Green Economy e nuovi posti di lavoro in campagna

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Tempo fa, quando cominciò il calvario della crisi economica degli USA, da parte di un’azienda americana produttrice di fotovoltaico in bancarotta venne messa in giro la voce secondo cui la cosiddetta “Green Economy” sarebbe stata in grado di distruggere più posti di lavoro di quanti ne potesse creare. Ci si cominciò allora a chiedere se anche la Green Economyfosse in crisi. In realtà no. Il bilancio doveva essere fatto sulla base di una prospettiva più ampia: l’occupazione andava (e va ancora oggi) stimata con riferimento a tanti altri comparti indirettamente legati all’energia, come elettronica, edilizia, telecomunicazioni, alimentazione, e anche al beneficio indiretto sul prodotto interno lordo complessivo del Paese. Attualmente, data la necessità di perseguire lo sviluppo sostenibile rimanendo competitivi con gli investitori–antagonisti stranieri, si presuppone lo sviluppo di tecnologie ad altissima intensità di lavoro: produzione (con tutte le rinnovabili), accumulo (attraverso idrogeno e altri sistemi) e distribuzione, attraverso le innovative smart grids.

Anche l’edilizia sostenibile, nonostante la flessione negativa del settore delle costruzioni, cresce del 5% all’anno.
Secondo stime di Cgil Ires e Althesys nello scorso semestre erano previsti almeno 250.000 nuovi posti di lavoro (in tutto il Mondo) che immetterebbero nei mercati 3 miliardi di euro all’anno di stipendi in più, e la Commissione Europea, nella “Road Map” 2050 in discussione al Parlamento Europeo, attualmente stima un impatto complessivo sull’occupazione di oltre 1,5 milioni di posti di lavoro con un contributo al Pil pari alllo 0,4% annuo fino al 2020. In base ad un recente studio, a creare nuovi posti resta sempre il settore dell’efficienza energetica, insieme a quello dei trasporti a basso impatto ambientale.

E in Italia? Il settore delle rinnovabili si apprestano a raggiungere l’obiettivo comunitario ben prima del 2020 e l’occupazione nel settore sarebbe stimabile ben oltre le 100.000 unità.

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In che modo si stanno manifestando le prospettive per le “nuove opportunità” di lavoro?
Grazie alla cosiddetta Green Economy. Nei prossimi tre anni è stimato un incremento dei posti di lavoro proprio nelle campagne dove, per la prima volta da dieci anni a questa parte, c’è stata un’inversione di tendenza che ha visto crescere del 4,2% le imprese condotte da giovani under 30.

Come spiega l’inversione di tendenza?
Legate alla campagna ci sono altre professioni che vanno dall’agrigelataio (gelataio che prepara prodotti bio) al sommelier della frutta, dall’affinatore di formaggi al birraio a chilometri zero, lo stagionatore di miele e tanti altri. Questo è il quadro presentato dalla Coldirettiin occasione della divulgazione dei dati Istat sulle “Prospettive per l’economia italiana nel 2012–2013″. Secondo l’indagine Coldiretti/Swg la maggioranza dei giovani italiani, a differenza delle generazioni che li hanno preceduti, non aspira più ad un lavoro nell’ufficio ma vorrebbe gestire un agriturismo in piena campagna. La Coldiretti stima che la metà dei giovani tra i 18 ed i 34 anni preferirebbe infatti gestire un agriturismo piuttosto che fare l’impiegato (23%) o lavorare in una multinazionale (19%).
Inoltre non solo i sindacati e gli istituti statistici, ma anche il WWF sostiene che, se in Europa si realizzasse un “budget verde” dal prossimo quadro finanziario pluriennale 2014–2020 utilizzando solo il 14% del bilancio totale dell’UE, i quattro settori di energie rinnovabili, gestione dei siti Natura 2000, efficienza energetica negli edifici e trasporti sostenibili, potrebbero offrire più di mezzo milione di posti di lavoro.

Quali sono le nuove posizioni lavorative della Green Economy?
Con la crisi l’acuirsi della precarietà ha spinto molti alla ricerca di alternative non di ripiego, bensì utili finalmente a gratificare chi con un’istruzione superiore si sentisse insoddisfatto della propria condizione, di lavori ripetitivi e poco stimolanti. Tantissimi gli esempi di lavori innovativi nati in seno alla Green Economy.

Sapete cosa faccia un “sommelier della frutta”? È nuova figura professionale nata grazie ad Onafrut della Coldiretti, la prima associazione nazionale assaggiatori della frutta, e si propone di insegnare alle nuove generazioni e non a riconoscere varietà, grado di maturazione, sapore, colore, origine e profumo di vari tipi di frutti autoctoni.
E cosa è un “Maestro assaggiatore”? È il grado più alto della categoria dei sommelier della frutta e può frequentare corsi tenuti da docenti universitari ed esperti in analisi sensoriale.
Esiste la figura dell’”affinatore di formaggi”, un mastro casaro più evoluto perché lavora il latte direttamente in alta montagna e prepara il formaggio per renderlo davvero unico.
Ci sono poi le aziende che puntano sulla ricerca e sulla qualità, trasformando i propri cereali nella materia prima per la produzione artigianale della birra che, secondo Coldiretti, sta favorendo in tutto il Paese la nascita di birrifici a chilometro zero.
Tutti questi fenomeni connessi alla terra e al suo riutilizzo in chiave agricola hanno favorito il boom di aperture di mercati e di botteghe degli agricoltori della Coldiretti, offrendo opportunità occupazionali con migliaia di nuovi posti di lavoro nei punti di vendita diretta della rete di Campagna Amica della quale fanno parte 4.739 aziende agricole, 877 agriturismi, 1.105 mercati, 178 botteghe ai quali si aggiungono 131 ristoranti e 109 orti urbani, per un totale di quasi settemila punti vendita.

Quale sarebbe il legame tra agricoltura e nuove tecnologie?
Più Green Economy significa maggiore risparmi che possono essere investiti per lo sviluppo del settore della sostenibilità edilizia, la Bioarchitettura, le tecnologie per l’uso di rinnovabili, la ricerca.
L’Enea ha tracciato un possibile bilancio tra gli oneri per lo Stato in termini di incentivi alla Green Economy e l’impatto positivo per l’occupazione, l’industria e le casse pubbliche. Il risultato dà un netto segno di crescita economica: a fronte di un onere netto per lo Stato cumulato nel periodo 2010–2020 pari a 16,6 miliardi di euro, si risparmierebbero circa 31 miliardi di euro in energia e minori emissioni di CO2. Inoltre gli incentivi permetterebbero di attivare 130 miliardi di euro di investimenti, da cui potrebbe derivare un aumentodella produzione industriale per 238,4 miliardi di euro e una crescita dell’occupazioneper 160 mila nuovi posti di lavoro. Insomma, se ancora ci fosse bisogno di chiederselo, non ci sono dubbi: sarà proprio la Green Economy a salvare l’Italia dalla crisi, a patto però che le istituzioni si impegnino concretamente per svilupparla.

Mariangela Martellotta

Mariangela Martellotta Architetto

Architetto pugliese. Prima di decidere di affacciarsi al nascente settore dell’Ecosostenibilità lavorava nel settore degli Appalti Pubblici. È expert consultant in bioarchitettura e progettazione partecipata. Opera nel settore della cantieristica. È membro della Federazione Speleologica Pugliese.

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