• scritto da Giuditta Liberio
  • categoria Plastica

Scoperto un fungo che mangia la plastica

Se esiste qualcosa di cui non possiamo fare a meno nella nostra vita, questo qualcosa è senza dubbio la plastica. Inutile dire che malgrado la sua forte azione inquinante e il difficile smaltimento secondo processi naturali (una semplice bottiglia di plastica impiega quasi 1000 anni a degradarsi), resta comunque il materiale più usato e anche il più problematico nelle nostre discariche. Una buona notizia arriva da uno studio condotto nella foresta Amazzonica. Gli studenti del dipartimento di biofisica molecolare dell’università di Yale durante una spedizione nella foresta pluviale ecuadoriana si sono imbattuti in una interessante scoperta: un fungo che mangia la plastica.

Il fungo, fino a questo momento sconosciuto e appartenente alla famiglia di organismi chiamati endofiti, è infatti l’unico in grado di sopravvivere in condizioni anaerobiche e di cibarsi esclusivamente di poliuretano. La natura inorganica di questo materiale che, come noto, ha dei tempi di smaltimento estremamente lunghi (una semplice bottiglia di plastica impiega quasi 1000 anni a degradarsi) portava a pensare che fosse impossibile che dei microrganismi potessero riconoscerlo come cibo.

La scoperta di questo fungo, Pestalotiopsis microspora, apre nuove possibilità di smaltimento in tempi più rapidi, tant’è vero che la “Fast Company” ha avanzato l’idea di impiegalo nei fondi delle discariche.

Gli studenti di Yale hanno isolato l’enzima che permette al fungo di digerire la plastica e ne hanno studiato le caratteristiche evidenziando che la forte attività metabolica del fungo, in condizioni di totale assenza di ossigeno, rappresenta una rarissima forma di biodiversità.

Questa scoperta però non deve essere una giustificazione all’uso sconsiderato e non differenziato delle materie plastiche. Il primo traguardo da raggiungere dovrebbe essere quello di ridurre l’impiego di plastica e preferire materiali alternativi e biodegradabili. Ma questi, si sa, sono traguardi difficili da raggiungere in tempi brevi… per questo motivo un aiuto in più non fa mai male.

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