Demolizione selettiva. Riciclare i materiali edili si può

Come diceva Gaber in una canzone degli anni 70, il riciclaggio è prima di tutto selezionare catalogare, classificare. Anche oggi, la procedura per riciclare i materiali non è diversa: dopo la demolizione selettiva, i materiali vengono ripuliti, poi separati e infine accatastati e catalogati per poter essere riutilizzati. Ma come si effettua la demolizione selettiva?

 

DEMOLIZIONE SELETTIVA

Murature 

Le parti del fabbricato da demolire che presentano maggiori rischi per gli operatori, come i muri più alti, vengono abbattute con i metodi tradizionali, cioè con mezzi meccanici dotati di braccio sufficientemente lungo. Ciò che resta del muro crollato, non è tutto da buttare, anzi. Molti mattoni, spesso, si mantengono integri e, dopo essere stati selezionati e separati dai calcinacci, possono essere riutilizzati. Le parti più basse del muro, non demolite con l’uso di una ruspa, vengono smontate manualmente e i mattoni risultanti ripuliti e accatastati.
 

Pavimentazione 

La demolizione delle mattonelle della pavimentazione avviene similmente: dopo averle rimosse con appositi strumenti, vengono ripulite ed accatastate.

Copertura

Della copertura, se attentamente demoliti, si possono riutilizzare travi, correnti, tavolato e coppi. Si parte dallo strato superiore della copertura, quindi dai coppi, demoliti manualmente. Dopo aver rimosso gli strati superiori del tetto, si procede allo smontaggio delle travi, da rimuovere necessariamente con l’ausilio di un mezzo meccanico.

PULITURA

I materiali rimossi, avranno bisogno di manutenzione, che andrà fatta seguendo le usanze più antiche, adatte ai materiali in questione. Saranno utilizzati per la pulitura dei materiali demoliti cera, acqua e olio. Su mattoni e mattonelle potrà essere spruzzata acqua in pressione per rimuovere i residui di malta.

I materiali e gli elementi edili da riutilizzare sono tanti: mattoni, travi, camini, porte, cancelli e pavimenti.

I restauratori e tutti coloro che si trovano ad operare sugli edifici storici, cercano di preservare le travi ed i materiali antichi, magari trattandoli, per evitare di sostituirli cancellando così una testimonianza storica. Questa pratica, se adottata anche nell’edilizia più recente, potrebbe comportare un significativo risparmio in termini energetici: si eviterebbe in questo modo la produzione di materiali che sarebbero invece ricavati da edifici da demolire.

Per capire quanto si può fare per l’ambiente, basti pensare che il 90 % dei due milioni e mezzo di tonnellate di rifiuti da C&D (rifiuti da costruzione e demolizione) può essere trasformato in aggregati riciclati, utilizzati per i lavori stradali per esempio. Gli aggregati riciclati costano meno, sono sicuri e possono essere certificati come materiali da cava.

Per raggiungere l’obiettivo della riduzione dei rifiuti da costruzione e demolizione è importante coinvolgere committenti, progettisti, enti pubblici ed ogni altro soggetto interessato.

Per approfondire l’argomento, guarda il video:

Antonia Guerra

Antonia Guerra Ingegnere Edile ed Architetto

Architettura Ecosostenibile, che ha fondato durante gli anni universitari, è il suo piccolo gioiello. A Londra, dove vive, progetta case per ricchi signori londinesi. Nel tempo libero si aggira in bicicletta tra i grattacieli della City, organizza pic-nic e si dedica alla pittura ad acquerello.

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