Certificazioni energetiche e di sostenibilità

Per i pianificatori e i progettisti italiani sono a disposizione le certificazioni energetiche e quele di sostenibilità per una maggiore prestazione degli edifici.La parola certificazione deriva da “certificare”: attestare, affermare la veridicità di un fatto. La certificazione è quasi sempre legata ad un ente certificatore, che controlla i vari casi e che rilascia gli attestati solo quando è sicuro che i fatti dichiarati (ad esempio dal progettista in caso di certificazione di edifici) siano veri.

In copertina: Progetto UC Davis Brewery, Winery and Food – Photo credit: Robert Canfield

A livello internazionale si hanno diversi tipi di certificazioni divise per categorie, contenuti, obiettivi, iter di certificazione, riferimenti e bibliografia, supporto dell’ente certificatore e costi. Due grandi famiglie sono la “certificazione energetica” e la più completa “certificazione di sostenibilità”.

CERTIFICAZIONE ENERGETICA

Le certificazioni energetiche trattano problematiche di dispersioni termiche a livello di involucro ed efficienza degli impianti. Alcuni temi di controllo sono: ponti termici, efficienza degli infissi, coibentazione, energie rinnovabili, portata d’aria, aggetti, ombreggiamento, posizione solare…
Con questi contenuti le maggiori sono 4.

ACE – Attestato di Certificazione energetica

Obbligatorio per legge è richiesto per la compra–vendita di immobili, nuovi edifici e ristrutturazioni. È normato a livello nazionale, ma non tutte le regioni hanno messo a disposizione l’”Ordine dei certificatori energetici” (come ad esempio. la Lombardia e la Provincia Autonoma di Trento) per il controllo nel proprio territorio delle certificazioni redatte dai professionisti.

Scopri di più sull’Attestato di Certificazione Energetica

Casa Passiva in Italia

Partiti dalla certificazione Passivehouse, il team TBZ Centro di Fisica Edile di Bolzano ha adeguato la Casa Passiva per il nostro clima Mediterraneo, differente dal clima Nord Europeo su cui è stata sviluppata la “Passivehouse” di Darmstadt. TBZ dedito ad un continuo miglioramento sulla progettazione, si avvale della collaborazione di un gruppo di liberi professionisti e specialisti nel settore che si sono riuniti in “gPHi” –gruppo Passive House Italia.

Passivehouse di Darmstadt

Nel 1991 sotto la direzione di Wolfgang Feist, viene completato il primo progetto Passive House di Darmstadt chiamato “casa senza riscaldamento”.
Lo standard di casa passiva conduce ad un risparmio pari ad oltre il 75% rispetto le norme di costruzione previste dalla legge.

CasaClima

Nata nel 2002 in Alto Adige, KlimaHaus è un’agenzia privata che in Italia ha fatto da apripista per la promozione dell’efficienza energetica in edilizia ed è tra le più diffuse e conosciute a livello nazionale.

CERTIFICAZIONE DI SOSTENIBILITÁ

Le certificazioni di sostenibilità, oltre che all’efficienza energetica, sono rivolte anche all’impattosull’ambiente che ci circonda.
In Italia le più diffuse sono la certificazione LEED, nata negli Stati Uniti ma che vede una continua diffusione a livello mondiale, e la certificazione basata sul protocollo ITACA nata in Italia.

Partendo da uno stesso obiettivo, queste due certificazioni sviluppano più o meno le stesse tematiche, per poi differenziarsi molto per il sistema di certificazione e di valutazione dei requisiti.
Anche i manuali di riferimento sono diversi sia per contenuti che per riferimenti.

Un po’ di storia

Negli Stati Uniti nel 1962, venne pubblicato “Silent Spring”, scritto da quella che fu definita come la “madre dell’ambientalismo”, Rachael Carson.

A quel tempo la parola “ambiente non faceva parte in nessuna sfida politica” ( dall’introduzione di Al Gore al testo “Silent Spring” ) e cominciò a delinearsi proprio grazie anche alla denuncia di Rachael Carson sull’uso massiccio di pesticidi e sul serio pericolo che causano su flora e fauna e sulla salute stessa dell’uomo, la connessione tra popolazione e sfruttamento delle risorse.
Si cominciarono a monitorare i dati sui meccanismi ecologici e biologici.

Dal ‘68 nacquero le prime conferenze nazionali e internazionali sulle problematiche ambientali in connessione con le attività antropologiche; associazioni no–profit, non governative e governative (come “Amici della Terra”, “Epa” nel 1968, Greenpeace in Canada nel ’71, Worldwatch Insitute, Usa ’75…).
I limiti sullo “sfruttamento ambientale” però andavano in conflitto con i bisogni e le problematiche dei paesi poveri che denunciavano invece una gestione sbagliata delle risorse.

Il 1983 è una data storica con il “Rapporto Bruntland” e la conferenza di Rio.
Finalmente il valore ambientale trovò dei punti d’incontro con il valore sociale fino ad allora in contrasto.

La definizione, data da Gro Harlem Brundtland medico e primo ministro di Norvegia, al concetto di «sviluppo sostenibile» fu associata a tre grandi pilastri imprescindibili: quello ambientale, economico e sociale.
Dagli anni ’90 fino ad oggi associazioni e governi, partendo dalla definizione di sostenibilità, cominciarono a sviluppare in edilizia alcune grandi certificazioni di sostenibilità ambientale.

Certificazione LEED

Nel 1993 in USA nasce il “USGBC” US Green Building Council, organizzazione no–profit che nel 1998 lancia il progetto pilota LEED v.1. Attualmente la versione è stata aggiornata a LEED v.3, e ad oggi gli edifici certificati LEED nel mondo sono circa 40.000.

L’Ente che promuove LEED in Italia è il GBC Italia con sede a Rovereto. La certificazione LEED approfondisce 6 grandi tematiche a cui il progettista deve attenersi in fase di progettazione e di costruzione dell’edificio.

Sito sostenibile

La scelta del sito di progetto deve ridurre la domanda di trasporti, minimizzare l’impatto di cantiere, l’inquinamento luminoso e l’ecosistema acquatico; inoltre premia i progetti rivolti a bonificare siti inquinati e abbandonati.

Efficienza nell’uso di acqua

Si incoraggiano le misure volte a raggiungere un risparmio nell’acqua potabile, con sistemi di riduzione per gli apparecchi sanitari e per l’irrigazione.

Energia e atmosfera

La domanda sul risparmio energetico è relativa non sono ai sistemi di climatizzazione, ma anche all’illuminazione interna ed esterna, alla ventilazione e all’uso di apparecchiature elettriche. L’uso di fonti rinnovabili e un monitoraggio dopo l’occupazione degli utenti completa questa grande categoria.

Materiali e risorse

I materiali richiesti per il rispetto di tale requisito sono quelli con contenuto di riciclato, derivanti da fonti rapidamente rinnovabili (non più di 10 anni), regionali e da riuso. Qui sono specificati anche i piani per la gestione corretta dei rifiuti in fase di cantiere e di occupazione.

Qualità dell’aria interna

Viene richiesto di rispettare non solo l’emissione di sostanze tossiche dei materiali (es. VOC) ma anche un’adeguata ventilazione in fase di cantiere e dopo l’occupazione. La vista verso l’esterno e l’illuminazione naturale completano quella che dovrebbe essere la qualità della vita all’interno dei nostri edifici.

Innovazione nella progettazione

Questo criterio permette al progettista di incrementare ulteriormente la sostenibilità con particolari innovazioni di progetto.

Approfondimento: La certificazione LEED e i nuovi criteri per la progettazione

Casa passiva Angerer, Bolzano (BZ), 2006Casa passiva Angerer, Bolzano (BZ), 2006

 Casa passiva Azzolini, Brentonico (BZ), 2006 Casa passiva Azzolini, Brentonico (BZ), 2006

Certificazione ITACA 

Approvato dalla conferenza delle regioni nel 2004, tale strumento è stato sviluppato a partire dalla metodologia del GBC Green Building Challenge ed è indirizzato agli edifici residenziali di nuova costruzione o soggetti a ristrutturazioni importanti.
Le aree di valutazione sono 5.

Qualità del sito

Le strategie richieste sono volte alla scelta del sit (sono preferibili siti già urbanizzati e aree da riqualificare–bonificare); l’accessibilità ai servizi; la vicinanza alle infrastrutture e ai trasporti pubblici.

Consumo di risorse

Si considera non solo la domanda di energia primaria e per l’acqua calda sanitaria, ma anche l’eventuale uso di fonti rinnovabili.  I materiali devono essere scelti con bassa “energia grigia” quindi si privilegia il riuso, i materiali riciclati e da fonte rapidamente rinnovabile. Interessanti sono le indicazioni per una progettazione che tenga conto di un futuro “disassemblaggio” dell’edificio. Sul consumo di risorse sono incluse le strategie che limitano l’acqua per usi indoor e per l’irrigazione.

Carichi ambientali

Sono le emissioni inglobate nei materiali da costruzione, quelle previste in fase operativa per l’esercizio annuale dell’edificio, le acque reflue prodotte che bisogna minimizzare attraverso la minor quantità di affluenti in fognatura, con il recupero di acqua piovana e la permeabilità al suolo. Sono inclusi in quest’area anche l’effetto isola di calore in copertura e nelle aree esterne pavimentate, in LEED il tema viene affrontato nella categoria “Sito sostenibile”.

Qualità ambientale indoor

Si garantisce il corretto ricambio d’aria, il controllo sul gas radon, il benessere termoigrometrico e il comfort termico; il benessere visivo con livelli adeguati di illuminazione naturale, quello acustico attraverso isolamento dell’involucro edilizio tra partizioni esterne e quello elettromagnetico con una riduzione dell’esposizione dell’occupante.

Qualità del servizio

Con questo criterio si vuole garantire l’integrazione dei sistemi domotici ma anche un mantenimento dei sistemi di involucro e la disponibilità della documentazione tecnica dell’edificio per facilitare la manutenzione da parte dell’utente.

Lisa Iannascoli

Lisa Iannascoli Architetto

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