Isolanti riflettenti con elevate prestazioni. La ricerca made in USA

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Da una ricerca condotta in Florida (USA), al fine di aggiornare il Florida Energy Code, emergono interessanti considerazioni sui fattori che realmente incidono sui costi energetici e sull’efficacia di determinati prodotti isolanti. Così l’ingegnere Martha Van Geem ed il suo team, incaricati nel 2012 di redigere un report per l’International Energy Conservation Code (IECC), espongono i risultati ottenuti studiando le prestazioni di due materiali a confronto.

Materiali isolanti: il ciclo di vita del poliuretano espanso

Scegliere il miglior materiale in base alle sue prestazioni e al risparmio energetico (ed economico): la ricerca guidata dal team dell’ing. Van Geem negli USA ha confrontato i tradizionali materiali isolanti con un innovativo prodotto termoisolante, sottile e riflettente, giungendo ad interessanti conclusioni.

Dalle crisi energetiche degli anni Settanta è derivata una metodologia operativa fondata sull’aumento dello spessore dello strato isolante, secondo un’ottica prestazionale esclusivamente legata al valore di resistenza termica di una parete.

È ormai noto come questo approccio sia deficitario in quanto tralascia numerosi aspetti: l’escursione variabile nel corso delle ore, l’influenza di umidità e vento, il comportamento degli abitanti. E proprio quest’ultimo sembra incidere in misura elevata sull’effettivo risparmio energetico di un edificio . Il classico esempio delle luci lasciate accese mentre non si è in casa non rappresenta soltanto un vezzo ecologista ma un potente strumento di controllo energetico. Per cui, ragionando radicalmente, isolare un involucro risulterebbe insufficiente se non si inculca il concetto che innanzitutto vada ridimensionato lo stile di vita.

In fondo non è la prima volta che si tenta di suggerire un cambiamento dei comportamenti, un abbandono di un approccio consumista alla vita, un recupero di abitudini meno impattanti ed ugualmente confortevoli. La diffusione delle vie pedonalizzate, del trasporto ciclopedonale o con mezzi pubblici, la sensibilizzazione ad un’alimentazione più biologica e meno modificata non sono altro che declinazioni di questo senso comune.

GLI ISOLANTI RIFLETTENTI

L’origine dell’isolante riflettente va ricercata nelle missioni spaziali, per le quali gli astronauti adoperano delle tute in materiale riflettente. È l’unico prodotto termoisolante che sfrutta un principio diverso da quello, più diffuso, della trasmissione per conduzione. Infatti il suo potere termoisolante dipende dal fenomeno di trasmissione del calore per irraggiamento: così è capace di respingere oltre il 90% dell’energia radiante su una parete esterna.

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Gli isolanti riflettenti sono caratterizzati da una struttura ad intercapedine in cui al rivestimento in fogli di alluminio è interposto uno strato di bolle incapsulate d’aria. A contare non è, ovviamente, il valore λ dell’alluminio (che è piuttosto elevato) quanto il suo modesto valore di emissività.
Sottili ed altamente performanti, adoperabili sia in edifici nuovi con isolante esterno o in intercapedine sia in ristrutturazioni con isolante interno, c’è da chiedersi tuttavia quale sia l’impatto ambientale della loro produzione.

I RISULTATI DELLA RICERCA

Il comitato scientifico si è occupato di studiare le prestazioni termiche e le implicazioni economiche di due isolanti comuni. Dal confronto promosso, risulta interessante l’adozione di isolanti riflettenti rispetto alle più diffuse schiume isolanti per edifici in muratura.

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Infatti se è pur vero che ad un eguale spessore corrispondono valori di resistenza termica differenti, a favore dell’utilizzo delle schiume, è anche vero che basterebbe aggiungere un esiguo spessore per ottenere con gli isolanti riflettenti lo stesso valore di resistenza termica (valore che garantirebbe un significativo risparmio energetico). A ciò si aggiunge il modesto costo che l’impiego di isolanti riflettenti richiede, ottenendo un risparmio di 27 dollari ad anno rispetto alle schiume.

“More is better” – concludono i membri del comitato – perché l’approccio dinamico, volto all’ottimizzazione dell’inerzia termica e della massa, è ormai il tema fondante della progettazione ecosostenibile.

Federica Zagarella

Federica Zagarella Architetto

Formazione siciliana, lavoro milanese, in futuro si vedrà. Ama passeggiare a piedi ed in bici ma è decisamente poco sportiva, ama leggere e non solo paper, scrive per ae perché è uno svago...intelligente: forse "equilibrio" è la sua parola d'ordine! 

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