Le strutture in legno per il turismo, il culto ed il tempo libero

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Il legno è utilizzato per edifici che si caratterizzano per una elevata efficienza energetica e per il comfort abitativo, per questo è un materiale ideale per l’edilizia residenziale o per strutture per l’infanzia e per l’educazione. Anche l’edilizia del turismo non è insensibile al fascino di questo materiale. Per strutture sportive, l’utilizzo di elementi in lamellare ha permesso da tempo la copertura delle grandi luci di stadi o palazzetti, e il legno è un materiale utilizzato negli edifici religiosi fin dall’antichità, come testimoniano ancora oggi le Stavkirke norvegesi o le chiese lignee del Maramureş in Romania.

LE STRUTTURE TURISTICO–RICETTIVE

JSA Architecture – Landscape Hotel

Jan Olav Jensen e Børre Skodvin dello studio d’architettura norvegese JSA hanno progettato il primo “Landscape Hotel” in Europa, il Juvet Hotel, immerso in una paesaggio naturale spettacolare. Ogni stanza è stata concepita come una singola casa indipendente con una o più pareti in vetro. I piccoli volumi in legno, quasi come misere palafitte, presentano un interno spartano, semplice e quasi buio per non distogliere lo sguardo dal paesaggio, protagonista indiscusso di quest’architettura.

Pietà–Linda – WISA–Wooden–Design–Hotel

Il WISA–Wooden–Design–Hotel progettato dall’architetto Pietà–Linda Auttila in riva al mare nella periferia nord di Valkosaari ad Helsinki mette, invece, in risalto la flessibilità e la versatilità del legno e non solo in senso figurato. La parte più significativa del progetto è, infatti, la lunga curva di pino a protezione del patio dal vento e dal sole, ma tutto l’edificio è concepito, sia interiormente che esteriormente, sia come struttura portante che come rifiniture, rivestimenti e decorazioni, attraverso combinazioni di pino finlandese, abete e betulla.

Treehotel

Ad Harads, in Svezia, il Treehotel, progettato da ben cinque studi di architettura (Mårten Cyren e Gustav Cyrén, Marge Arkitekter, Thomasell, Tham & Videgård Arkitekter, Bertil Harström) è costituito da sei casette sospese tra gli alberi di pino, perfettamente integrate nella foresta, attorno al piccolo albergo Brittas Pensionat. Le unità abitative si trovano a 4–6 m di altezza da terra, sono realizzate principalmente in legno e vetro e sono dotate di un sistema di riscaldamento elettrico a pavimento alimentato da risorse rinnovabili, oltre ad essere fornite di sanitari con sistema eco–compatibile di carico e scarico dell’acqua.

Casa Capriata – Carlo Mollino

Casa Capriata è stata riproposta nel 2006 dal gruppo di ricerca del Politecnico di Torino nel 2006 ed avviata nel 2010 sul progetto originario di Carlo Mollino dei primi anni ’50 quale “edificio–manifesto” delle nuove tecniche costruttive alla X Triennale di Milano. Il rifugio alpino sollevato da terra è un edificio in legno energeticamente efficiente, realizzato secondo la classe A gold del protocollo Casa Clima.

GLI EDIFICI PER IL CULTO

La piccola cappella nel Voralberg in Austria, costruita completamente con pannelli X–Lam, o la chiesa a Elspeet in Olanda in legno riciclato rappresentano espressioni moderne di edifici per il culto che onorano al tempo stesso la semplicità e la povertà, l’essenzialità e la sostenibilità degli ambienti. La Kamppi chapel of silence, ad Helsinki, progettata da K2S Architects Ltd si contraddistingue, invece, per una facciata in legno curvato che all’interno abbraccia e protegge i fedeli in un’atmosfera silenziosa e calda per i materiali in legno che definiscono lo spazio: pareti in ontano e arredi in legno massello inondati di luce indiretta che scende dall’alto.

ARCHITETTURA PER EVENTI CULTURALI ED IL TEMPO LIBERO

Centro Pompidou–Metz – Shigeru Ban e Jean de Gastines

Legno lamellare è stato impiegato per la copertura del Centro Pompidou–Metz, progettato dall’architetto giapponese Shigeru Ban e dal francese Jean de Gastines. Il museo d’arte moderna e contemporanea ha un sorprendente tetto ligneo che ricorda i cappelli tradizionali cinesi in bambù ed è costruito con un intreccio di assi, della lunghezza totale di 18 km, secondo un modulo esagonale, a sostegno di una leggera membrana in fibra di vetro e Teflon (PTFE) traslucida. I materiali da costruzione ecologici e la ventilazione, l’illuminazione ed i sistemi di trattamento delle acque sono stati scelti secondo criteri di efficienza energetica per realizzare un edificio a basso consumo in linea con la politica “verde” del Comune di Metz.

Haesley Nine Bridge Club House – Shigeru Ban

Shigeru Ban ha progettato anche l’Haesley Nine Bridge Club House di Yeoju in Corea, composto da tre edifici distinti con tre destinazioni differenti e tre sistemi costruttivi diversi: il primo è una conchiglia a maglia esagonale di legno, una struttura ecologica che ricorda il disegno dei tradizionali cuscini estivi coreani e ventilata naturalmente, il secondo è in acciaio ed l’ultimo in cemento armato. Ognuno presenta tecniche costruttive che rivisitano quelle tradizionali coreane, ma l’aspetto più singolare dell’intervento è indubbiamente la copertura lignea del primo edificio, non solo per la bellissima struttura, ma anche per il sistema computerizzato di calcolo, disegno e taglio degli elementi strutturali che ha permesso di minimizzare lo spreco di legno, di ottenere una forma strutturale più efficiente e di irradiare gli ambienti di luce ed aria naturali.

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Piano Pavilion – Gert Wingårdh

Anche il Piano Pavilion, realizzato dallo svedeseGert Wingårdh sviluppando il progetto vincitore di Renzo Piano del premio “International Spirit of Nature Wood Architecture”, coniuga perfettamente l’uso del legno e quello di coperture trasparenti. Il padiglione, caffè in estate e sala per conferenze in inverno, è realizzato con fondazioni in acciaio conficcate nella roccia ed una struttura portante in Kerto, legno compensato incollato strutturale, a sostenere una copertura leggera con travi a forma di boomerang e un manto parzialmente in vetro autopulente. Le doghe in pioppo della facciata si muovono con il vento ed anche pavimenti ed arredi sono in legno.

TeatroKilden – ALA Architecture

Il nuovo teatroKilden, “il pozzo”, dello studio d’architettura finlandese ALA e del norvegese “SMS Arkitekter AS”, a Kristiansand, nel Nord della Norvegia, si concentra attorno ad un percorso che porta immediatamente verso la performance. La forma monumentale della parete ondulata in quercia locale attira il pubblico dallo spazio esterno e lo porta naturalmente “dal paesaggio naturale al regno delle arti dello spettacolo".

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Centro di Sandnes – Atelier Oslo Architects

Per rivitalizzare il centro di Sandnes in Norvegia è stato progettato dall’atelier Oslo Architects un padiglione, il Lanternen, che ospiterà diverse attività: dai mercati ai concerti musicali agli spettacoli. Con la struttura della copertura in pino lamellare ed il manto in pannelli di vetro serigrafato leggeri, trasparenti e sovrapposti come le tegole d’ardesia delle abitazioni locali, l’edificio si lascia penetrare dalla luce naturale durante il giorno e, illuminandosi artificialmente di notte come una lanterna, diventa un nuovo punto di riferimento per la città. Quattro gruppi di colonne in rovere sostengono una capanna di tipo tradizionale, lasciando aperto il piano di calpestio alle esibizioni.

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Metropol Parasol – Jürgen Mayer H.

Anche il Metropol Parasol dell’architetto tedesco Jürgen Mayer H. nasce con l’obiettivo di rivitalizzare e riqualificare una piazza: Plaza de la Encarnaciondi Siviglia, abbandonata e trascurata fin dagli anni ’70, dopo la demolizione del mercato cittadino. Con le sue forme ardite ed imponenti, il Metropol Parasol è diventato un nuovo punto di riferimento per la città andalusa.La struttura si articola su cinque livelli, ognuno con una diversa destinazione: un museo archeologico, un mercato, una piazza per rappresentazioni teatrali, un ristorante e, infine, la terrazza panoramica. La struttura dei reticoli in legno micro–laminato, protetti dagli agenti atmosferici mediante rivestimento in poliuretano resistente all’acqua, è lunga 150 m, profonda 75 m e alta 28 m e poggia su sei soli supporti, dalla forma che ricorda un fungo o un ombrello. Il progetto strutturale è stato affidato al gruppo londinese Arup.

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Parco dei Giochi Olimpici di Londra

Il progetto del parco per i Giochi Olimpici di Londra del 2012 è un vero e proprio progetto di trasformazione urbana, interessando oltre un centinaio di ettari di terreno in un’area dismessa a Stratford, nell’area di Lea River Valley. Con l’obiettivo di riqualificare una delle più povere zone del paese, il Master Plan ha previsto, oltre a tutte le attrezzature necessarie ai Giochi, un parco e nuove infrastrutture. Il villaggio olimpico diventerà, dopo i Giochi, un quartiere residenziale e terziario. Le strutture sono state sottoposte a valutazioni prestazionali in base a cinque principi di sostenibilità: cambiamento climatico, rifiuti, biodiversità, salute ed inclusione sociale. Tutto ciò ha comportato l’uso combinato di impianti di raffreddamento, di riscaldamento e di alimentazione, oltre alla previsione, a nord dell’are, di una turbina eolica e allo sviluppo di soluzioni per la riduzione dell’uso dell’acqua e per la produzione di rifiuti. Il parco in cui sono privilegiate le biodiversità ed il fiume Lea saranno il fulcro delle attività durante i Giochi, successivamente i percorsi verdi costituiranno proprio l’elemento di connessione tra il nuovo quartiere e la città. Tra le attrezzature sportive realizzate, il velodromo, rivestito con cinquemila metri quadrati di legno di cedro rosso canadese, è ritenuta l’opera più sostenibile. Al sistema di ventilazione naturale, all’uso di luce naturale e al sistema di recupero delle acque piovane, si aggiungono la leggerezza della struttura di copertura che diminuisce l’utilizzo dell’acciaio e la compattezza della forma che riduce le dispersioni termiche ed il consumo di energia.

Monica Tredici

Monica Tredici Architetto

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