Oltre la semplice recinzione

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Necessarie per proteggere la proprietà ed evitare atti di vandalismo in parchi e comparti edificati, le recinzioni possono diventare un motivo architettonico da trattare a pari merito con le architetture e paesaggi che racchiudono. Accanto alle basiche reti metalliche e alle sempre/attuali – sempreverdi siepi sagomate, vi è il restyling delle tradizionali chiusure ed alcune sperimentazioni geniali e creative. La rete metallica può intrecciarsi fino a formare un fine e leggiadro merletto; i tubi di ferro riescono a piegarsi per sinuosi giochi di ombre e fogli traslucidi o pannelli intarsiati lasciar intravedere l’inaccessibile. Così anche le chiusure delle villette di periferia, delle scuole e di tutti gli edifici pubblici, sono state contagiate dal design contemporaneo, grazie agli innovativi e durevoli materiali e alla produzione industriale, garanzia di affidabilità e sicurezza.

Tutti i giardini del mondo in un unico parco a Berlino

In copertina: Lace Fence

Utilizzando forme sobrie o più decorative, a seconda dei gusti ed esigenze, le chiusure possono oscurare porzioni, mascherare o mostrare, diventando un’importante elemento urbano. In cor–ten, legno o zinco, colorano e dinamizzano i limiti, configurando in modo fantasioso e re–interpretando la tradizionale barriera, richiesta per ragioni di privacy, sicurezza e praticità. Di seguito, alcuni esempi per riscattarne il ruolo: da semplici barriere divisorie a motivo architettonico scenografico e personalizzato.

LA RECINZIONE ORNAMENTALE

La lace fence ha un’altezza costante ed è supportata da semplici pali metallici equidistanti. Realizzata da una ditta olandese, la sua peculiarità sta nel suo sviluppo longitudinale, grazie ai pattern ornamentali. La trama metallica è, infatti, plasmata dolcemente fino a creare foglie, farfalle, gocce o motivi geometrici astratti. Il tipico motivo quadrettato è interrotto dai fini disegni che ricordano i merletti e i pizzi d’organza, conferendone un aspetto artigianale ed un’unicità artistica, legata anche al paesaggio circostante.

LA RECINZIONE SOCIALE

Una tradizionalecancellata, fatta da elementi verticali pittati di verde, è stata trasformata in maniera sorprendente da Tejo Remy. Nasce così la Social fence, in grado di modificare la percezione negativa connessa al concetto di chiusura: in alcuni punti le barre metalliche si allungano e si distorcono rompendo il ritmo, creando panchine, sedute e spazi per il gioco dei bambini. Le protuberanze avvengono in entrambi i lati, creando delle variazioni prospettiche dell’intera recinzione.

© Hebert Wiggerman© Hebert Wiggerman

Allargando il concetto, la stessa può diventare in alcuni punti una piacevole piattaforma lignea, ma anche un portabici, una pensilina o una fioriera. Dopo aver soddisfatto il motivo originale di difesa, la stessa recinzione può divertirsi, non prendersi così sul serio, creando momenti di riposo e svago per la collettività.

LA RECINZIONE DI CANTIERE

È proprio nel fastidio, nel diniego o nella necessità edilizia, terreno fertile per le realizzazioni più inconsuete. Per conto del collettivo milanese Esterni, Patrick Hubmann inventa La Sfacciata,ritagliando i pannelli MFD che circondano i cantieri, in modo da ricavare tavoli, sedute e bacheche, sfruttando il semplice sistema a ribalta.

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Le porzioni della parete si aprono all’occorrenza per ospitare una partita di scacchi o per la lettura del quotidiano, favorendo nuove socialità di quartiere e creando inaspettati luoghi di sosta. Abbellisce e ricompensa dei rumori e della confusione di lunghi e polverosi cantieri, ed, al contempo, dà importanza allo spazio pubblico, alla progettazione partecipata e alla creazione di eventi aggregativi.

LA RECINZIONE RICICLATA

La barriera fatta da elementi di riciclo è ideale per delimitare parchi, aiuole e zone ludiche. I telai di biciclette, vecchi e lunghi sci, tavole da surf e, ovviamente, le classiche cassette da frutta possono essere gli elementi compositivi principali. In effetti, qualsiasi oggetto può essere adeguato per definire la chiusura e delimitare i confini di una proprietà.

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Senza contare che sia da un lato che dall’altro, è possibile sempre ancorare fioriere, incastrare sassi, vecchie palle da bowling o decorare con grandi e lunghi testi.

LA RECINZIONE SPECCHIO

Forme e materiali delle palizzate possono dialogare con il paesaggio naturale e urbano o, al contrario, presentarsi in antitesi al contesto. Altra possibilità, come nella Mirror fence di Alyson shotz, è che la barriera rifletta l’ambiente, cambiando a seconda delle stagioni.

© Jeremy l. Thompson© Jeremy l. Thompson

La forma riprende la tradizionale staccionata, tanti picchetti che terminano a freccia, ma di materiale riflettente. La luce durante il giorno, la neve candida, le foglie secche d’autunno o il prato inglese esteso: qualsiasi sia il contesto e la stagione la recinzione muta di volta in volta, rispecchiando e offrendo punto di vista dell’ambiente inediti.

Elisa Stellacci

Elisa Stellacci Architetto

Di origine barese e studi ferraresi, si occupa di architettura e grafica a Berlino. Lavora in uno studio di paesaggio, adora le ombre, concertini indie-rock e illustrazioni per bimbi. Volubile e curiosa, si perde nei dettagli e divide non equamente il tempo tra lavoro, amici e passioni.

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