A Vienna il primo grattacielo certificato Passivhaus

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I grattacieli moderni caratterizzati da ampie superfici vetrate, elevate altezze, ampi spazi da dover riscaldare in inverno e raffrescare in estate possono non essere più sinonimo di spreco di energia ed elevati costi di gestione. Ne è un esempio il primo grattacielo per uffici realizzato a Vienna certificato Passivhaus. Questa torre di venti piani, chiamata RHW.2, è la sede del Austrian Raiffeisen–Holding Group ed è appunto la prima mondo ad avere ottenuto la certificazione dal Passiv Haus Institut.

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LA CERTIFICAZIONE PASSIVHAUS

Il PassivHaus Institut (PHI) di Darmstadt è stato fondato nel 1996 dal Dr. Wolfgang Feist ed è un istituto che si occupa di ricerca nel campo del risparmio energetico e dell’uso razionale dell’energia.
Il PHI ha teorizzato lo standard di casa passiva, standard Passivhaus, che è oggi applicato soprattutto alle costruzioni dell’Europa centrale ma può essere adottato ad ogni latitudine e per ogni tipo di clima.
Quali sono i criteri che il grattacielo costruito a Vienna ha dovuto soddisfare per ottenere il certificato?

Lo standard stabilisce un limite massimo di consumo di 15 kWh/mqa per riscaldamento e raffrescamento dell’edificio.
Per raggiungere questo risultato è necessario che l’edificio abbia le seguenti caratteristiche, che sono riportate nel Passive House Planning Package (PHPP), una sorta di manuale tecnico:

  • Elevatissimo isolamento termico
  • Finestre isolate a triplo vetro di alta qualità
  • Sistema di ventilazione meccanica con recupero di calore ad alta efficienza
  • Tenuta all’aria
  • Assenza di ponti termici
  • Apparecchi domestici e illuminazionead alta efficienza

IL GRATTACIELO RHW.2

Il grattacielo, affacciato sul canale del Danubio, ha 20 piani per un totale di 80 metri e ospita circa 900 dipendenti della Reifeissen–Holding.
Questa costruzione garantisce un risparmio di più dell’ 80% rispetto ai grattacieli per uffici “tradizionali”.
Per raggiungere questo virtuoso obiettivo, nell’edificio certificato Passivhaus di Vienna sono state compiute specifiche scelte progettuali sull’involucro, l’orientamento e le aperture dell’edificio e sono stati adottati impianti tecnologici innovativi, caratterizzati da un ampio utilizzo di fonti energetiche rinnovabili.

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La facciata vetrata ad alte prestazioni garantisce infatti ottimo isolamento termico e perfetta tenuta all’aria, favorisce l’apporto gratuito di energia solare nei mesi freddi ed è efficacemente ombreggiata nel periodo estivo.
L’edificio attinge energia da un impianto solare fotovoltaico in copertura combinato con un impianto a sonde geotermiche.
Esiste anche un impianto di trigenerazione di energia elettrica, termica e frigorifera. Anche il calore di scarto proveniente dall’interno viene riutilizzato e l’acqua del Danaukanal è utilizzata per il raffrescamento.

Un ottimo mix di efficienza tecnologica e impiantistica e performance dell’involucro esterno garantisce il notevole risparmio energetico e ha portato al raggiungimento della certificazione Passivhaus.
Il grattacielo RHW.2 costituisce il progetto di eccellenza della ricerca che il paese ha costantemente intrapreso nel campo delle costruzioni ecosostenibili, realizzando per esempio il quartiere “Eurogate”, caratterizzato da 800 appartamenti tutti passivi, che daranno alloggio a più di settemila persone.

Giulia Azzini

Giulia Azzini Ingegnere

Appassionata di architettura sostenibile, le piace scrivere e coniuga qui le due cose. Tra un buon libro e un’escursione in montagna si tiene sempre aggiornata. Ama reinventare la propria casa e quella di familiari o amici.

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