Costruire accanto alle rovine: la casa contempla storia e paesaggio

E/C home, è una casa progettata dallo studio SAMI-Arquitectos, nell’isola vulcanica di Pico, nelle Azzorre portoghesi. L’edificio, affacciato verso l’Atlantico, è costituito da due piani fuori terra nel sedime di un antico edificio, attorno a cui ancora sono riconoscibili le mura originarie. Interessante è il rapporto tra la nuova costruzione e i resti murari, stria e paesaggio, elementi che gli architetti hanno saputo abilmente connettere, quasi in un gioco di reciproco scambio. I progettisti non si sono abbandonati a un più facile e meno vincolante rinnovamento totale del sito, tramite l’abbattimento della vecchio impianto, ma nemmeno hanno deciso di annettere le mura storiche dando alle rovine un ruolo marginale e puramente decorativo all’interno del complesso architettonico. La scelta è stata quella di creare un limite, un confine tra le due strutture, integrandosi senza mai sovrapporsi. Le due coreografie, ben distinte, creano un inusuale mix di stili, quasi una sorta di scatole cinesi l’una nell’altra.

IL RESTAURO DEL FIENILE DI 200 ANNI IN CORNOVAGLIA

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La muratura e il muschio, cresciuto sulle pietre delle pareti antiche, sembrano proteggere come una corazza il nuovo edificio in cemento all’interno, che esce dal terreno quasi ergendosi spinto da forza rigeneratrice nata dalle ceneri di un edificio in declino, creando un giovane tralcio che rinasce dalla pianta antica. Le aperture, di ampie dimensioni, risultano disassate rispetto a quelle dei resti murari antichi, come a voler rivelare il fascino, oltre a quello dell’incantevole del paesaggio, anche dei particolari e della storia sprigionati dalle antiche rovine.

Destinato a dimora di vacanza, l’edificio si presta a luogo di contemplazione e relax, ed è stato arredato volutamente in modo minimo all’interno, perché l’attenzione sia catalizzata dallo spettacolo che si può ammirare dalle vetrate. Anche parte delle coperture del nuovo edificio sono praticabili, in modo da rendere accessibili spazi per le sedute

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Lo spazio è stato congegnato in modo che fosse funzionale a recuperare un’antico rapporto con l’esterno, in innumerevoli scorci possibili, la storia e l’oceano

Questo luogo-ponte, dedicato a riappropriarsi di un rapporto intimo con la natura e la civiltà passata, sperimentale quanto discutibile, ha meritato una nomination per il Mies van der Rohe Award 2015.

Lucia Terenziani

Lucia Terenziani Architetto

Si perde passeggiando nei borghi storici e nelle città, le piace cogliere istantanee e scorci dimenticati. Vive e lavora a Parma, dove progetta e ri-progetta spazi. Ama leggere, scrivere, visitare musei, immergersi nei boschi e interrogarsi sulle possibilità dell’abitare in armonia con se stessi e la natura che ci circonda.

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