Bambù: il materiale versatile, si presta anche alla protezione del suolo

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Materiale molto versatile ed in grado di prestarsi a molteplici varietà d’impiego, il bambù polarizza l’attenzione dei designer e degli investitori sia nel campo dell’arredamento che dell’edilizia, per le sue caratteristiche e per la sua lavorabilità. Questo materiale, leggero e durevole, è un legno cavo in cui coesistono proprietà di resistenza e flessibilità, ben declinate con leggerezza e sostenibilità, e un’azione di protezione del suolo. La grande velocità di diffusione e di crescita della pianta rende il bambù molto appetibile, date le numerose varietà dello stesso, in grado di adattarsi a differenti zone climatiche.

Guarda degli esempi di architettura in bambù

Diffuso prevalentemente in Asia, il bambù ha iniziato ad essere impiegato anche in Europa, sia come coltivazione, che come materiale green per l’architettura ed il design.

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Numerosi aspetti positivi riguardano la crescita delle piante di bambù: esse possono raggiungere altezze notevoli rendendo possibile in tal modo la produzione di una quantità di biomassa nettamente superiore rispetto a molti boschi, sia per gli aspetti inerenti la produzione di materia prima per l’architettura sostenibile, sia per riequilibrare la presenza di carbonio nell’ambiente, funzionando come vero e proprio accumulatore di carbonio, contro i fenomeni del riscaldamento globale e le piogge acide che causano una presenza eccessiva nell’atmosfera di biossido di carbonio.

L’azione di protezione svolta dal bambù è declinata anche attraverso la protezione del suolo, per prevenire e contenere i rischi di possibili danni idrogeologici.

Thomas Allocca, designer e giornalista, ha dato vita ad un interessante progetto relativo ad una specie di bambù gigante, noto in Giappone come Madake, per promuovere, coinvolgere e coordinare liberi professionisti, coltivatori ed imprenditori interessati ai possibili impieghi di questa pianta, per favorire la diffusione di una cultura teorica e di una sapienza pratica, per riconoscere e diffondere il bambù come reale alternativa sostenibile, per creare una reale economia verde che rispetti gli obiettivi del Rapporto Bruntland, della Convenzione di Rio, del Protocollo di Kyoto e di altri documenti più recenti.

“Ebbene, proprio riguardo le alluvioni, e alla luce degli ultimi disastri italiani tra cui in ultimo quello in Maremma, mi chiedo quanto ancora si dovrà perdere prima di capire che la Natura non si batte, si deve solo assecondare, e che senza alberi non c’è acqua che tenga. In nome del mattone si spazza via ogni macchia, si spiana, si cementifica, si chiude, si sigilla…” Thomas Allocca

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Cercando di rendere attuale e concreta la sua proposta, Thomas Allocca si pone come ponte tra il mondo della produzione della materia prima e quello dell’imprenditoria, proponendo di fornire egli stesso tutte le informazioni e materialmente le piante da coltivare:

“Per il resto, lancio una proposta: perchè non si pianta bamboo gigante come alternativa più efficace e veloce degli alberi al contenimento delle terre a rischio dilavamento? C’è qualche pubblico amministratore o privato che sarebbe disposto a fare un progetto pilota e dimostrare che basta davvero poco per cambiare il mondo in meglio? I bamboo li dono io. Solo per citare una delle tante specie utilizzate in Asia proprio per contenere i terreni a rischio dilavamento, il Bambusa Oldhamii, ogni anno un ettaro di piantagione con circa 250–300 piante, è in grado di arricchire il suolo con 5–6 tonnellate solo di biomassa caduca, e radici fino a tre metri di profondità. In appena 4–6 anni una pianta di 1 metro sviluppa nuove canne anche fino a 20 metri di altezza e 10 cm di diametro. Ma la cosa più interessante è che si tratta di una specie non invasiva a sviluppo dei rizomi in modo pachimorfo, ovvero cespuglioso.”

MADAKE ITALIAN NETWORK

Madake Italian Network è un sistema di progetti che intende mettere insieme le numerose iniziative incentrate sull’uso e la promozione del bambù nel territorio nazionale, e che mira alla realizzazione di bambuseti (da legno, da germogli, da foglie, da polpa) sia per la produzione di strutture, oggetti e mobili, sia per la salvaguardia ed il contenimento di fenomeni idrogeologici che comporterebbero rischi di frane, allagamento, alluvioni ed erosione del suolo.

I progetti, sostenuti e promossi da Thomas Allocca della WoodenArchitecture, ci possono aiutare a conoscere meglio le potenzialità ed i mille usi a cui questa pianta si presta in maniera magistrale.

Leggi un altro articolo sul Madake Italian Network

PROGETTO MADAKE

Il progetto MADAKE intende favorire un’interessante operazione di imprenditorialità a livello nazionale, in grado di sostenere le diverse fasi di ciclo di vita del prodotto, dalla coltivazione della materia prima, alla raccolta e lavorazione del materiale, alla trasformazione in semilavorato e in lavorato, fino alla produzione dell’oggetto finito.

Tra i principali obiettivi, di rilievo sono:

  • l’abbattimento dei costi per la produzione e l’importazione di materie prime per l’architettura e l’arredamento: oltre l’80% delle sostanze utilizzate in tale industria sono acquistate ed importate dall’estero, favorendo così miglioramenti legati agli aspetti economici, con una minore spesa e con maggiori ricavi;
  • la garanzia di una maggiore sostenibilità ambientale, grazie ad interventi di piantumazione del bambù che garantiscono una maggiore quantità di biomassa rispetto alle foreste d’albero, per unità di superficie, che si tradurrebbe in un abbattimento dell’inquinamento dovuto al Riscaldamento Globale da gas serra.

Chiunque può aderire a questo progetto in maniera completamente gratuita mettendo a disposizione anche 100mq di bambuseto, e non appena sarà avviata la produzione della materia prima verranno create le condizioni atte a garantire e coprire ogni fase del ciclo di produzione e realizzazione.

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PROGETTO DULCIS IN FUNDO

Il progetto DULCIS in fundo parte dalla consapevolezza della vastità di campi agricoli abbandonati, in Italia quasi 2 milioni di ettari, e recuperarli grazie alla coltura agricola del bambù, in particolare orientata alla coltivazione di specie gigante per la produzione di alcuni turioni alimentari.

Obiettivo del progetto è la registrazione di un marchio italiano, che consenta la realizzazione di una rete di produttori che possano essere seguiti ed orientati opportunamente per la produzione e la vendita di turioni alimentari.

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PROGETTO CHISHIMA

Il progetto Chishima intende orientare la produzione di bambù per la realizzazione di biomasse per il settore farmaceutico, grazie alla presenza di determinate sostanze con proprietà antiossidanti ed antitumorali presenti in alcune specie.

Un territorio favorevole alla coltivazione di queste piante potrebbe essere nella zona del Trentino Alto Adige, o in aree montane in cui per le condizioni geografiche e climatiche non è possibile altra coltivazione se non quella di conifere, e che sarebbero tuttavia adatte per la piantumazione di specie di bambù in grado di resistere anche a –25°C.

Alla base di questa rete di progetti, vi è l’obiettivo di rendere l’architettura come uno strumento di armonia universale, in grado di mediare e rendere organico il rapporto ed il dialogo tra l’Uomo e la Natura.

  • crediti fotografie © Thomas Allocca
Ivana Fasciano

Ivana Fasciano Architetto e Designer

Inventiva a 360°, trova nell’architettura la valvola di sfogo per il suo estro creativo. Adora progettare ville immerse nel verde. L’arte, la musica ed i viaggi le danno la carica per imbattersi ogni giorno in una nuova avventura.

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