Socialità come misura di sostenibilità: il Learning Hub di Singapore

Il nuovo compito che ci si propone di affrontare in un’ottica sostenibile è quello di indagare e scoprire il nuovo ruolo dell’architettura contemporanea, attraverso non solo il rapporto con l’ambiente e l’economia, ma anche i moderni sistemi che influenzano ed agiscono sulla socialità, soprattutto in quei luoghi che sono il cuore pulsante delle opportunità dal punto di vista delle idee e delle sperimentazioni.

La sfida è stata accolta dallo studio londinese di Thomas Heatherwick con un progetto concettualmente rivoluzionario per il nuovo Learning Hub della Nanyang Technological University di Singapore.

UNIVERSITÀ DI SINGAPORE: UN CAMPUS VERDE PER GLI STUDENTI

L’edificio, completato nel marzo 2015, è strutturato in modo tale da abbattere la tradizionale concezione di università, basata su di un’organizzazione a corridoi ed aule, per favorire la creazione di uno spazio di lavoro improntato sulla condivisione. L’idea è promuovere l’interazione casuale tra studenti e professori per generare variabili più interessanti e stimolanti dal punto di vista dell’apprendimento.

LA STRUTTURA DEL LEARNING HUB

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L’edificio è formato da un fascio di dodici torri tubolari collegate tra loro da un atrio centrale sul quale si affacciano tramite ballatoi. Le cinquantasei aule, che si aprono su questo spazio comune, sono gerarchicamente equivalenti, evitando la formazione di spazi avvantaggiati dal punto di vista delle relazioni. Al loro interno l’organizzazione dello spazio è dettata dalla flessibilità, per permettere di volta in volta di gestire lo spazio in maniera efficace in rapporto all’attività. Il distributivo, che mantiene il collegamento visivo tra tutte le aule, può assumere diverse configurazioni diventando, in base alle necessità, parte dell’aula, spazio espositivo o area relax e di conversazione.

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I MATERIALI 

La volontà di combinare sistemi di costruzione locali ha portato alla scelta del calcestruzzo a vista come materiale dominante; ma l’idea principale era quella di far sembrare l’edificio come una sorta di grande blocco in argilla modellato. A tale scopo sugli elementi di risalita sono stati impressi nel calcestruzzo circa settecento disegni raffiguranti temi dell’arte, della scienza e della letteratura, con l’obiettivo anche di favorire uno spunto continuo allo studente.

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TECNOLOGIA GREEN

L’atrio centrale, naturalmente ventilato, favorisce la circolazione dell’aria attorno alle torri e funge da canale per la creazione di una convezione naturale silenziosa all’interno delle aule, le quali riescono a mantenere temperature variabili tra i 25° e i 31°C. Le tecnologie messe in atto per mantenere il comfort delle aree interne hanno permesso all’edificio di ricevere il più alto standard ambientale per un edificio della categoria: il Green Mark Platinum della Building and Construction Authority (BCA) di Singapore.

Nonostante gli sforzi per dare all’edificio un aspetto armonioso, c’è da dire che esso rimane ancora molto crudo esternamente incontrando il parere non sempre favorevole di una critica competente; appare ovvio però che non è l’aspetto esterno a dare peso a questa architettura, e nemmeno la tecnologia messa in gioco, sebbene gli sia valsa il Green Mark Platinum. Ciò che appare importante sottolineare è il carattere sociale dell’edificio che tenta di sperimentare un approccio diverso al tema della sostenibilità.

Luca Carlin

Luca Carlin Architetto

Nasce a Belluno dove attualmente vive dopo l'esperienza universitaria a Venezia e un piccolo assaggio di vita tedesca. Abbandona temporaneamente il sassofono contralto e lo sport per aprirsi a nuove esperienze e allo studio del tedesco. Nel tempo libero si interessa al design e al bricolage. 

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