Infrastrutture turistiche a basso impatto: il campeggio nel parco naturalistico

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L’opera rappresenta un mirabile esempio italiano di architettura nel paesaggio e del paesaggio, realizzata tra il 2005 e il 2007 dallo Studio Archea Associatidi Firenze per promuovere infrastrutture turistiche di basso impatto ambientale e costi contenuti. Il campeggio Park Albatros si trova in località San Vincenzo (Livorno), all’interno del parco naturalistico di Rimigliano in Val di Cornia, meglio conosciuta col nome di Costa Etrusca.

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Il parco naturalistico si estende su una superficie di 38,5 ettari e comprende due aree distinte: una lungo la costa tirrenica, una palude bonificata occupata da giunchi, canne di bambù e lacustri; l’altra più interna, contraddistinta da una foresta di pini marittimi tipici di queste zone della Toscana.

L’ispirazione per il progetto del campeggio a basso impatto viene dall’universo degli organismi unicellulari marini dalle forme organiche; gli spazi risultano così raggruppati per associazioni secondo un susseguirsi di nuclei esterni e interni che sembrano essere stati modellati naturalmente, dal vento e dalla sabbia.

Il progetto, pur seguendo una struttura comune, propone due grandi aree differenti tra loro. La prima (non realizzata) caratterizzata da piste ciclabili e percorsi pedonali dall’andamento flessuoso che collegano vari nuclei modellati in estrusioni curvilinee piene (prato e terra rossa), o scavate (cavea), destinati ad aree naturalistiche oppure ad attività ludico–sportive e spettacoli all’aperto creando nuove infrastrutture turistiche.
La seconda, immersa nella pineta, ospita 1800 piazzole per bungalow, tende e servizi e due aree principali di aggregazione: le piazze Caraibica e Italiana.

La piazza Caraibica si trova nel parco acquatico, dove la scena è dominata da una grande vasca dal contorno sinuoso con piccoli rilievi artificiali e affiancata da vasche più piccole (adatte per bambini) per le quali si prevede di utilizzare l’acqua termale presente nella zona. Vi sono anche spazi commerciali, per ristorazione e spettacoli all’interno di strutture temporanee in legno e paglia.

La piazza Italiana è concepita come un luogo per la socializzazione, circondata da una serie di padiglioni collegati da un parterre di legno e offre anch’essa spazi commerciali e di ristoro.
Coerentemente alle forme anche i colori e i materiali sono legati alla natura: il marrone ruggine dell’acciaio corten, il giallo ocra delle canne di bambù che gioca col verde e il marrone dei pini marittimi, donando luminosità e leggerezza a pareti esterne ed interne.

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Anche il soffitto è rivestito da canne di bambù ed è bucato da lucernari circolari, disegnati dal sole, che illuminano con delicatezza gli ambienti interni evidenziando piccole oasi di verde. Un’architettura senza formalismi e distinzioni sociali, dal sapore un po’ esotico e arcaico, tanto semplice quanto sofisticata nella cura dei dettagli come nel caso del soffitto di bambù, sapientemente distanziato dalle pareti per conferire ariosità agli ambienti.

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Un’architettura che di notte cambia, senza però alterare troppo il suo carattere, diventando diaframma di particolari vibrazioni luminose e cromatiche. Un’architettura pensata a partire dai concetti contemporanei di permeabilità, accessibilità, flessibilità e sostenibilità.
Permeabilità, intesa come il moto di un fluido che disegna dolcemente gli spazi e che mal sopporta muri alti di separazione e cambi netti di direzione.
Accessibilità, nel senso che l’accesso non è marcato da un elemento rigido di soglia: gli interni e gli esterni si compenetrano in un dialogo continuo.
Flessibilità, perché si tratta di un’architettura composta da un insieme di spazi dinamici, che all’occorrenza possono assumere funzioni diverse.

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La tecnologia costruttiva adottata infatti prevede un montaggio a secco, che garantisce facile e rapido montaggio e smontaggio quindi reversibilità. Ad esempio i nuovi servizi sono stati realizzati in soli 3 mesi.
Le superfici curve sono state realizzate con un sistema di lastre leggere in cemento rinforzato molto resistenti all’acqua e all’umidità, alle quali sono ancorati telai di alluminio per il fissaggio delle canne di bambù. Le orditure di acciaio zincatovengono realizzate con immersione a caldo in lega di alluminio e zinco appositamente per controsoffitti e pareti in ambienti umidi.

La struttura portante in acciaio sostiene una copertura piana in travi di legno lamellare che appare leggera, quasi sospesa fra i pini e individua i punti per la sosta; altri spazi ludici di sabbia e uno specchio d’acqua s’inseriscono a margine della piazza in un’architettura che strizza l’occhio alle opere d’arte di Richard Serra, sempre in relazione all’ambiente che le ospita.

Federico Da Dalt

Federico Da Dalt Architetto

Vive a Colle Umberto (Treviso) e Venezia, città dove si è laureato con la tesi Abitazioni sostenibili in Bangladesh: un progetto di alloggi in bambù e terra cruda adatti a convivere con le alluvioni. Si diletta nella poesia, nel canto e nel teatro, ama i giri in bicicletta e le escursioni in montagna.

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