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  • categoria Isolanti

L'impatto ambientale (a zero macerie) dell'insufflaggio con resine ureiche espanse

Insufflaggio di resine ureiche

Quando si parla di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente, il "peso" ambientale del cantiere viene spesso ignorato. Ci si concentra sul risparmio energetico futuro, dimenticando il costo ecologico immediato: tonnellate di macerie da smaltire, ponteggi che impattano sull'urbanistica, materiali plastici difficili da riciclare. La vera sfida dell'architettura sostenibile non è solo isolare, ma farlo a impatto zero sul ciclo dei rifiuti.

In questo scenario, tecniche di coibentazione termica alternative al classico cappotto termico, come l'insufflaggio (che consiste nel riempimento dei muri dotati di intercapedine, detti anche muri a cassa vuota, tipici degli edifici costruiti dagli anni ’60 agli anni ’90 compresi) stanno emergendo sempre più. Non si tratta, come potrebbe erroneamente sembrare, di soluzioni "povere", ma di interventi in grado di garantire un salto di classe energetica senza generare un solo chilo di macerie.

Analizziamo i dati tecnici e l'impatto reale di questa metodologia, con un focus specifico sulle resine ureiche espanse. 

Il paradosso del cappotto: efficienza contro sostenibilità del cantiere

Il cappotto termico è una soluzione eccellente, ma invasiva.

Applicare pannelli su una facciata comporta inevitabilmente:

  1. Produzione di scarti di lavorazione (tagli di EPS/XPS).
  2. Utilizzo di colle chimiche e reti plastiche.
  3. Modifica degli spessori e smaltimento delle vecchie soglie o davanzali.

L'insufflaggio inverte il paradigma: non aggiunge, riempie. Sfrutta il volume d'aria già presente nei muri a cassa vuota (tipici dell'edilizia anni '60-'90) trasformandolo in massa isolante. 

Analisi del materiale: perché la resina ureica espansa vince!

Non tutti gli isolanti da insufflaggio sono uguali. Per un intervento che rispetti i criteri di sostenibilità e garantisca la salubrità, la scelta del materiale è fondamentale.

Analizzando le tecnologie applicate da realtà specializzate (abbiamo studiato quelle sfruttate da IsolamentoCasa.it, molto conosciuta in tutto il Centro Italia) e nello specifico la schiuma espansa ISOFOR, emergono dati fondamentali per un progettista attento alla fisica edile:

  • Conducibilità termica (lambda): il valore certificato è di 0,031 W/mK. Questo permette di ottenere resistenze termiche elevate anche con spessori contenuti (10-12 cm), paragonabili a pannelli rigidi di alta gamma.
  • Traspirabilità e gestione vapore: a differenza dei poliuretani a celle chiuse, la resina ureica è "aperta". Il fattore di resistenza al vapore acqueo µ è 8,87. Un dato eccezionale se consideriamo che è addirittura inferiore (quindi più traspirante) rispetto al sughero pannello (µ 15-20). Questo garantisce che il muro continui a smaltire l'umidità interna, prevenendo la "sindrome dell'edificio malato".
  • Densità e leggerezza: la schiuma ha una densità in opera tra 10 e 20 Kg/m³. Su un intero appartamento, il carico statico aggiunto è irrilevante (meno di 150 kg totali distribuiti), rendendolo sicuro anche per strutture datate.

Tabella comparativa: impatto del cantiere

Per capire la differenza "operativa", confrontiamo un intervento standard con l'insufflaggio su un appartamento di 100 mq.

Voce di analisi

Cappotto termico esterno

Insufflaggio con resina espansa

Tempo di esecuzione

3-5 settimane

1 giorno

Produzione macerie

Alta (soglie, intonaci, tagli)

Zero (o trascurabile)

Ponteggi

Necessari (impatto suolo pubblico)

Non necessari

Permessi

CILA/SCIA + Occupazione suolo

Edilizia libera

Costo medio

~100-120 €/mq

~30-40 €/mq

Il mito della tossicità: la sicurezza delle nuove resine

Un dubbio storico dei progettisti riguarda la composizione chimica. È fondamentale specificare che le moderne resine ureiche espanse come ISOFOR sono conformi alla norma DIN EN 15100-1:2005. Classificata come Autoestinguente (non propaga la fiamma), conforme agli standard di sicurezza per l'uso in intercapedine (Euroclasse E), e i test di rilascio sostanze (formaldeide) certificano valori ampiamente sotto le soglie di sicurezza, rendendola idonea per ambienti confinati. 

Inoltre, il materiale non è un "cibo" per roditori o insetti e non marcisce, garantendo una durabilità che accompagna la vita utile dell'edificio.

Una riqualificazione chirurgica è possibile!

Come logico, sappiamo che non possiamo demolire e ricostruire l'intero patrimonio edilizio italiano. Dobbiamo operare in modo chirurgico. L'insufflaggio con schiume espanse rappresenta il punto di incontro tra efficienza termica e rispetto ambientale: massimizza il risultato sfruttando l'esistente, senza generare rifiuti.

Per i tecnici e i proprietari che cercano una soluzione tecnica avanzata, capire la differenza tra una schiuma poliuretanica generica e una resina ureica espansa certificata è il primo passo per una ristrutturazione consapevole e durevole.