Riciclo dei rifiuti edili e smaltimento degli scarti da demolizione

Il riciclo dei rifiuti edili da demolizione.

Il riciclo dei rifiuti edili è un tema molto attuale. I rifiuti edili infatti vengono classificati come speciali e il loro smaltimento va effettuato seguendo le indicazioni che la normativa fornisce per i prodotti di scarto generati dai processi di costruzione e demolizione di un edificio.

Riciclo e smaltimento dei rifiuti edili oggi

Il riciclo e smaltimento dei rifiuti edili interessa gli scarti delle lavorazioni di materiali e componenti, degli involucri o delle loro confezioni, i residui delle demolizioni, degli scavi inquinati da sostanze pericolose e dell'acqua di risulta dalle lavorazioni.

In Italia, l’ISPRA rivela che il 40% dei rifiuti speciali è proprio del settore edile, in cui sono inclusi quelli definiti pericolosi, come gli scarti contenenti amianto. La grave situazione ha portato l’Unione Europea a definire un obiettivo da raggiungere entro il 2020, quello del riciclo dei rifiuti edili, in una percentuale pari al 70%.

La legge stabilisce che il soggetto che deve occuparsi dello smaltimento dei rifiuti edili sia il produttore di rifiuti, quindi l’impresa o il singolo che esegue i lavori.

Secondo la normativa europea e il Testo Unico Ambientale, la gestione dei rifiuti edili, che include le operazioni di riciclo e smaltimento, può avvenire seguendo diverse opzioni, che differiscono per il livello di sostenibilità. Viene stabilita una gerarchia di priorità che individua le soluzioni dalla più alla meno sostenibile, attraverso cui raggiungere il migliore risultato possibile con il minore impatto sull’ambiente. Le scelte da preferire sono:

  • la riduzione,
  • il riuso,
  • il riciclo,
  • il recupero dei rifiuti,
  • lo smaltimento in discarica

Nonostante quella di smaltire i rifiuti edili in discarica non sia la soluzione preferibile, ad oggi si tratta della modalità di gestione dei rifiuti edili più scelta in Italia, mentre il recupero è ancora poco diffuso. Tuttavia, come detto sopra, lo smaltimento dei rifiuti edili in discarica è l’opzione meno sostenibile, da scegliere solo se non è possibile recuperare o riciclare i rifiuti. 

Buoni risultati nel recupero e nel riciclo dei rifiuti edili si possono ottenere se questi sono omogenei, cosa che nel caso del settore edile è una richiesta non da poco, poiché, specie gli scarti delle demolizioni, sono molto disomogenei. Per semplificare l’attività di riciclo è necessario attivare delle misure sin dalla fase della demolizione, che dovrà essere eseguita in modo selettivo. Un aiuto per eseguire al meglio quest’attività viene dato dalla commissione Edilizia dell’UNI che mette a disposizione una guida. Optando per una demolizione selettiva possibile, si potranno ridurre i costi e le difficoltà successive del riciclo, rendendo più facile riutilizzare il materiale anche nello stesso campo edilizio. 

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Riciclo dei materiali edili, le problematiche

Il riciclo dei materiali edili è un'alternativa più sostenibile allo smaltimento in discarica, ma nonostante ciò non ancora ampiamente diffuso. Le problematiche sono su diversi fronti. 

Nonostante lo smaltimento in discarica dei rifiuti edili abbia dei costi elevati, che dipendono dai volumi da smaltire, dalla distanza dal cantiere e dall’area di stoccaggio, in Italia viene preferita rispetto all’attività di riciclo dei materiali edili. Ciò è dovuto al fatto che al momento sul territorio non c’è un’offerta organica e diffusa, a tal punto che l’ANCE (Associazione Nazionale dei Costruttori Edili) ha avanzato delle proposte per incentivare il recupero e l’acquisto di materiali recuperati e per migliorare l’informazione sui temi.

Recuperare i rifiuti edili richiede inoltre di sostenere dei costi, ad esempio per la demolizione selettiva, per la quale spesso si fa ricorso a macchine specializzate, che hanno un costo in prima istanza elevato. Tuttavia, sin da subito sarà possibile osservare dei vantaggi sulla riduzione dei costi dello smaltimento dei rifiuti. Scegliere di riciclare i rifiuti edili può essere vantaggioso anche per abbattere i costi di acquisto dei materiali inerti naturali che hanno un prezzo crescente.

Riutilizzo dei rifiuti da demolizione in cantiere

I rifiuti edili prodotti in cantiere in seguito alla demolizione di edifici possono essere riciclati e riutilizzati.

I prodotti della demolizione sono estremamente vari ed includono i materiali da costruzione quali calcestruzzo armato, acciaio, mattoni, materiali per le finiture come intonaci, mattonelle e pannellature e prodotti di varia natura come i sanitari, arredi, ecc...

Il riciclo e riutilizzo dei rifiuti da demolizione in cantiere può avvenire in modi diversi, talvolta molto innovativi. Raggiungere l’obiettivo del 70% di riciclo dei rifiuti edili entro il 2020, come ha stabilito l’UE, richiede molto impegno, ma anche creatività per trovare nuove soluzioni per gestire i rifiuti. Alcune possibilità:

Calcestruzzo dal riutilizzo dei rifiuti da demolizione: le Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC) prevedono il riutilizzo di rifiuti da demolizione da utilizzare come inerti per il calcestruzzo. Gli aggregati che si possono utilizzare sono il vetro, il mattone frantumato e le rocce di scarto, ma anche lo stesso calcestruzzo frantumato. Le NTC fissano anche la percentuale massima di inerte riciclato che è possibile utilizzare nel calcestruzzo in base alla classe di resistenza da ottenere. Per esempio per classi di resistenza minori o uguali a C45/55 tale percentuale non può superare il 15%. In altro paesi invece non c'è un limite alla percentuale di aggregato proveniente dal riutilizzo dei rifiuti da demolizione.

Sottofondazioni e rilevati stradali dagli scarti della demolizione: dei benefici del riutilizzo dei rifiuti da demolizione in cantiere si usufruisce anche quando si costruiscono sottofondazioni e rilevati stradali per i quali, come per il calcestruzzo, si possono usare inerti provenienti dai rifiuti da demolizione. 

Riutilizzo dei mattoni. In Danimarca, ancor prima che il concetto di gestione efficiente dei rifiuti edili si diffondesse, venne avanzato il progetto Rebrick, da “brick”che in inglese significa mattone. Tale progetto era mirato al recupero di mattoni provenienti dalla demolizione che venivano smistati in modo automatico, separati e puliti utilizzati per nuove costruzioni. Il progetto ha avuto ricadute positive sull’ambiente, evitando l’emissione in atmosfera di 2 kg di CO2 per mattone.

Il caso dello Juventus Stadium. Per la costruzione dello Juventus Stadium di Torino sono stati utilizzati i materiali della demolizione del vecchio Stadio delle Alpi. Tra i materiali riutilizzati sono stati impiegati ben 40 mila metri cubi di calcestruzzo per la realizzazione del sottofondo del rilevato strutturale, 5 mila tonnellate di acciaio, 2 mila metri quadrati di vetro e 300 tonnellate di alluminio. Ciò ha permesso di risparmiare 2 milioni di euro.

Graziella Pillari

Graziella Pillari Architetto

Torinese, ama l’arte, l’ambiente e la danza. Volontaria WWF-young, studia per diventare consulente ambientale oltre che una ballerina di danza classica e contemporanea.

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