parte, potremo conoscere la conclusione di questo racconto, il racconto di una Bari più verde, magari la più verde d’Italia, che sia permeabile e accessibile in tutte le direzioni, che sia ricca di nuovi poli culturali, servizi e infrastrutture e che garantisca una mobilità sostenibile, con piste ciclabili e spazi attrezzati sicuri.

Marina Block

Marina Block Laureanda in Architettura

Amante dei gatti, zen e folle; un haiku nato a Napoli, sempre in compagnia di un buon libro e di un pacchetto di caramelle gommose. Affetta dal male incurabile del sognare, sa che se dovesse fallire come architetto, non si perderà d’animo: alle persone, invece che luoghi sicuri, regalerà storie fantastiche in cui rifugiarsi.

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