Infrastrutture urbane: come adeguarle a ciclisti e pedoni

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La città nasce per i pedoni o per le automobili? Probabilmente molti si saranno fatti questa domanda, osservando l’innaturale crescita delle città; le abitiamo circondati da parcheggi, cavalcavia, viali di circonvallazione, garage, rototarie e i nuovi quartieri residenziali e commerciali progettati con la priorità di essere facilmente raggiungibili dalle automobili e trascurando la sicurezza di pedoni e ciclisti. È sotto gli occhi di tutti che molte città nel mondo hanno fortemente sovradimensionato le infrastrutture dedicate alle auto, fino ad allontanare i cittadini, dimenticando la loro stessa funzione originaria; città, infatti, deriva dalla parola latina civitas, nel suo concetto più astratto che descrive l’esistenza di una comunità come agglomerato sociale di individui e non come agglomerato urbano.

Il borgo medievale di Londra cambia volto con le piste ciclabili

È importante, quindi, non perdere l’accezione “insieme di cittadini”. Ortega y Gasset definì, ad esempio, l’architettura come “espressione di stati d’animo e intenzioni collettive”. Con l’obiettivo di restituire la città ai cittadini e seguire le “intenzioni collettive”, alcuni paesi –finalmente– hanno iniziato ad attuare dei cambiamenti, all’insegna di una vita più sana, più verde ed a scala umana.

Pittsburgh, in Pennsylvania e Charleston, in South Carolina, per esempio, hanno recentemente trasformato alcune infrastrutture per automobili in infrastrutture per ciclisti e pedoni.

A PITTSBURGH UN NUOVO COLLEGAMENTO CAR–FREE

Pittsburgh ha recentemente modificato l’unica strada che attraversa un suggestivo parco, in una strada “car–free”. Nel 2012 Pocusset Street è stata ritenuta strutturalmente non adatta alle automobili. Dopo la proposta di spostamento della strada, grazie anche al sostegno della comunità locale e ad una serie di incontri pubblici, il Dipartimento dei Lavori Pubblici di Pittsburgh ha deciso di modificare parte di Pocusset Street che attraversa Schenley Park e ridisegnarla per bici e pedoni.

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È stato riasfaltato un quarto di miglio della strada a due corsie, sono stati disegnati percorsi pedonali, è stata inclusa l’illuminazione stradale a LED e installati dissuasori rifrangenti per bloccare il traffico di entrare alle due estremità.
Con questi semplici ed economici interventi, da pericolosa scorciatoia per le auto, la strada si è trasformata in un bene della comunità che servirà, in modo intelligente, i cittadini nei prossimi decenni.

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LEGARE BRIDGE SI TRASFORMA GRAZIE AD UNA CORSIA CICLABILE

Charleston ha recentemente preso una decisione simile. Legare Bridge, pesantemente utilizzato dai ciclisti, non prevede alcuna infrastruttura che permetta loro di attraversarlo in sicurezza. In futuro non sarà più così perchè il consiglio comunale di Charleston ha deliberato di realizzare una pista ciclabile e dedicare alle biciclette una delle corsie oggi utilizzate dalle auto.

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Questa decisione si è rivelata di importanza fondamentale dal momento che Legare Bridge è uno dei ponti maggiormente utilizzati dai pendolari e, dopo anni di richieste senza successo, a dare lo slancio finale a questa decisione hanno contribuito le firme raccolte dalla comunità a sostegno della proposta. Finalmente gli abitanti di Charleston avranno la possibilità di attraversare il ponte in sicurezza anche con la bicicletta o a piedi.

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La speranza è che l’esempio di Pittsburgh e di Charleston ed altri simili, non rimangano dei casi isolati ma diventino dei modelli da perseguire in molte altre città.

Lenny Schiaretti

Lenny Schiaretti Architetto

Appeso ad una scala poco stabile, da tempo sta cercando il suo libro tra i polverosi scaffali di una biblioteca, ancora tutta da scoprire. Si fa aiutare dall'architettura, dal basso elettrico, dai viaggi, qualche buon libro e frequenti tuffi in piscina. Durante questa ricerca, insieme ad un amico, ha attraversato la Mongolia in bicicletta e da quei deserti nella sua mente sono cambiate tante cose...