Quarto conto energia: la firma del nuovo decreto sulle rinnovabili

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Il 28 aprile le Regioni hanno bocciato la bozza del nuovo decreto sulle rinnovabili che il 29 aprile 2011, è stato comunque firmato dai ministri Stefania Prestigiacomo (Ambiente) e Paolo Romani (Sviluppo economico). Il cosiddetto “quarto conto energia” prevede un taglio consistente agli incentivi per i grandi impianti fotovoltaici, mentre si confermano gli incentivi cospicui per i piccoli impianti al momento dell’entrata in esercizio degli stessi. Per piccoli impianti s’intendono quelli fino a un megawatt di capacità, ma resta la classificazione di 200 kw per gli impianti a terra. Secondo il nuovo decreto saranno premiati, poi, coloro che scelgono pannelli di tecnologia italiana o europea, anziché cinesi (i dati del 2010 confermano il decollo dei produttori asiatici di celle solari con una quota cinese del mercato mondiale che ha raggiunto il 47,8%).

Verrà inoltre costituito un registro per i grandi impianti, tenuto dal Gestore dei servizi energetici (GSE), nel quale verranno registrate le potenze installate che oltre una certa soglia riceveranno meno soldi.

Il “cap”, ossia il tetto di spesa previsto dal nuovo conto energia, è di 300 milioni di euro per quest’anno, pari a una stima sui 2.700/3.000 megawatt solari. E’ su questo punto, soprattutto, che le Regioni hanno avanzato le loro obiezioni, chiedendo di eliminare ogni tetto di spesa e di considerare “piccoli impianti” tutti gli impianti fotovoltaici fino a 1 megawatt. Le Regioni avrebbero voluto inoltre, far valere fino a tutto il 2012 il terzo conto energia che, messo a punto l’autunno scorso, sarebbe dovuto entrare in vigore il 1° gennaio. Il testo molto semplicemente prevedeva un taglio degli incentivi col migliorare delle tecnologie solari. In agosto fu aggiunto un decreto, il “salva–Alcoa”, che favoriva i grandi impianti. Il Governo ha stoppato a sorpresa il terzo conto energia e ha delineato la bozza di quello che viene chiamato il quarto conto energia e per cui le Regioni avevano chiesto dei cambiamenti. Nella conferenza unificata Stato–Regioni che si è tenuta il 28 aprile 2011, è stata presentata la bozza finale per il via libero definitivo che però le Regioni non hanno approvato. Il 29 i due ministeri, dell’Ambiente e dello Sviluppo economico, hanno limato e firmato il testo “ma le questioni di fondo sono risolte”, ha dichiarato la Prestigiacomo.

Fonte | Il Sole 24 Ore, 29/04/2011














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