Abitare temporaneo: alloggi a basso costo per studenti ad Amsterdam

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Tra le nazioni, in Europa, più sensibili al problema della temporaneità nella produzione edilizia, figura certamente l’Olanda, paese in cui i valori ambientali sono stabilmente incorporati nel sistema urbanistico, tra i più efficiente al mondo. Negli ultimi dieci anni sono stati realizzati alcuni interventi edilizi che adottano unità abitative ricavate da container o da strutture modulari temporanee; edifici, come quelli di Amsterdam, con alloggi cherispondono ad esigenze momentanee e di breve durata e che da anni svolgono egregiamente la propria funzione, soddisfano i loro utenti e sono inseriti nella forma della città, in simbiosi con la città tradizionale.

Case temporanee: la sostenibilità degli alloggi provvisori. Il caso di Firenze

CASE PER STUDENTI AD AMSTERDAM

Ad Amsterdam dal 2004 sono state messe in pratica politiche pubbliche per progetti reversibili, tramite un contratto d’uso temporaneo in accordo con Amsterdam Temporary Plans e sono nati interessanti casi studio per il riuso di aree urbane residuali, con una formula di durata di 5 anni di contratto più ulteriori 5 anni rinnovabili e indicazione delle categorie di utenti a cui destinare la struttura da edificare.

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È stata inoltre prevista un’eventuale futura destinazione d’uso, allo scadere del contratto decennale. L’idea di offrire alloggi a basso costo agli studenti ha portato alla nascita, in aree periferiche delle città, di quartieri abitati da giovani felici all’idea di vivere in complessi architettonici a loro dedicati.

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La possibilità di socializzare, tema di primaria importanza nella progettazione delle aree urbane, è stata incentivata grazie alla prossimità esistente tra le unità abitative, al senso d’appartenenza derivante dalla originalità degli interventi e alla creazione di aree verdi tra gli edifici. Tutti fattori che hanno facilitato la conoscenza e lo scambio interculturale.

IL PROGETTO

Le residenze per studenti, situate nei quartieri periferici di Keetwonen e Diemen, realizzate dal gruppo Tempohousing riqualificano grandi aree della città, luoghi marginali, in disuso. Keetwonen è inoltre la più grande container city al mondo.

Le due student housing si sviluppano su cinque piani con singole unità abitative progettate all’interno di singoli container ISO (acronimo di International Organization for Standardization) da 40 piedi (12,20 m), con due affacci ciascuno ed ampie vetrate per una sufficiente illuminazione interna.

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Il bagno, nel centro del modulo abitativo, organizza gli ambienti di giorno (soggiorno–cucina) e notte (camera da letto), collegati tra loro da un breve disimpegno. I blocchi di appartamenti sono serviti, in entrambi i casi, da ballatoi in ferro che si affacciano su verde corti ad uso esclusivo degli studenti e che servono anche da parcheggio per le biciclette.

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Colori accesi o soluzioni come la quinta metallica verde, adottata nelle residenze di Diemen, sono tentativi di dissimulare un po’ la brutalità della lamiera ma probabilmente la chiave per apprezzare questi progetti sta nel cambiare l’approccio con cui le guardiamo.

Lenny Schiaretti

Lenny Schiaretti Architetto

Appeso ad una scala poco stabile, da tempo sta cercando il suo libro tra i polverosi scaffali di una biblioteca, ancora tutta da scoprire. Si fa aiutare dall'architettura, dal basso elettrico, dai viaggi, qualche buon libro e frequenti tuffi in piscina. Durante questa ricerca, insieme ad un amico, ha attraversato la Mongolia in bicicletta e da quei deserti nella sua mente sono cambiate tante cose...

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