Il bike sharing e la mobilità sostenibile. Come istituire un “ufficio delle biciclette”?

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Alcune città italiane hanno già istituito i cosiddetti uffici biciclette (o anche detti uffici mobilità ciclabile) monitorati e facenti capo in genere agli assessorati di mobilità o ambiente e territorio. Gli uffici delle bicicletta lavorano al fine di elaborare nuove soluzioni urbane in ambito di mobilità e impatto del traffico sul territorio.Gli obbiettivi della mobilità ciclabile riguardano:

– Il decongestionamento dal traffico motorizzato
– La diminuzione dell’impatto ambientale (inquinamento atmosferico e acustico) del traffico in città
– L’incremento di forme di mobilità eco–sostenibili e aumento della sicurezza stradale
– Il miglioramento dell’efficienza della viabilità e del trasporto (pubblico e privato)
– La tutela degli utenti della strada più vulnerabili come ciclisti e pedoni.

IL BIKE SHARING NELLE CITTA’ ITALIANE
Le città dotate di strutture pubbliche e private per la condivisione delle biciclette sono ormai centinaia in Italia: dalle grandi aree metropolitane come Milano, Roma e Torino, fino a piccolissimi centri urbani. Oltre che per le caratteristiche e la grandezza dei territori serviti i servizi di bike sharing si differenziano tra loro per altri aspetti come le modalità di utilizzo dei mezzi, le tariffe o gli orari. Da una nota dell’ufficio delle biciclette del Comune di Torino – uno fra i più virtuosi d’Italia – si nota che le iniziative a favore della mobilità ciclabile risultano ancora insufficienti sebbene diverse città italiane (principalmente al Nord Italia) si siano allineate e in molti casi siano stati gli iniziatori della mobilità ciclabile e della tutela del ciclista urbano. Nella zona centro–occidentale del capoluogo Piemontese è attivo dal 2008 il sistema “BiciinComune”, con all’attivo 22 stazioni di distribuzione sul territorio che raggiungono un bacino di utenza di quasi 200.000 residenti.

Milano, con le sue 116 stazioni attive dal Giugno 2011, è diventato il sistema più esteso ed utilizzato d’Italia e l’8° nell’Unione Europea per numero di biciclette disponibili. In termini di estensione del servizio di condivisione di biciclette il bike sharing di Milano è superato da metropoli come Parigi, Londra, Barcellona, Lione, Bruxelles, Siviglia e Tolosa, e intanto per la fine del 2011 si punta ad estendere il servizio fino a 200 stazioni e 3.650 biciclette, con un utilizzo medio del sistema milanese che oggi conta dalle 3.500 alle 5.000 biciclette al giorno.

In un piccolo centro della Puglia, Grottaglie (Taranto), andare in bicicletta sta diventando da qualche anno un modello da seguire, per tante ragioni, tutte diverse ma che convergono nella consapevolezza che la bicicletta è un mezzo che bisogna usare in alternativa ai mezzi a motore. È stata una piccola la piccola ma fervente Associazione Sherwood a lottare (nel senso metaforico ma senza risparmiarsi fatica) affinché il bike sharing grottagliese diventasse realtà, prima vincendo il bando “principi attivi” promosso dalla Regione Puglia per finanziare progetti finalizzati a promuovere sostenibilmente attività di sviluppo e recupero del territorio, per proseguire con il progetto intitolato “Dal monte …al mare”, gemellandosi con l’Associazione “Anonimo ‘74” di Monteiasi (Taranto) dell’”Associazione Sherwood” di Grottaglie.

Certo partire con questa iniziativa, qui in meridione ancora pochissimo collaudata è stata dura! La mancanza di fondi da investire da parte delle pubbliche amministrazioni rischiava di far sfumare tutto ma poi un sostegno si è trovato. Il progetto, proposto secondo gli indirizzi di un bando risalente a circa tre anni fa, è stato finanziato totalmente con fondi derivanti da diverse fondazioni bancarie che hanno stretto un protocollo d’intesa con le diverse associazioni coinvolte nei progetti approvati, fra le quali la Sherwood. C’è da dire inoltre che la Sherwood a Grottaglie ha fatto in modo che la bicicletta venga usata anche per le promozioni pubblicitarie e questo è uno dei tanti esempi di uso alternativo ai mezzi inquinanti. La qualità aggiunta del bike sharing di Grottaglie? Le biciclette sono in alluminio riciclato, nate attraverso opportuni processi di riciclo da lattine per ottenere il kit di montaggio di ciascuna; inoltre sono dotate di cambio manuale e tutti gli optional per poter pedalare comodamente per il paese che si sviluppa in gran parte in salita!

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I PERCORSI CICLABILI
Il problema, spesso evidenziato dalle amministrazione pubbliche cittadine, si situa sulla difficoltà di innestare su un contesto urbano già saturo, delle aree dedicate al solo passaggio delle biciclette. Tuttavia, numerose città, a partire dalla fine degli anni novanta e in relazione ai valori sempre più alti di polveri sottili e monossido di carbonio, hanno iniziato ad investire sulla mobilità ciclabile cercando di fornire le città di alcuni percorsi ciclabili.

Se si ha la volontà di condividere e agevolare le “buone pratiche” per la mobilità ciclistica sostenibile non esistono barriere che tengano e ogni problema può essere risolto. È particolarmente interessante in questo senso il servizio di Genova, effettuato a mezzo di biciclette elettriche che aiutano a superare i numerosi dislivelli della città.

Per quanto riguarda i problemi di strutture a sostegno del bike sharing c’è una novità anche nella proposta di legge regionale della Puglia a favore della mobilità ciclistica (Scarica la proposta di legge) che pone l’obbligo per le Amministrazioni comunali di inserire nei regolamenti edilizi norme per la realizzazione di spazi comuni possibilmente attrezzati per il deposito delle biciclette sia negli edifici adibiti a residenza e attività terziarie che presso strutture pubbliche.

Dietro la macchina organizzativa delle ante associazioni, delle migliaia di appassionati della bicicletta e degli enti pubblici occorrono però aziende che installino le strutture e forniscano tutto quanto utile per la condivisione dei mezzi a pedali. In Italia sono C’entro in bici, che gestisce un sistema di sicurezza con chiave codificabile, e Bicincittà, nota per i tesseramenti elettronici. Ci sono però anche aziende straniere come la multinazionale americana della pubblicità Clear Channel (presente anche in altri paesi europei) che serve il capoluogo Lombardo.













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