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- categoria Del Paesaggio
Progettare i giardini del futuro: la NAD rilascia una guida per gli studenti
Il giardino occupa oggi una posizione centrale nel progetto contemporaneo: non più semplice spazio accessorio, ma sistema che modella microclimi, qualità dell’abitare, gestione dell’acqua e identità dei luoghi.
In questo scenario si consolida una figura professionale sempre più richiesta: il progettista di giardini, chiamato a integrare cultura del paesaggio, competenza tecnica e visione compositiva in un’unica regia progettuale. Realtà formative come NAD - Accademia del Design lavorano proprio su questa evoluzione, formando professionisti con uno sguardo sul futuro e strumenti concreti: una guida pensata per gli studenti, orientata al metodo e alla progettazione, per trasformare il verde in un ambito di lavoro strutturato, misurabile e pienamente contemporaneo.
Progettista di giardini: chi è, cosa fa, cosa studiare per diventarlo

La figura del progettista di giardini si colloca oggi nel punto in cui paesaggio, architettura e performance ambientale si incontrano. È un professionista capace di leggere il sito come un organismo — luce, venti, suolo, acqua, uso — e di tradurre questa complessità in un progetto coerente, misurabile, abitabile. Nel lessico contemporaneo della progettazione giardini, il verde diventa infrastruttura: costruisce comfort, orienta la fruizione, innalza la qualità percettiva degli spazi, sostiene biodiversità e resilienza.
Chi è, oggi, il progettista di giardini
È un progettista “di sistema”, con una sensibilità compositiva tipica dell’architettura e una competenza tecnica che riguarda elementi concreti: scelta delle specie, stratigrafie, drenaggi, materiali, manutenzione, rappresentazione grafica e comunicazione del progetto. Lavora tra scala domestica e urbana: dal terrazzo alla corte, dal giardino residenziale agli spazi outdoor di strutture ricettive e commerciali, con un ruolo sempre più riconosciuto perché risponde a un bisogno reale di qualità, benessere e progettazione responsabile.
Cosa fa, in pratica, nel processo di progetto
Nel lavoro quotidiano, il progettista di giardini:
- analizza il contesto (esposizioni, ombre, venti dominanti, vincoli, accessi, percorsi, viste);
- definisce una strategia funzionale (aree d’uso, privacy, ritmi stagionali, livelli di manutenzione);
- costruisce un impianto vegetale consapevole (botanica, compatibilità climatica, sostenibilità delle risorse, abbinamenti);
- disegna e dettaglia (rilievo, planimetrie, schemi, sezioni, abachi materiali);
- seleziona arredi, pavimentazioni e finiture outdoor con criteri tecnici ed estetici;
- comunica il progetto con tavole e render capaci di parlare a clienti, imprese e stakeholder.
Cosa studiare per diventarlo
Ma come diventare progettista di giardino? Chi punta a questa specializzazione costruisce una base solida su tre pilastri:
Botanica applicata e cultura vegetale
Riconoscimento delle specie, morfologia, esigenze climatiche, cicli stagionali, gestione sostenibile: la componente “viva” del progetto si governa con metodo e conoscenza.
Rilievo, disegno e strumenti digitali
La progettazione contemporanea richiede precisione: rilievi corretti, traduzione in elaborati tecnici, capacità di impaginare e presentare. La padronanza di strumenti come AutoCAD e tecniche di post-produzione e rendering con Photoshop diventa parte integrante della professionalità.
Stili, materiali, outdoor living
La storia dei giardini fornisce un vocabolario culturale, mentre lo studio di materiali, pavimentazioni e arredi definisce la qualità esecutiva. Terrazze e balconi, soprattutto in ambito urbano, richiedono soluzioni intelligenti di layout, scelta delle essenze, gestione di contenitori, schermature e microclimi.
Un percorso concreto: il corso NAD “Progettazione e Stili di Giardini e Terrazzi” (Planting and Drawing)

Per chi desidera trasformare l’interesse in competenza, NAD – Accademia del Design propone il corso Planting and Drawing, pensato per fornire fondamenta essenziali nella progettazione di spazi verdi privati e per portare gli studenti dal principio botanico alla restituzione grafica completa: disegno tradizionale su carta e sviluppo digitale al computer, con un taglio orientato al progetto.
Il corso è disponibile qui: https://accademiadeldesign.com/corsi-brevi/garden-design/planting-drawing/
Il valore di un percorso come questo sta nella progressione: dalla conoscenza delle piante alla capacità di rappresentare, argomentare e finalizzare un progetto. Ma cosa si studia in questo corso della NAD – Accademia del design?
Elementi di botanica e riconoscimento piante
Fondamenti di botanica applicata al design di giardini e terrazzi: identificazione e classificazione delle specie più utilizzate, caratteristiche morfologiche, esigenze climatiche, tecniche di cura, uso consapevole delle risorse in ottica sostenibile.
Rilievo, disegno e applicazione AutoCAD
Metodi per effettuare rilievi accurati e tradurli in elaborati grafici chiari e professionali. AutoCAD come strumento di precisione per planimetrie, schemi e impianti progettuali.
Progettazione tecnica con Photoshop
Tecniche per costruire presentazioni visive efficaci: post-produzione, impaginazione, resa materica e compositiva. Un passaggio chiave per comunicare con forza e chiarezza la qualità del progetto.
Progettazione aree verdi private
Focus su giardini residenziali: funzionalità, estetica, sostenibilità e rapporto con il contesto. Sviluppo di progetti capaci di integrare esigenze personali e principi di design paesaggistico, con soluzioni armoniche e praticabili.
Storia e stile dei giardini
Lettura critica dell’evoluzione dei giardini e dei principali stili: dai riferimenti classici alle interpretazioni contemporanee. Un patrimonio culturale che affina il linguaggio progettuale e rafforza la capacità di scelta.
Progettazione terrazze e balconi
Approccio specifico agli spazi urbani “compatti”: ottimizzazione delle superfici, selezione di essenze e materiali adatti, soluzioni di schermatura, ritmo vegetale, comfort e fruizione quotidiana.
Studio dei materiali: arredi e pavimentazioni
Materiali e arredi outdoor letti in modo progettuale: caratteristiche tecniche, resa estetica, manutenzione, durabilità, coerenza con contesto e impianto verde. Una competenza decisiva per portare il progetto dalla tavola al cantiere.
In ottica di orientamento, il percorso prevede la possibilità di richiesta diretta tramite form sul sito, con indicazioni chiare su modalità, calendario e accesso a numero chiuso.
La guida rilasciata da NAD: cosa contiene e come si applica alla progettazione giardini

La guida di NAD – Accademia del Design nasce per tradurre la progettazione del verde in una disciplina leggibile, replicabile, progettuale: un framework che accompagna lo studente dalla prima lettura del sito fino alle scelte tecniche e compositive che rendono un giardino realmente abitabile nel tempo. Il valore sta nel metodo: il giardino viene trattato come spazio architettonico a pieno titolo, con priorità chiare, criteri di scelta e un linguaggio operativo utile anche in studio.
Lettura del sito: il giardino come materia reale
La guida parte dall’analisi, perché ogni progetto di giardino serio nasce dalla comprensione del luogo: esposizioni, ombre, venti, pendenze, drenaggi, suolo, vincoli, viste, privacy, accessi. Qui la progettazione giardini smette di essere “stile” e diventa decisione: ciò che il sito permette, ciò che il sito suggerisce, ciò che il sito richiede.
Programma d’uso: come si vive lo spazio esterno
Il giardino contemporaneo si progetta attorno a un palinsesto d’uso: accoglienza, sosta, convivialità, gioco, relax, coltivazione, percorso, soglie, visuali. La guida aiuta a costruire un programma coerente con la vita reale: ritmi stagionali, ore di fruizione, livelli di manutenzione attesi, relazione tra interno ed esterno, gradi di privacy, gestione delle luci.
Acqua e microclima: comfort come obiettivo progettuale
La guida mette al centro l’idea di giardino come dispositivo ambientale: ombra, ventilazione, superfici permeabili, gestione delle piogge, riduzione delle isole di calore, uso efficiente delle risorse idriche. La progettazione giardini, qui, coincide con la costruzione del comfort: un esterno che si vive perché funziona, non perché “appare”.
Suolo, stratigrafie e preparazione: l’invisibile che regge tutto
Ogni giardino è una costruzione, anche quando sembra spontaneo. La guida porta attenzione su suolo, drenaggi, substrati, strati di posa e compatibilità tra vegetazione e terreno. È la parte meno fotografabile e più determinante: quella che decide la tenuta del progetto nei mesi e negli anni.
Impianto vegetale: botanica applicata e composizione
Il cuore della guida è l’impianto vegetale letto come progetto: scelta delle specie, compatibilità climatica, stagionalità, volumi, densità, ritmo, pieni e vuoti, cromie e texture, biodiversità come qualità spaziale. L’approccio è pratico e colto insieme: le piante come “materiale vivo” che costruisce atmosfera, orienta i percorsi, filtra la luce, disegna quinte, cambia nel tempo.
Materiali e outdoor living: pavimentazioni, arredi, dettagli
La guida entra nella grammatica dei materiali: pavimentazioni drenanti, rivestimenti, bordature, elementi ombreggianti, arredi, finiture e scelte che tengono insieme resa estetica, durabilità, manutenzione e coerenza con il contesto. Qui il progetto del giardino parla la lingua dell’architettura: dettagli, giunzioni, rapporti di scala, continuità tra superfici.
Elaborati e comunicazione del progetto: dal concept alla tavola
Un punto distintivo della guida è la traduzione del pensiero in output progettuali chiari: planimetrie, schemi funzionali, palette vegetale, abachi materiali, rappresentazioni e impaginazione. L’obiettivo è formare studenti capaci di presentare un progetto con rigore: comprensibile per il cliente, praticabile per chi realizza, difendibile nelle scelte.
Manutenzione come parte del progetto: il tempo lungo
La guida tratta la manutenzione come tema progettuale: livelli di cura, irrigazione, potature, sostituzioni, evoluzione stagionale, sostenibilità della gestione. È qui che la progettazione giardini mostra maturità: il giardino come organismo che cresce, cambia, si stabilizza, e mantiene qualità senza dipendere da interventi continui e costosi.
Fondata a Verona nel 2012, NAD – Accademia del Design ha costruito negli anni un’offerta formativa articolata tra percorsi strutturati e specializzazioni, con una presenza che comprende la sede storica di Verona, attività anche a Milano e una proposta online sviluppata per garantire continuità didattica e accessibilità: una scelta su cui molte scuole hanno investito con convinzione solo in una fase successiva. L’impianto dei percorsi — triennali, biennali, annuali e corsi brevi — consente sia di costruire una base completa, sia di lavorare per moduli mirati di aggiornamento. L’accreditamento EABHES ottenuto per alcuni programmi (con struttura in crediti ECTS) va nella direzione di una maggiore leggibilità e riconoscibilità europea. La metodologia dichiarata è learning by doing: laboratorio, workshop, progetti applicati e relazione con aziende del settore come parte integrante del percorso, con l’obiettivo di trasformare la teoria in competenza operativa e portfolio. Grazie a un network consolidato con imprese di arredamento, studi e realtà della filiera del progetto, NAD è oggi un punto di contatto concreto tra formazione e lavoro, perché mette gli studenti in relazione con brief reali, standard professionali e dinamiche di settore, facilitando l’ingresso nel mercato attraverso esperienze applicate e connessioni con le aziende.