Musica e architettura: l’edificio che suona a ritmo di pioggia

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La Musica è architettura svolta, mentre l’architettura è musica pietrificata. Così Göethe, secoli fa, sintetizzava il rapporto tra musica e architettura, forme di comunicazione fatte di armonia, equilibrio e proporzione. La relazione tra queste due arti ha origini antiche: entrambe introducono l’uomo in una nuova dimensione tramite l’utilizzo del ritmo, veicolato dal senso della vista, nel primo caso, e dal senso dell’udito, nel secondo. Il modulo, la ripetizione, la simmetria, consentono di “ascoltare” il ritmo architettonico, osservando l’armonia di un edificio, così come l’ascolto di una melodia consente di “vedere” il ritmo musicale, immaginando spazi in continua evoluzione.

Quando la musica rispetta la natura: la band del riciclo creativo

In Germania, nello specifico a Dresda, questa parentela tra musica e architettura diventa ancora più evidente, grazie anche alla risorsa acqua, oggi più che mai indispensabile. Già patrimonio dell’UNESCO dal 2009, la “Firenze sull’Elba”, brutalmente bombardata nel 1945, si fa sede di un esperimento artistico che prende il nome di “Countryard of Elements”.

Dall’idea della scultrice Annette Paul e dei designer Cristopher Rossner e Andre Tempel, nel nuovo quartiere studentesco Kunsthofpassage

, gli edifici si trasformano in vere e proprie installazioni artistiche, riguardanti il tema della metamorfosi, della luce, degli animali o, nel caso del Fullen Wall, in un originale strumento musicale che sfrutta la già piacevole musicalità della pioggia, attraverso le grondaie e le tubature simili a imbuti che ne amplificano il suono.

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Il progetto musicale è una delle attrazioni più originali della città; con le sue pareti azzurre come l’acqua, e tubature che fanno sembrare questo edificio un gigantesco organo, il Fullen Wall nei giorni di pioggia regala evocative sinfonie.

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Il quartiere, ricco di stradine e cortili, si veste di facciate colorate rendendosi ancora più attraente agli occhi degli avventori dei suoi numerosi locali, ristoranti, caffè e boutique; in questo modo, Dresda diventa ancora più allegra, un polo in grado di attrarre cittadini e turisti per mezzo dell’arte e la musica, proprio come il progetto della Paul si prefigurava.

 

Marina Block

Marina Block Laureanda in Architettura

Amante dei gatti, zen e folle; un haiku nato a Napoli, sempre in compagnia di un buon libro e di un pacchetto di caramelle gommose. Affetta dal male incurabile del sognare, sa che se dovesse fallire come architetto, non si perderà d’animo: alle persone, invece che luoghi sicuri, regalerà storie fantastiche in cui rifugiarsi.

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