La foresta astratta: uno dei più grandi progetti in legno al mondo

Il progetto della foresta astratta, prevedeva di intervenire sulla sede storica, risalente al 1935, in modo da far dialogare il museo e l’ambiente naturale circostante, collegando il parco con l’isola Taavetinsaari, diventando uno tra i più grandi progetti in legno al mondo. L’ampliamento della nuova ala del museo di arte contemporanea Gösta Serlachius a Mänttä, in Finlandia, è stato realizzato grazie alla collaborazione tra lo studio spagnolo MX_SI con Huttunen Lipasti Pakkanen Architects, di Helsinki, partner locali per lo sviluppo del progetto e la supervisione cantiere.

ARCHITETTURA IN LEGNO: IL GRATTACIELO PIÙ ALTO DEL MONDO

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IL MUSEO SI DISSOLVE NEL VERDE

La scelta progettuale alla base del concept della foresta astratta era quella di inglobare la nuova ala del museo nel contesto, assumendo un aspetto naturale e poco invasivo, da qui l’idea di utilizzare una serie di cornici di legno, d'abete rosso, intorno alle vetrate di varia forma, riducendo così l’impatto visivo dell’edificio, il quale si nasconde e si rivela a tratti tra gli alberi circostanti. L’altezza del museo procede in crescendo, man mano che ci si avvicina al lago Melasjärvi.

L’accesso all’edificio è stato studiato come vero filtro tra l’ambiente esterno e quello interno, metaforicamente e realmente, per mezzo di un ponte realizzato in lamiera di acciaio, piegata in quattro punti a creare un parapetto, ed una seduta in larice lungo la sezione centrale; è possibile ammirare le splendide sculture di Harry Kivijärvi disposte lungo l’accesso, come accompagnamento al visitatore.

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QUANDO L’ARCHITETTURA DIALOGA CON LA NATURA

In facciata i montanti verticali determinano il ritmo della foresta,  sottolineando al contempo la struttura interna; tra questi è stato studiato un sistema di facciata ventilata, in abete dalla tessitura variabile lungo l’intera facciata, connotando una tonalità dorata, come rivestimento, per rendere l’effetto più realistico.

La costruzione svanisce in elementi sempre più piccoli, scandita da tagli e forme irregolari, coperti con una superficie di vetro riflettente, dando l’idea di uno spazio definito da specchi, lasciando penetrare la luce in grande quantità, per un gioco di ombre molto suggestivo.

La filosofia dietro il progetto era quella di mantenere aperto il dialogo tra gli ambienti interni ed esterni, per una perfetta armonia dei volumi ed una integrazione totale con il paesaggio circostante.

Simona Tannino

Simona Tannino Laureata in Architettura

Adora fare fotografie, scrivere e viaggiare. Quasi quanto lo shopping! Affascinata dalle grandi metropoli, si trasferisce nella City alla ricerca di nuovi stimoli. Un suo desiderio è riuscire a conciliare le sue due grandi passioni: architettura e danza. Colleziona Lego, tra un cantiere ed una mostra d’arte. Ah, è famosa per il suo tiramisù!

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