Il legno: principi di classificazione e prodotti industriali

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Conoscere bene i materiali non è cosa facile, sebbene sia una competenza imprescindibile per lo svolgimento dell’attività di un buon progettista architettonico. Il legno, con la “rivoluzione di pensiero” dovuta all’architettura ecosostenibile, ha riacquistato notevole peso nel mondo dell’edilizia: accanto all’uso “tradizionale” nel campo dell’arredo e degli interni, c’è il “nuovo” impiego in campo strutturale, nella realizzazionedi involucri in legno o delle strutture di involucro secondari. Ma quali sono i principi di classificazione dei legnami?

Quali sono le essenze di uso comune in architettura che potrebbero essere di nostro interesse? Quali prodotti industriali fornisce l’attuale industria del legno?

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PRINCIPI DI CLASSIFICAZIONE

Il legno, sia quello dei prodotti industriali che artigianali,si classifica in base a:

  • Provenienza: abbiamo legnami resinosi (larice, abete, pino, ecc.) e i legnami di latifoglie (pioppo, betulla, castagno, noce, faggio, frassino, ecc.). ci sono poi legni esotici che provengono dalle regioni tropicali o equatoriali (mogano, tek, palissandro, ebano);
  • Durezza: in base alla proprietà di resistere alla penetrazione di un corpo, si suddividono in legni duri o forti (quercia, olmo, noce, ciliegio, faggio, castagno ecc.) e legni dolci o teneri (abete, betulla, pioppo, tiglio, larice ecc.);
  • Impiego: i legnami di pregio per la bellezza del disegno sono destinati ad essere lasciati “a vista” (noce, acero, mansonia, mogano), e quelli da opera, utilizzati soltanto per le loro caratteristiche tecniche.

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L’INDUSTRIA DEI PANNELLI

Raramente oggi il legno è impiegato come massello, cioè legno massiccio ricavato direttamente dal tronco; per ovviare ai naturali difetti e facilitarne la lavorazione industriale, si fa sempre più ricorso ai cosiddetti derivati del legno. L’industria del legno produce innanzitutto pannelli: i “fogli” di legno – piallacci – si producono con una macchina sfogliatrice o con tranciatrice. La prima ruota permettendo di tagliare il tronco in strati uniformi di pochi millimetri; la seconda taglia i tronchi nel senso della lunghezza. In sintesi il principio è il seguente: i legnami vengono scomposti in fogli o trance sottili, oppure in listelli, o ancora in fibre o trucioli, e ricomposti a formare pannelli di vario tipo e spessore, tenuti insieme da particolari sostanze collanti e resine sintetiche. Ovviamente il costo di prodotti industriali quali un pannello è molto più basso di quello del legno massiccio e inoltre presenta ottime caratteristiche di leggerezza, resistenza e durata.
I principali tipi di pannello sono:

  • Il compensato: i pannelli di compensato si ottengono incollando fra loro un numero dispari di fogli di legno, in modo che i vari strati abbiano le fibre alternativamente perpendicolari tra loro: questo conferisce ai pannelli un notevole aumento della resistenza. Si definiscono compensati veri e propri quelli composti da soli 3 strati con uno spessore tra i 3 e i 6 mm; i pannelli che hanno più di tre strati, con spessore superiore a 8 mm prendono il nome di multistrato. L’incollatura dei piallacci viene effettuata mediante presse a caldo o a freddo. I compensati presentano i seguenti vantaggi rispetto al legname comune: maggiore resistenza a parità di spessore; leggerezza, migliore resistenza all’umidità ambientale, facilità di lavorazione, grandi dimensioni. Gli impieghi sono molto numerosi: costruzione di mobili, porte, pannelli divisori, rivestimenti. I legnami più usati sono: il pioppo, il faggio, la betulla, fra quelle comuni; il mogano, il noce, il rovere, il palissandro, per le trance pregiate.
    • I paniforti: i paniforti sono ottenuti da listelli a sezione quadrata orettangolare incollati l’uno accanto all’altro e racchiusi tra due piallacci con le fibre disposte in senso ortogonale a quelle dei listelli. I due strati esterni sono in genere di legno pregiato per esigenze estetiche. I paniforti risultano molto resistenti e sono usati per la costruzione di mobili.
    • Il tamburato: i tamburati sono pannelli di legno formati da un’anima di listelli incrociati tra loro o disposti a nido d’ape, rivestiti da due strati esterni di compensato. Sono più leggeri dei paniforti e possono avere uno spessore maggiore. Hanno gli stessi impieghi dei paniforti.
    • I pannelli truciolati: i pannelli truciolati hanno basso costo, in quanto per la loro produzione si usano gli scarti delle operazioni primarie: rami, radici e trucioli di segatura ridotti in minuscole schegge, incollati tra loro e pressati ad alta temperatura. I pannelli così ottenuti vengono per lo più rivestiti di piallacci pregiati o di laminato plastico.

Maria Pia Cibelli

Maria Pia Cibelli Ingegnere Edile

Sognatrice cronica per amici e colleghi, opera sul versante del Somma-Vesuvio della provincia di Napoli, in un territorio straordinario, ricco di valori storico-architettonici e ambientali da preservare. Il tempo libero tra gite enogastronomiche e campi di volley non è mai abbastanza.