5 alberi fotovoltaici per la produzione di energia

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Alcuni imitano le forme della natura, altri sembrano sculture di artisti, altri ancora dei futuristici oggetti di design del paesaggio. Hanno cominciato a colonizzare qualche strada, piazza e giardino: sono la nuova “famiglia” degli alberi fotovoltaici e producono energia elettrica. In genere si compongono di un montante centrale, il tronco, al quale sono uniti, tramite elementi di giunzione, i rami; su quest’ultimi sono fissate lefoglie ovvero i pannelli fotovoltaici, orientati in modo tale da catturare la maggior quantità di raggi solari durante la giornata.

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Tronco e rami possono essere in acciaio, policarbonato o legno lamellare. In base al modo di utilizzo e al luogo dove vengono installati per produrre energia, esistono diverse varianti di alberi fotovoltaici:

ALBERO DA GIARDINO

L’albero fotovoltaico riveste il ruolo di semplice albero ornamentale adatto anche a piccoli giardini privati, un’essenza artificiale dal cuore ricco di energia in dialogo formale con le altre essenze naturali.

I solar Trees di Ross LovegroveI solar Trees di Ross Lovegrove

ALBERO–SCULTURA

L’albero fotovoltaico diventa quasi un’opera d’arte, arricchendo la scena di una piazza, un chiostro o un parco.

I solar Mallee Trees ad Adelaide (Australia).I solar Mallee Trees ad Adelaide (Australia).

Gli uTree di Xabier Perz de ArenazaGli uTree di Xabier Perz de Arenaza

Le foglie–pannello assumono posizioni e forme varie: quadrate, rettangolari, triangolari, rotonde, ovali ecc.. In molti casi i pannelli creano un suggestivo effetto di specchi che varia al mutare del tipo di luce che riflettono.

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L’albero fotovoltaico Photosynthesis di Akihisa Hirata.L’albero fotovoltaico Photosynthesis di Akihisa Hirata.

ALBERO–TETTOIA

Associa il concetto di albero fotovoltaico a quello di tettoia, per proteggersi dalla pioggia e per il riparo di ogni tipo di veicolo: auto, moto, biciclette. Ai rami sono collegati i pannelli fotovoltaici: a più foglie piccole oppure a foglia unica grande.

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Il Progetto Lotus di Giancarlo Zema Design Group.Il Progetto Lotus di Giancarlo Zema Design Group.

Progetti recenti illustrano tipologie di alberi in cui è possibile trasmettere l’energia accumulata nelle foglie–pannello–tetto a bici o auto elettriche che si connettono a livello del tronco.

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ALBERO URBANO

Questo albero fotovoltaico costituisce un vero e proprio elemento di arredo urbano: lampione, semaforo, orologio ecc. Alcuni sono provvisti di dispositivo di ricarica per tablets, iPod e telefonini vari: mentre si attende la ricarica si può leggere il giornale o gustarsi un gelato seduti sulla panchina sottostante. Altri sono dotati di led che possono accendersi e spegnersi simultaneamente ai lampioni cittadini.

Il “Black Tree” di Miloš Milivojević a BelgradoIl “Black Tree” di Miloš Milivojević a Belgrado

Collegando fra loro più alberi, con le foglie–pannello che riescono ad inseguire la posizione del sole, si incrementa la produzione di energia elettrica, utile anche ad edifici e trasporti pubblici. L’albero urbano diventa quindi molto utile in tempi di crisi come quello odierno in quanto può contribuire alla riduzione della spesa elettrica pubblica; così facendo si possono ammortizzare i costi di installazione in pochi anni.

Monumento fotovoltaico di Manerba del Garda (Brescia)Monumento fotovoltaico di Manerba del Garda (Brescia)

ALBERO FOTOVOLTAICO–GEOTERMICO

Nasconde un cuore ricco di energia elettrica ma anche di energia geotermica. Come un albero vero che assorbe acqua e sali tramite le radici e, con la fotosintesi , trasforma l’energia solare in energia chimica (glucosio) grazie alla clorofilla, così questo albero preleva calore con sonde nel terreno e trasforma l’energia solare in elettricità grazie ai pannelli fotovoltaici.

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È composto da una serie di celle fotovoltaiche che, grazie ad un motore, cambiano inclinazione seguendo la posizione del sole; per migliorarne ulteriormente l’efficienza si dispone il piano di incidenza dei raggi solari secondo l’angolo più ortogonale possibile. Le sonde geotermiche invece possono raggiungere i 100 metri di profondità: ognuna è provvista di una tubazione di andata e un’altra di ritorno, entrambe connesse ad una pompa di calore. La pompa fa scorrere un fluido termovettore che in fondo al terreno si scalda e, una volta risalito viene assorbito dalla pompa stessa che poi lo cede per riscaldare l’acqua e gli ambienti interni. Per il raffrescamento estivo basta invertire il ciclo.

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Se l’albero produce un quantitativo di energia maggiore a quello sufficiente al privato, costui ha la possibilità di immettere in rete l’energia eccedente, in cambio di un contributo finanziario da parte del Gestore dei Servizi Energetici (sistema che prende il nome di scambio sul posto). Per ora l’impiego dell’albero fotovoltaico/geotermico è limitato, riguarda soprattutto il settore privato e i costi di installazione sono ancora elevati, ma un giorno chissà!

Immagino un futuro in cui molti di questi alberi sorgeranno in mezzo a quelli naturali confondendosi perfettamente con le forme e i colori di quest’ultimi.

Federico Da Dalt

Federico Da Dalt Architetto

Vive a Colle Umberto (Treviso) e Venezia, città dove si è laureato con la tesi Abitazioni sostenibili in Bangladesh: un progetto di alloggi in bambù e terra cruda adatti a convivere con le alluvioni. Si diletta nella poesia, nel canto e nel teatro, ama i giri in bicicletta e le escursioni in montagna.

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