Il Quarto Conto energia ed il nuovo regime di incentivi per il fotovoltaico

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Il 12 maggio è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (num. 109) il decreto interministeriale dello Sviluppo economico e dell’Ambiente del 5 maggio che introduce il quarto Conto Energia, cioè il nuovo regime di incentivi per il fotovoltaico. Da Giugno 2011 – e non con la proroga al 31 Agosto annunciata dal

Sottosegretario allo Sviluppo Economico come si temeva inizialmente – si riparte con gli incentivi sulle fonti rinnovabili di energia. Il primo articolo fissa periodo di vigenza e ammontare complessivo di incentivi erogabili: “Il presente decreto si applica agli impianti fotovoltaici che entrano in esercizio in data successiva al 31 maggio 2011 e fino al 31 dicembre 2016, per un obiettivo indicativo di potenza installata a livello nazionale di circa 23.000 MW, corrispondente ad un costo indicativo cumulato annuo degli incentivi stimabile tra 6 e 7 miliardi di euro”.

Altre importantissime novità a favore dello sviluppo sostenibile sono:

– il punto che prevede la possibilità di indennizzi per i titolari degli impianti in caso di ritardi delle società elettriche, secondo quanto stabilito nel Testo Integrato delle Connessioni Attive (TICA) dell’Autorità per l’Energia

– un premio di 0,05 euro per kWh attribuiti agli impianti fotovoltaicichesostituiscano coperture in amianto

Vi è poi l’estensione da 200 kW a 1 MW della definizione di piccoli impianti su edifici, cioè di quelli per i quali non è previsto alcun tetto di spesa.

– La compilazione di un registro GSE [Gestore Servizi Energetici n.d.r.] per i grandi impianti solari gestiti dalle grandi imprese che attendono con impazienza la pubblicazione online, da parte del GSE delle regole tecniche per iscriversi al nuovo registro dei grandi impianti, a quanto si commenta un paventato e macchinoso elenco che metterà in graduatoria i parchi fotovoltaici più meritevoli di incentivi pubblici. Le regole sono attese a breve e la prima finestra per chiedere l’iscrizione al registro è dal 20 maggio al 30 giugno. Si prevede che la maggior parte dei grandi impianti in cantiere chieda l’iscrizione, per pararsi in caso di ritardi negli allacciamenti che comporterebbero l’iscrizione obbligatoria dalla quale sono ora esentati fino al 31 agosto.

– Confermato il bonus aggiuntivo del 10% sull’incentivo per quegli impianti realizzati per almeno il 60% con forniture europee e visto il blocco del Terzo Conto Energia, durato appena due mesi e vittima degli effetti del “decreto salva–Alcoa” (ribattezzato con questo nome perché affrontava la questione della multinazionale americana che minacciava la chiusura del proprio stabilimento in Sardegna per i costi troppo alti per l’energia e di altri 58.000 impianti che avevano chiesto una proroga degli incentivi vantaggiosi del Secondo Conto Energia), le aziende del settore stanno aggiornando le strategie.

– i tetti di spesa semestrali fino al 2012 e introduzione del cosiddetto “modello tedesco” fino al 2013. Ricordiamo che il “modello tedesco”, in sintesi, non impone limiti al solare incentivabile che può essere installato in un anno, non fissa quote massime di potenza né stabilisce tetti all’insieme delle somme legittimamente elargibili ai produttori di corrente da fonte solare; riduce gradatamente e programmaticamente gli incentivi in relazione alla potenza installata nell’ultimo periodo rilevato e tiene conto del progressivo decremento dei costi di sistema conseguente all’aumento quantitativo delle installazioni (e quindi della produzione mondiale); inoltre prevede tariffe commisurate ai livelli di irradiazione e all’andamento dei costi del sistema, e non più tariffe elevate come sono state fino a oggi quelle italiane che, sebbene fungano come specchietti per le allodole, rischiano di contribuire direttamente a mantenere artificiosamente elevati i costi di sistema, a danno dei consumatori.

Il 5 maggio in CDM [Consiglio Dei Ministri n.d.r.] la bozza del quarto Conto Energia si temeva rimbalzasse, primo per le divergenze riguardo ai tempi di erogazione degli incentivi previsti dalla bozza fra i ministri Prestigiacomo e Romani, che poi erano state appianate stabilendo il pagamento degli incentivi una volta effettuato l’allacciamento alla rete elettrica; secondo, non in ordine di importanza, perché si tratta di responsabilità economico–finanziarie molto impegnative per il Paese che seppure non gravano sulle finanze pubbliche è però necessario capire se peseranno sugli utenti elettrici finali.

Il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo si è dichiarata soddisfatta e piena di speranze per l’auspicabile futura crescita del settore energetico“il provvedimento sulle rinnovabili rappresenta una grande vittoria per l’ambiente e una grande sfida di sviluppo sostenibile. È un intervento che sostiene un settore strategicamente decisivo per il futuro dell’energia rafforzando le prospettive di crescita di un comparto in espansione. Abbiamo anche dato un sostegno serio alla diffusione di quel piccolo solare diffuso che punta all’autonomia energetica di aziende e abitazioni e che rappresenta un importante elemento nella strategia di riqualificazione del territorio e dei centri urbani. Il provvedimento assicurando certezze per gli investimenti nel breve e nel lungo periodo alimenterà la spinta virtuosa verso nuove tecnologie energetiche amiche dell’ambiente e aiuterà in maniera decisiva l’Italia a raggiungere i target di riduzione di C02 fissati a livello internazionale".

Ma a parte il plateale clamore per il traguardo raggiunto, problemi concreti sulla effettiva vantaggiosità per tutto il settore sono stati messi in luce da ben 150 aziende che hanno presentato ricorso alla Corte di Giustizia Ue, contro il decreto Romani e contro il Quarto Conto Energia, subito dopo l’approvazione del Governo. Come mai? Il Commissario all’energia Oettinger ha spiegato che il decreto del 3 marzo 2011 [Nuovo Decreto Fotovoltaico 2011 del 3 Marzo in cui il Consiglio dei Ministri ha approvato il testo del decreto legislativo contenente il riordino degli incentivi alle fonti rinnovabili e di recepimento della direttiva 2009/28/CE] non recepisce la direttiva europea che prevede lo sviluppo delle rinnovabili, ma al contrario limita la crescita delle energie eliotermiche. La seconda azione legale, intrapresa nei confronti del TAR, rischia di finire davanti alla Corte Costituzionale dal momento che pare che il provvedimento danneggi le aziende che, pur avendo rispettato le norme di legge vigenti, avranno un diverso trattamento a livello di tariffe incentivanti.

Infine, tra le altre azioni risarcitorie inoltrate dalle aziende vi è un ricorso alla Corte dei Conti per un possibile eccessivo rischio di spesa a cui sarà sottoposto lo Stato, e una segnalazione all’Antitrust per una presunta manipolazione del provvedimento emanato dal governo al fine di avvantaggiare solo grandi gruppi per creare una forma di mercato caratterizzata dalla presenza di pochi venditori e da un vasto numero di compratori di un determinato bene o servizio. Intanto per tutelare il sistema italiano delle rinnovabili e renderlo competitivo a livello globale nasce IFI – Imprese Fotovoltaiche Italiane – una filiera industriale nazionale delle rinnovabili, il cui comitato ritiene necessario puntare su investimenti di lungo periodo per il Paese, contro visioni speculative di breve periodo che di fatto danneggiano l’Italia.

I timori che in Italia, soprattutto nei grandi impianti, intervengano investitori stranieri senza possibilità di condividere lo sviluppo degli introiti nell’economia locale, continuano ad aleggiare, oltre al rischio di uno sfruttamento sconsiderato dei territori destinati all’agricoltura, fino anche alla mancata previsione del futuro smaltimento degli impianti che verranno dismessi o sostituiti.

A parere di Franco Traverso, a capo di una SPA che opera nelle energie alternative, rimane attualmente nell’economia locale il 73% del reddito generato da un impianto fotovoltaico da 1 MW, e quindi non hanno senso le paure antisolari.

Intanto tra le utility, l’Enel Green Power attraverso l’”Enel Sì” vuole raggiungere la leadership (con una quota del 20–25%) del mercato che raggiungerà il 50% delle installazioni nel 2015, e investirà un miliardo nel fotovoltaico. Sorgenia ha invece annunciato che la vendita al fondo spagnolo “Tierra Firma” di 13 impianti non significa un disimpegno verso il mercato italiano bensì la valorizzazione di un investimento per aprire la strada a ulteriori investimenti sulle rinnovabili per 500 milioni fino al 2016.

Intanto un’altra importante notizia relativa al Quarto Conto Energia è la bocciatura da parte della Corte Costituzionale di una parte del decreto sulle misure urgenti in materia di energia, come il nucleare. Con la sentenza 165 depositata in cancelleria, la consulta ha stabilito che per la trasmissione, la distribuzione e la produzione dell’energia e delle fonti energetiche che rivestono carattere strategico nazionale il Governo debba obbligatoriamente trovare l’intesa con le Regioni, senza poter far ricorso a poteri sostitutivi. Ha così accolto parte dei ricorsi promossi da Toscana, Puglia e Provincia di Trento.














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