Social network ed energia solare: novità a stelle e strisce per il fotovoltaico

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Nell’era dei social network e della visibilità ad ogni costo, gli strumenti di connessione planetaria possono agevolare la diffusione delle tecnologie per la produzione di energia da rinnovabili? In boom degli impianti fotovoltaici a stelle e strisce sembra confermare tutto questo, aprendo nuove strade per l’acceso all’energia solare e alle buone pratiche di risparmio energetico. Una delle cose ammirevoli degli Stati Uniti è la totale assenza di pregiudizi che accompagna il forte spirito imprenditoriale (e probabilmente ne è uno degli elementi fondanti). Sul mercato le nuove iniziative sono ben accette, a volte contese dai finanziatori, promosse sul mercato anche con poche probabilità di successo, e i dubbiosi rimangono indietro.

Un gruppo di iniziative che sta caratterizzando il mercato delle rinnovabili riguarda l’uso di strumenti internet esistenti e la creazione di nuovi per promuovere impianti di piccola e media taglia, ovvero ad un livello che coinvolge piccoli utenti e piccoli imprenditori. Il fine di tali iniziative è quello di facilitare (nel vecchio continente varrebbe l’espressione “permettere”) la comunicazione tra tali soggetti. Un concetto che in paesi come il nostro, dove ha più credito e possibilità chi più ha e chi dimostra di essere più potente, suona come un’eresia.

Partecipano così i privati anche con modeste possibilità economiche, piccoli risparmiatori, ditte di installazione senza vincoli di capacità economica o tecnica, cooperative e associazioni, anche di categoria, enti pubblici, autorità interessate all’emanazione o correzione di incentivi statali o altre iniziative per l’implementazione delle politiche di risparmio energetico.

SOCIAL NETWORK ED ENERGIA SOLARE

Il primo genere di strumenti individuati in rete, osservati nell’ambito di una ricerca delle università di Yale e di New York, sono i social network. In realtà non ci voleva molto a dedurre che, così come in passato buona parte delle risorse pubblicitarie del mercato derivavano dal passaparola, oggi le piattaforme di socializzazione e incontro sulla rete fungono da piazze virtuali in cui “come una freccia dall’arco scocca” (Bocca di Rosa, De Andrè) notizie sui finanziamenti, costi dei materiali e delle opere, opportunità e casi concreti volano veloci negli spazi della messaggistica istantanea, raggiungendo in qualsiasi istante una utenza le cui connessioni sono indipendenti dall’argomento o da idee condivise o contestate. Inutile descrivere i meccanismi di Facebook, Twitter, LinkedIn, Google+ & co., ormai alla portata di tutti, le cui potenzialità di diffusione delle informazioni sono sempre di più oggetto di studio dei centri di ricerca ma soprattutto delle indagini di mercato.

Peer significa “sbirciare”, farsi gli affari degli altri, l’essenza di ogni social network che si rispetti. Gli studi più recenti riportano il “peer effect” come uno degli elementi emergenti delle dinamiche di diffusione nel mercato; in particolare per il boom del fotovoltaico statunitense degli ultimi anni, lo studio citato attribuisce poco meno di un punto percentuale della crescita alla diffusione sui social network. Gli elementi che determinano tale peso crescente sono legati alla casualità dei contatti e alla diffusione trasversale rispetto agli strati sociali, ideologici o di altra natura, che in tempi passati richiedevano da parte dell’esperto di marketing uno studio accurato per individuare i target più proficui; inoltre la istantaneità dei meccanismi di comunicazione e la possibilità di accesso praticamente illimitato, non più legato ad un PC o anche solo ad un portatile, attribuiscono a questi mezzi una notevole fluidità, esaltando l’”effetto freccia” del passaparola popolare.

UN SITO INTERNET PER INSTALLARE IL PROPRIO IMPIANTO FOTOVOLTAICO…

In rete non mancano le iniziative dedicate al mercato delle rinnovabili: il fine di EnergySage, una startup del Dipartimento dell’Energia, è quello di mettere a disposizione di utenti comuni tutti i mezzi necessari, in termini di informazioni e contatti, non solo per la realizzazione di un impianto solare, ma anche per rendere tale impresa alla portata di tutti, ovvero eliminando i fattori di incomprensione, incertezza o diffidenza. Si mette allora a disposizione una piattaforma di facile approccio, che funga da guida e da motore di ricerca.
L’iter che il sito predispone, per completare l’installazione di un impianto fotovoltaico e farlo funzionare nel modo più efficace, è il seguente:

  • Utente – Inserimento dei dati specifici del contesto in cui si vuole installare;
  • Utente – Inserimento del

tipo di impianto solare che si desidera realizzare;
Sito – elaborazione delle informazioni e comunicazione alle ditte specializzate;
Ditte – elaborazione di preventivi da offrire al cliente;
Utente – scelta del preventivo in base ai costi e al feedback della ditta;
Utente – rilascio di un giudizio di feedback in merito al tipo di offerta e al comportamento delle ditta.

Il meccanismo di feedback, simile a quello già presente su diversi siti commerciali, offre una garanzia all’utente e stimola la ditta a formulare offerte vantaggiose o particolarmente efficaci. Esso tuttavia, nel caso di un impianto solare, nasconde elementi di notevole complessità, quali l’accesso ai finanziamenti, i tempi di ottenimento dei permessi, l’entità e i tempi del ritorno economico, la qualità e la tipologia dell’impianto, la possibilità effettiva di installazione in determinate condizioni, ecc. Un tale caos di informazioni e paletti, che potrebbe scoraggiare l’utente già al momento di iniziare l’impresa, viene di fatto riportato nell’ambito dell’offerta delle ditte e della loro garanzia di qualità attraverso il confronto compiuto dal programma.

È John Gingrich (vice di EnergySage) a confermare che il sito, nonostante sia ancora in fase di prova e sia rivolto per ora ai soli utenti statunitensi, abbia avuto un buon successo, portando alla installazione di numerosi impianti e al reperimento di notevoli somme in termini di investimenti privati, oltre ai 500.000 dollari messi a disposizione dal Dipartimento per l’Energia. Secondo gli autori, un aiuto come quello del motore di ricerca specializzato nell’installazione di impianti solari permette di ottenere dei benefit economici del 20–30% per gli utenti. L’iniziativa permette inoltre alle ditte di confrontarsi in modo paritario e trasparente, facendo emergere la qualità dell’offerta indipendentemente dalle capacità economiche.
L’iniziativa, infine, è essenzialmente rivolta ai piccoli utenti domestici, che attraverso l’installazione diffusa attribuiscono alla produzione energetica un connotato di democraticità e alla gestione dei consumi energetici un carattere di responsabilità e sostenibilità.

…ED UNO PER CONDIVIDERE L’INSTALLAZIONE DI IMPIANTI FOTOVOLTAICI

Un’altra iniziativa notevole, sviluppata in rete e che ha per oggetto gli impianti fotovoltaici, è quella che porta il nome di Solar Mosaic, un sito ispirato al più noto Kickstarter. Quest’ultimo è un sito di promozione di progetti, in vari ambiti, attraverso il crowdfunding (crowd=folla, funding=finanziamento) ovvero la raccolta di fondi attraverso un processo di finanziamento collaborativo da parte di gruppi di persone interessate a sostenere dei progetti, in genere piccoli risparmiatori.
Non è difficile capire come ciò possa funzionare per gli impianti fotovoltaici. Nel sito c’è la possibilità di proporre il proprio impianto, stabilire delle quote, dopodiché le adesioni assicurano il finanziamento del progetto, mentre il ritorno economico che deriva dal funzionamento dell’impianto e dall’uso dei contributi pubblici consente di ripagare le quote di prestito con interessi notevoli (anche il 4,5% netto annuo, parola di Bloomberg ) e sicuramente competitivi rispetto alle altre forme di piccolo risparmio ed investimento.

In Italia tentativi dello stesso genere, come quello del sito OsservatorioGAS che promuove l’installazione condivisa degli impianti con fonti rinnovabili attraversoi Gruppi di Acquisto Solidali (ormai riconosciuti anche a livello fiscale) si arenano nelle maglie della burocrazia finanziaria, e prima ancora soffrono della diffidenza tutta italiana figlia del nostro tradizionale individualismo. Negli Stati Uniti invece l’effetto sembrerebbe essere assai positivo: in meno di 24 ore dalla sua apertura (lo scorso 7 gennaio) Mosaic è riuscito a finanziare il primo progetto, da 313.000 dollari, con contributi di 700 dollari di media, e ad oggi ha raccolto più di 1,1 mln di dollari da oltre 700 investitori, ottenendo anche delle sovvenzioni da parte del Dipartimento dell’Energia Statunitense (ovvero il Ministero dell’Energia: loro ne hanno uno!).

LA POLITICA DI OBAMA

Ci sono tanti modi per intendere la politica energetica. L’elemento che gioca sempre il ruolo principale è il fatto che l’energia è il carburante imprescindibile per qualsiasi società umana per funzionare (ma in generale per qualsiasi forma vivente) e per questo ad oggi il mercato dell’energia coinvolge l’ammontare maggiore di capitali scambiati ed investiti a livello nazionale ed internazionale. La diplomazia è in grado di fare sforzi inimmaginabili per contendersi il dominio delle fonti energetiche, ma esistono notevoli differenze sul modo di intendere tale dominio.

Nel nostro paese, ma anche in altri, esso è sviluppato in modo individuale e contingente “che dura lo spazio di una canzone” (Radicanto, La canzone di Finella). L’investimento è a breve termine, inteso a concludere affari che possano rilevare un vantaggio pressoché immediato e spesso condiviso da pochi (chi ha di fatto beneficiato degli investimenti miliardari nelle provvigioni di gas russo?). Laddove tuttavia la visione è più democratica e cooperativa, gli investimenti sull’autonomia energetica ed il buon funzionamento delle retidi distribuzione, come anche le politiche di dislocazione distribuita e strategica della produzione e di contenimento e sincronizzazione dei consumi (le cosiddette “smart” policies) sono all’ordine del giorno, al primo posto nelle agende politiche dei contendenti ai seggi.

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A riprova di ciò, nel discorso alla nazione del neoeletto Presidente Obama del 22 gennaio scorso spiccano i riferimenti alla politica energetica e alla prevenzione degli effetti dei cambiamenti climatici:
“Il cammino verso le fonti di energia sostenibili sarà lungo e a volte difficile. Ma l’America non può fare resistenza a tale mutamento, noi dobbiamo guidarlo. Non possiamo cedere ad altre nazioni la tecnologia che darà forza a nuovo lavoro e nuove industrie; dobbiamo rivendicarne l’impegno.”(“Obama’s inauguration points to good climate for solar” – PV tech).
Gli analisti del settore sostengono che il nuovo mandato di Obama non assicura grandi novità nel settore, anche per la il gran peso dellaresistenza dei repubblicani al congresso, ma la persistenza di quanto fatto finora, assieme all’ottimizzazione della gestione dei punti chiave della politica energetica sostenibile a livello nazionale, assicura stabilità e coerenza al settore, consentendo investimenti e ipotesi di sviluppo da parte degli imprenditori.

Francesco Cherubini

Francesco Cherubini Dottore in Fisica

Nasce ricercatore biofisico per morire progettista HVAC tra ingegneri, architetti e geometri. E’ il classico soggetto che ha una lavatrice a pedali in cantina e l'estate fa campeggio con i pannelli solari e l'impianto a 12 volts autocostruito. Passione per l'artigianato, il rugby e l'essenzialità.

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