Green economy 2013: la classifica delle regioni italiane

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È stata pubblicata da Fondazione Impresa la classifica delle regioni italiane, per l’anno 2013, secondo l’indice di Green Economy. L’Indice di Green Economy (anche detto IGE) è frutto dell’incrocio di 21 indicatori di performance riguardanti i settori regionali interessati dalla green economy: energia, imprese e prodotti, agricoltura, turismo, edilizia, mobilità e rifiuti. I dati alla base dello studio sono stati tratti da fonti ufficiali (Istat, Terna, Sinab, Enea, etc.) e le informazioni statistiche disponibili a novembre 2013.

XX edizione del rapporto Legambiente: la classifica delle città italiane

In copertina: Tires (BZ), foto dell’autrice

GLI INDICATORI DI GREEN ECONOMY 2013

L’energia

Sul tema energia vengono rilevati:

  • Percentuale di energia elettrica da fonti rinnovabili su produzione totale;
  • Risparmio energetico certificato con i Titoli di Efficienza Energetica (KWh/abitante);
  • Detrazioni fiscali del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici (numero di richieste inviate ogni 1.000 abitanti);
  • KW di potenza installata solare – fotovoltaica su edifici in Conto Energia ogni 1.000 abitanti.

Le attività imprenditoriali

Vengono raccolti dati riguardanti le attività imprenditoriali del territorio regionale, dal settore primario al settore turistico:

  • Qualità ambientale dei prodotti (numero di licenze Ecolabel ogni 100.000 imprese);
  • Qualità ambientale di organizzazioni e imprese(numero di organizzazioni certificate ISO 14001 ogni 100.000 imprese);
  • Operatori nel biologico ogni 100.000 abitanti;
  • Percentuale di superficie agricola biologica su superficie agricola utilizzata;
  • Aziende zootecniche biologiche ogni 100.000 abitanti;
  • Punti vendita bio ogni 100.000 abitanti;
  • Numero di alloggi agri–turistici ogni 10.000 arrivi.

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Mappa Green Economy 2013, Fondazione Impresa

La mobilità

Si elaborano dati riguardanti la mobilità:

  • Km di piste ciclabili per 100 km2 di superficie dei capoluoghi di provincia;
  • Percentuale di Km di coste non balneabili per inquinamento su km di coste totali;
  • Tonnellate di CO2 pro capite da trasporti;
  • Numero di autobus ogni 1.000 abitanti;
  • Percentuale di occupati, studenti e scolari, utenti di mezzi pubblici sul totale delle persone che si sono spostate per motivi di lavoro e di studio e hanno usato mezzi di trasporto;
  • Numero di stalli di sosta nei parcheggi di corrispondenza dei comuni capoluogo di provincia per 1.000 autovetture circolanti.

I rifiuti

E dati riguardanti la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti:

  • Percentuale di raccolta differenziata su totale rifiuti urbani;
  • Percentuale rifiuti urbani smaltiti in discarica;
  • Percentuale di famiglie che dichiarano difficilmente accessibili i contenitori per la raccolta rifiuti;

LE REGIONI ITALIANE

Sulla base dei punteggi assegnati per ciascun indicatore viene definito un Indice di Green Economy per ogni regione italiana.
La regione italiana in testa alla classifica, già dall’edizione 2012, è il Trentino Alto Adige con un punteggio di 1.004. La seconda classificata è l’Umbria, con un punteggio nettamente inferiore di 0.28, seguita dalle Marche con 0.209 punti.

Ad una analisi più dettagliata della classifica si possono rilevare le caratteristiche virtuose e le criticità principali delle diverse zone d’Italia. In generale è riscontrabile un comportamento migliore in termini di Green Economy delle regioni del Nord rispetto a quelle del Centro–Sud Italia.

Per quanto riguarda il settore energia le regioni più virtuose sono quelle del Nord, con qualche eccezione. Si segnala in particolare il valore di 1047 KWh di energia risparmiata per abitante totalizzato dal Trentino e di 1581 KWh rilevato in Puglia.

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Valori tabellati Green Economy 2013, Fondazione Impresa

Nel settore imprese e prodotti le regioni italiane si comportano allo stesso modo, realizzando punteggi simili da Nord a Sud.
In ambito agricolo e coltivazioni biologiche si distinguono invece le regioni del Sud Italia: Calabria, Basilicata e Sicilia sono le prime nell’indice dell’imprenditorialità biologica.

Nel settore mobilità prevale il Nord per la presenza di piste ciclabili.
In cima alla classifica vi sono Lombardia, Trentino Alto Adige, e Veneto, rispettivamente con 65,3, 63,5 e 60,6 km di piste ciclabili per 100 kmq di superficie dei capoluoghi di provincia, contro una media nazionale di appena 16,6 km.

Rispetto alle emissioni di CO2 da trasporti, le regioni che presentano i risultati migliori sono Campania, Basilicata, Calabria, Puglia e Sicilia le quali presentano valori inferiori a 2 tonnellate di CO2 pro–capite. Per quanto riguarda la diffusione di autobus, le regioni più virtuose sono Molise e Basilicata, con oltre 3 autobus ogni 1.000 abitanti, contro una media nazionale di appena 1,7.

In ambito smaltimento rifiuti le regioni del Sud presentano un comportamento molto lontano dallo standard delle regioni settentrionali.
Se in Lombardia, Veneto e Trentino, viene smaltito in discarica un massimo del 10% dei rifiuti solidi urbani, in Sicilia e Calabria si toccano percentuali vicine al 90–100% dei rifiuti totali.

Giulia Azzini

Giulia Azzini Ingegnere

Appassionata di architettura sostenibile, le piace scrivere e coniuga qui le due cose. Tra un buon libro e un’escursione in montagna si tiene sempre aggiornata. Ama reinventare la propria casa e quella di familiari o amici.

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