Burden sharing: ripartire gli sforzi entro il 20-20-20

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20% di emissioni di gas serr

a rispetto al dato registrato nel 1990, 20% in più di efficienza energetica e 20% in più di energia prodotta da fonti rinnovabili. Ne è derivato il “burden sharing”, ossia “condivisione degli oneri”, manovra di ripartizione dell’incremento dei consumi energetici a partire da fonti rinnovabili, in ottemperanza a quanto l’Unione Europea chiede agli Stati membri. In Italia viene emesso il DecretoMinisteriale 15/3/2012.

Abbattere le emissioni di gas serra: le strategie dell’Energy Roadmap 2050

Non una data apocalittica, nè una data “destruens”, il 2020 per L’Europa va più che altro inteso come una data “costruens” a partire da cui si vuole resettare uno stile di vita invasivo e dispendioso che non poco danno ha apportato al pianeta. E così, ponendo l’accento sulle risorse rinnovabili, in Italia si lavora al burden sharing per aumentarne contestualmente la produzione ed i consumi.

È evidente però che non potrà essere solo il tanto gettonato pannello fotovoltaico a far fronte a questa richiesta ma dovranno essere coinvolte anche le altre tecnologie sia per quanto riguarda la produzione di energia elettrica che di quella termica. Non a caso la Lombardia ha deciso di puntare sulla geotermia a bassa entalpia. E la provincia autonoma di Trento sta optando per l’idroelettrico e le biomasse nel settore civile, pur non tralasciando il solare termico, e a ciò aggiunge interventi sulla mobilità ciclopedonale.

IL DECRETO
Con il D.M. 15 marzo 2012, il Ministero dello Sviluppo Economico, in concerto con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ha definito e quantificato gli obiettivi regionali in materia di fonti rinnovabili ed emesso le disposizioni da seguire nel caso in cui non vengano raggiunti gli obiettivi 20–20–20.
Nell’ottica di adempiere agli obiettivi 20–20–20 l’Italia si è attrezzata, seppur in ritardo, per suddividere regionalmente l’incremento di energia prodotta da fonti rinnovabili (FER) entro il 2020.

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Infatti all’intera nazione spetta un aumento del consumo finale lordo pari al 17%, corrispondente a 22,6 Mtep. Da tale quota viene sottratta un’aliquota corrispondente al consumo di biocarburanti dovuto ai trasporti ed all’importazione di energia rinnovabile (l’Italia infatti non è autosufficiente). Pertanto la percentuale da ripartire tra le regioni (e province autonome) si riduce al 14,3% cosicché ad ognuna di esse è stata associata una quantità di energia, esplicitata ulteriormente per gli anni intermedi.

Fra le Regioni che maggiormente dovranno impegnarsi in questi anni figurano la Toscana (740 ktep), la Sicilia e l’Emilia Romagna.

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Il consumo finale lordo di ogni regione o provincia viene successivamente contabilizzato sommando i contributi dovuti all’energia elettrica (comprendente le perdite durante i trasporti), l’energia termica (ossia riscaldamento e raffrescamento) ed i trasporti (fatta eccezione per i mezzi alimentati da energia elettrica).
Sull’altro fronte, il calcolo del consumo di energia rinnovabile tiene conto dell’energia elettrica, termica, da biogas e biometano prodotti a partire da fonti rinnovabili in impianti ubicati nella regione in questione.

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Le regioni hanno la facoltà di stabilire con quale entità debbano incidere le diverse fonti energetiche, nonché le precise procedure da attuare (sia che esse riguardino l’efficienza energetica degli edifici piuttosto che il sistema di trasporti e le pedonalizzazioni o ancora gli impianti di illuminazione pubblica e così via). Ciononostante le regioni vengono sottoposte, durante tutto l’intervallo di tempo, ad un ferreo monitoraggio da parte delle istituzioni competenti (Ministero e G.S.E.).
Tra il 2017 ed il 2020 si fa il bilancio complessivo: se le regioni non avranno adempiuto ai loro doveri, il Ministero prenderà le misure necessarie per raggiungere la percentuale assegnata addebitando, tuttavia, ad esse gli oneri economici.



Federica Zagarella

Federica Zagarella Architetto

Formazione siciliana, lavoro milanese, in futuro si vedrà. Ama passeggiare a piedi ed in bici ma è decisamente poco sportiva, ama leggere e non solo paper, scrive per ae perché è uno svago...intelligente: forse "equilibrio" è la sua parola d'ordine! 

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