Passivhous in Russia: edifici esistenti e nuovi orizzonti

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Un buon isolamento, tripli vetri ed altri accorgimenti permetterebbero di riscaldare una casa con il solo asciugacapelli e farci risparmiare fino al 90% dei costi delle bollette. Sono questi i vantaggi della casa passiva, ma per essere una Passivhaus questi edifici devono rispettare anche degli standard. In Russia i costi dei consumi domestici sono già bassi grazie ai sussidi governativi, pratica che disincentiva i cittadini a realizzare case sostenibili; eppure il clima russo grazie al suo carattere estremo è l’ideale per progettare un’abitazione passiva e qualcuno se n’è accorto. Quali sono i nuovi orizzonti di questi standard e quali gli edifici esistenti che vantano consumi così bassi in Russia?

Sotto la guida e la continua informazione del “Passivhous Institute of Russia” e del “Russian Green Building Council” (RuGBC) progettisti e costruttori stanno diventando sempre più attenti ai benefici portati dalla costruzione passiva.

EDIFICI REALIZZATI

Il WWF ha dato il buon esempio realizzando i propri uffici a Mosca secondo gli standard della Passivhaus:

  • copertura con doppio isolamento in lana minerale e tetto giardino, per ammortizzare le variazioni di temperatura e insonorizzare;
  • raccolta di acque grigie e pluviali per l’irrigazione ed i servizi igienici;
  • facciata realizzata in legno bruciato, tecnica giapponese che permette di non trattare chimicamente il legno per la resistenza agli agenti atmosferici;
  • pannelli solari e sistema geotermico che provvedono alriscaldamento/raffrescamento;
  • luci ad alta efficienza energetica.

Grazie a queste caratteristiche l’edificio ha ottenuto le certificazioni Passivhaus, BREEAM e High Quality Environement (HQE).

IL PROGETTO “CASA ATTIVA”

La casa attiva, è stata realizzata da “The Alliance Active House” in collaborazione con una ditta danese di infissi ad alta prestazione tecnologica, come prototipo espositivo di materiali, sistemi e metodi della bioedilizia. Il progetto, partito nel 2011, presenta:

  • involucro a tenuta d’aria, isolamento rivolto a sud per ridurre il consumo di energia;
  • sistemi fotovoltaico, termico e geotermico per la produzione di energia e calore;
  • automatizzazione di chiusura ed apertura dei sistemi di oscuramento in relazione al rapporto tra temperatura esterno – interno.

La casa rimarrà aperta per sei mesi ad imprese, progettisti e altre figure tecniche del settore così che questi possano studiarne i flussi energetici e i possibili miglioramenti da attuare. A tal fine verrà abitata per un anno da una famiglia per testarne qualità e difetti durante l’uso quotidiano.
Una volta terminata la ricerca la casa sarà venduta a fini residenziali ed il nuovo proprietario beneficerà di tutti i suoi comfort al prezzo di una casa costruita secondo le tecniche locali. 

SVILUPPI FUTURI

 La coscienza della bioedilizia in Russia non è molto sentita ancora, ma questi progetti dimostrano che vengono fatti passi avanti verso una costruzione in linea con le necessità ambientali del nostro tempo. Progetti come “Active House” dimostrano che è possibile costruire secondo la bioedilizia anche in climi che sembrano ostili ed impraticabili.

Caterina Quarta

Caterina Quarta Architetto

Matita, carta, libri e colori sparsi nello studio le servono a comunicare progetti in continua rivoluzione. Fare architettura è?...una continua ricerca e passione. Nel frattempo canta canzoni rock, gioca a pallavolo e raccoglie i calzini che il suo gatto pazzo si diverte a nascondere. 

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