Case temporanee: la sostenibilità degli alloggi provvisori. Il caso di Firenze

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Esistono e sono tantii progetti per la realizzazione di dimore ed alloggi provvisori. Quando pensiamo alle case temporanee facciamo subito riferimento a progetti di case facilmente smontabili e trasportabili come quelle messe a punto da progettisti come Kengo Kuma e da Gabriele Aramu per il concorso di progettazione Milano Design Camping. Nei due casi seppure l’approccio al progetto sia per certi versi diverso quel che ci interessa è il risultato finale e cioè l’obbiettivo di realizzare dei manufatti facilmente utilizzabili e spostabili per funzioni e applicazioni per cosi dire “nomadi”.

Il progetto di Kengo Kuma per una casa smontabile

L’idea della casa trasportabile e smontabile trova, però, una reale e naturale applicazione nel sostegno a coloro che, per esigenze di spostarsi per un certo periodo dalla casa in cui vivono per fare posto al cantiere, durante i lavori di ristrutturazione, avrebbero bisogno di un alloggio alternativo, provvisorio e confortevole allo stesso tempo.

IL CASO DI FIRENZE

A Firenze, per un intervento di ristrutturazione di un intero fabbricato, è stato predisposto un progetto di edificazione di più alloggi temporanei e sostitutivi. Nei pressi del nuovo Palazzo di Giustizia di recente realizzazione, è stato costruito un edificio in Legno concepito con moduli abitativi componibili dall’aspetto molto gradevole ed accogliente.

Di solito l’idea che abbiamo di una casa prefabbricata in legno è associata ad una villetta mono/plurifamiliare a un paio di piani.

Il Nuovo Piano Strutturale di Firenze prevede, tra l’altro, interventi di riqualificazione della città rimodulando porzioni di tessuto urbano, alcune delle quali sono state prese in gestione da una società di progettazione e gestione del patrimonio edilizio residenziale pubblico di 33 Comuni dell’area Fiorentina. In tale ambito, è stato realizzato un fabbricato che ha dato modo di mettere in pratica tutte le effettive potenzialità, seppure con carattere temporaneo, dell’edilizia in legno. In pochissimo tempo (due mesi al massimo) sono stati realizzati 18 alloggi ad alta efficienza su tre piani fuori terra, completamente predisposti in stabilimento, assemblati e rifiniti in cantiere.

Le parole chiave del progetto sono :

  1. Prefabbricazione e controllo del processo
  2. Riciclabilità e eco–logicità grazie anche alla tecnica costruttiva cosiddetta“Platform”
  3. Elevata efficienza energetica con un Indice di Prestazione Globale Epg pari a 35 kWh/mq–anno.
  4. Indipendenza energetica; gli impianti FV e solare termico integrati devono garantire una copertura rispettivamente del 50% e del 60%.

LA VERA INNOVAZIONE

La vera innovazione è rappresentata dal fatto che dopo pochi mesi, cioè quando i lavori ristrutturazione/ricostruzione alla residenza principale saranno completati, l’edificio verrà smontato per intero, e le parti verranno quasi al 100% riutilizzate in altre occasioni e luoghi. Il processo di montaggio e smontaggio sarà riproducibile più volte fin al termine del ciclo di vita per obsolescenza del manufatto per poi essere completamente riciclato nel rispetto dei dettami delle nuove norme Europee nel settore delle costruzioni e del risparmio delle risorse.

Luca Facchini

Luca Facchini Architetto

Laureato all’Università di Firenze, dipartimento di Urbanistica - Progettazione Urbana nel 2001. Socio e Consigliere di INBAR, Sezione di Firenze. Ha fatto parte di Edilpaglia. Si occupa principalmente di Riqualificazione Energetica sensibilizzando la Committenza all’impiego di processi e materiali Biocompatibili.

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