Eco-mattoni: laterizi di carta da scarti industriali

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Produrre materiale da costruzione dagli scarti industriali è possibile: un team di ricercatori spagnoli ha scoperto come ottenere degli eco–mattoni lavorando i residui di cellulosa proveniente dalla carta prodotta nelle cartiere e realizzare così dei laterizi dalle ottime prestazioni energetiche. Prove di laboratorio sono ancora in corso sui primi prototipiper testare le proprietà fisiche e meccaniche di questo materiale innovativo.

PRODURRE DAGLI SCARTI

I laterizi tradizionali sono costituiti da un impasto di argilla e acqua. Questo impasto di tipo plastico, una volta che ha assunto la forma desiderata, in genere con l’impiego di una mattoniera (cioè di una macchina ad estrusione), viene poi fatto asciugare e cuocere in forno – una o più volte –per farlo essiccare completamente fino alla solidificazione. In tal modo acquista le caratteristiche meccaniche indispensabili per l’impiego nell’edilizia.
In numerosi processi produttivi gli scarti prodotti sono poi riutilizzati in altro modo: basti pensare che le scorie ottenute dalla produzione dei metalli vengono riutilizzate nella composizione dei cementi e che dagli scarti del ciclo produttivo agro–industriale si produce carta ecologica.

Anche con gli scarti dell’industria cartaria è possibile produrre mattoni, anzi eco–mattoni: è questa la novità!
La bella notizia è frutto del lavoro di studio e di ricerca della Escuela Politecnica Superior de Linares dell’Università spagnola di Jean. I ricercatori hanno realizzato prototipi di piccole dimensioni – 3x6x1 cm – dal recupero di rifiuti provenienti dall’industria della carta.
Gli ingredienti necessari per ottenere gli eco–mattoni sono i fanghi derivanti dalla depurazione delle acque reflue di una cartiera e i residui dei processi di pulizia della cellulosa che, mescolati in laboratorio nelle giuste proporzioni con la tradizionale argilla impiegata per produrre i laterizi, ha permesso di ottenere un impasto che una volta pressato è stato introdotto in una macchina ad estrusione dalla quale si ottengono i mattoncini.

I vantaggi di questa tecnica sono innanzitutto il risparmio energetico e di materie prime dovuto al recupero del materiale organico. Un altro elemento non trascurabile è la riduzione del tempo necessario alla cottura, fattore che contribuisce anch’esso al risparmio energetico a vantaggio dell’ambiente. Infine un ottimo risultato è ottenuto in termini di conducibilità termica del prodotto finale, perchè i laterizi ottenuti attraverso questo processo agiscono da buoni isolanti termici.

La ricerca non è certo conclusa! Occorre migliorare i difetti di questo nuovo prodotto per impiegarlo effettivamente nell’edilizia. L’eco–mattone presenta infatti una resistenza meccanica inferiore a quella dei mattoni tradizionali. La ricerca deve dunque proseguire per il raggiungimento del giusto equilibrio tra sostenibilità ambientale e resistenza meccanica del materiale a compressione.

Il tema del riutilizzo dei prodotti di scarto dai processi produttivi e’ un campo molto vasto da esplorare e potrebbe fornire risultati rivoluzionari in termini di risparmio energetico e di materie prime. Il team di ricercatori dell’università spagnola è convinto infatti che i problemi ambientali derivanti dai rifiuti industriali impongano la necessità di una studio di metodi alternativi per il trattamento degli scarti, e in tale direzione si stanno formulando ipotesi di reimpiego, oltre che dei residui della produzione della carta, anche di quelli di altri prodotti quali birra, olio e biodiesel.

Maria Pia Cibelli

Maria Pia Cibelli Ingegnere Edile

Sognatrice cronica per amici e colleghi, opera sul versante del Somma-Vesuvio della provincia di Napoli, in un territorio straordinario, ricco di valori storico-architettonici e ambientali da preservare. Il tempo libero tra gite enogastronomiche e campi di volley non è mai abbastanza.

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