Le Grand Paris: il sogno di Sarkozy per una Parigi megalopoli

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“Le Grand Paris”, l’ambizioso progetto di trasformare la capitale francese, nasce in un periodo non tanto felice per quanto riguarda i grandi investimenti; eppure, da quando è stato promosso dall’ex presidente francese Nicolas Sarkozy nel 2007, ha continuato a crescere tra alti, bassi e qualche ritardo. Il progetto urbanistico, che entro il 2030 dovrebbe portare la capitale sullo stesso piano di megalopoli come New York e Tokyo, ha come obbiettivo la trasformazione degli spazi urbani periferici allo scopo di potenziarli e garantire un servizio ottimale per tutti quelli che non hanno la fortuna di affacciarsi sulle vie del centro.

In copertina: il progetto firmato dallo studio di Jean Nouvel

Un masterplan per Wimbledon: il progetto di Grimshaw Architects

LA LINEA 14

L’intero progetto “Le Grand Paris” prende forma dall’ampliamento delle linee metropolitane esistenti, di cui la 14 diventerebbe focale per lo sviluppo dei nuovi corridoi (15, 16, 17 e 18), con l’intento di alleggerire il traffico del centro e permettere un collegamento veloce anche a chi vive in periferia.

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Secondo il piano per Parigi sono previste 72 nuove stazioni. Il loro compito non è solamente collegare la periferia al centro, ma anche favorire lo sviluppo delle nuove aree attraverso un modello che riesca ad uniformare l’intero tessuto urbano e che dia un’identità a tutti gli agglomerati che si sono sviluppati fuori dal perimetro cittadino.

10 PROGETTI PER LA CITTÀ

Dieci sono le equipe di professionisti che hanno preso parte al progetto (6 francesi e 4 straniere) e che hanno mobilitato una serie di specialisti del territorio, di sociologi e geografi per cercare di capire come dovrebbe essere la Parigi del futuro. Tra i più illustri spiccano il francese Jean Nouvel, gli olandesi MVRDV, l’inglese Richard Rogers e gli italiani Bernardo Secchi e Paola Viganò (studio09).

Quel pari sur Paris (Equipe di Jean Nouvel)

Partendo dalla domanda “quale scommessa su Parigi?”, il progetto di Jean Nouvel individua nove punti fondamentali sui quali costruire una nuova metropoli a partire dalla città esistente:

  • recuperare i luoghi degli spazi rurali comprese le aree ai margini dei terreni agricoli per creare una città immersa nel verde;
  • gli spazi dedicati alle infrastrutture per la mobilità non dovranno solo essere funzionali, ma essere anch’essi parte dell’identità cittadina e della sua immagine;
  • le zone di produzione non saranno solo luoghi di lavoro, ma aree residenziali in modo da creare un equilibrio di flussi durante tutta la giornata;
  • luoghi di lavoro, spazi di gioco e di socialità dovranno essere al servizio delle abitazioni e viceversa;
  • i trasporti saranno potenziati e dovranno garantire connessioni veloci;
  • le interconnessioni, per la loro vitalità, saranno i luoghi destinati ad accogliere i nuovi centri;
  • si svilupperanno quattro poli competitivi nelle quattro valli di Parigi;
  • la parte storica della città sarà tutelata e si porrà sempre come base per la nuova Parigi;
  • l’arte sarà un tema forte capace di dare vigore e sviluppo al progetto.

Progettare una “Paris Plus” (MVRDV)

L’approccio del gruppo di architetti olandesi prevede 17 interventi a larga scala che vanno ad agire soprattutto sulle infrastrutture di trasporto.
L’intento del progetto di MVRDV è quello di spostare la mobilità sotterranea in alcune zone della città, tra cui il lungo Senna, e ricostruire lo spazio liberato per creare ambienti residenziali in spazi verdi. Assieme a questi nasceranno una serie di interventi mirati come la stazione centrale a Les Halles, l’aggiunta di due superstrade e di una linea metropolitana, e la densificazione sotterranea del Boulevard Périphérique.

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Il futuro in 9 punti (Equipe Rogers Stirk Harbour + Partners)

Il programma dello studio per Le Grand Paris prevede nove punti d’intervento:

  • ristrutturare Parigi a partire dall’Ille de France;
  • costruire la nuova città metropolitana sulla vecchia per arrivare ad una città compatta;
  • implementare le reti di trasporto a partire da quelle metropolitane e tangenziali per collegare i nuovi poli e ed aprirsi verso ovest;
  • creare una città metropolitana policentrica;
  • creare comunità bilanciate e ben servite in tutte le parti della città in modo da garantire equilibrio anche nelle zone più svantaggiate;
  • sviluppare e distribuire le nuove tecnologie verdi in modo da creare un’economia regionale equilibrata;
  • eliminare le barriere fisiche determinate soprattutto dalle infrastrutture del trasporto pubblico su rotaia;
  • creare un sistema di corridoi ecologici che si mescoli col più fitto sistema urbano;
  • investire molte risorse nella qualità degli spazi pubblici attraverso l’utilizzo di un design di alta qualità.

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Una città porosa (Studio09)

L’approccio al progetto del gruppo italiano di Bernardo Secchi e Paola Viganò parte da un presupposto differente che considera importante reinterpretare la città esistente. L’idea è quella di valorizzare il tessuto urbano e in particolare il rapporto tra spazi aperti e spazi costruiti senza intraprendere politiche di demolizione e ricostruzione considerate poco efficienti a livello energetico.

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Preservare e sottolineare quindi le diverse stratificazioni della città storica e dare spazio alla rete idrica creando una serie di piattaforme, servite dai canali e dalla rete ferroviaria, per riqualificare i fabbricati fluviali. Il risultato è uno spazio poroso, permeabile, con una serie di grandi investimenti per le reti TGV e RER, e per la costruzione di una rete tramviaria che attraversi la città da est a ovest.

Luca Carlin

Luca Carlin Architetto

Nasce a Belluno dove attualmente vive dopo l'esperienza universitaria a Venezia e un piccolo assaggio di vita tedesca. Abbandona temporaneamente il sassofono contralto e lo sport per aprirsi a nuove esperienze e allo studio del tedesco. Nel tempo libero si interessa al design e al bricolage. 

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