Ecovillaggi e cohousing. Dove sono, come farne parte o realizzarne di nuovi

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Il cohousing è una strategia per sopravvivere alla crisi economica e sociale in atto in tutto il pianeta, oppure è una scelta di vita alternativa che può essere intrapresa solo a certe ferree condizioni? Ce lo chiediamo da tempo, da quando nella nostra penisola si è cominciato a innestare il cohousing nelle politiche abitative sociali (tra le altre ricordiamo l’Autocostruzione, l’Autorecupero e l’Housing sociale). Il manualeEcovillaggi e cohousing – Dove sono, chi li anima, come farne parte o realizzarne di nuovici offre un’aggiornata panoramica su questo crescente fenomeno.

Cohousing: cos’è e i suoi risvolti sociali e architettonici

Certo, non pensiate che scegliere il cohousing o la vita in un ecovillaggio sia un’alternativa, per così dire, “bucolica” o “hippie”, tutt’altro: chi sceglie di vivere seguendo questi stili lo fa perché crede che nell’attuale modo di vivere nelle città di sostenibile non c’è assolutamente nulla, neppure quando ci si illude che acquistando un edificio di ultima generazione certificato in classe A si possa cambiare l’intero sistema.

Un singolo non potrà mai cambiare un sistema globale malato, ma neppure contribuire in maniera sostanziale al cambiamento futuro, pur sforzandosi con tutta la buona volontà.
Da questo deriva che, per migliorare le condizioni ecologiche, sociali, della mobilità e tutto quanto rientra nell’ambito della sostenibilità, si debba agire nell’ottica della collaborazione fra le parti: non significa necessariamente impegnarsi a creare dei gruppi, ma quanto meno agire con logiche comuni di salvaguardia dell’ambiente (urbano, extraurbano e rurale) che si muovano tutte nella stessa direzione e parlino lo stesso linguaggio, proprio per ottenere risultati omogenei e incisivi.

La prima domanda che sorge è: esiste differenza fra il cohousing e l’ecovillaggio?
La risposta è si. Non si tratta solo di limitazioni spaziali differenti, ma anche di limitazione del livello di condivisione dei beni. Negli esempi proposti nel manuale Ecovillaggi e cohousing vi sono casi in cui le differenze tra i due stili sembrano essere sottili, eppure esistono; tuttavia il fatto che gli ecovillaggi abbiano connotazioni tipicamente rurali fa sì che in essi siano praticate principalmente attività legate alla terra (allevamento e agricoltura), cosa che invece non può avvenire negli edifici utilizzati per il cohousing.

Possiamo affermare che il cohousing è probabilmente, al momento, l’espressione più palese della collaborazione diretta fra abitanti di un luogo che decidono di puntare al raggiungimento della sostenibilità condividendo elementi di vita materiali e immateriali, in un ambito prettamente urbano o periurbano. La coabitazione con fini di sostenibilità espletata con ecovillaggi invece è invece più approcciabile economicamente ma forse non tutti sono in grado di adattarsi ad essa.

L’autrice di Ecovillaggi e cohousing presenta nel suo manuale un quadro attuale della situazione italiana per quanto riguarda questi due generi di politiche abitative sostenibili, che parallelamente viene costantemente monitorato e aggiornato via web tramite l’apposita sezione sul sito di Terra Nuova dedicato proprio alla mappa degli ecovillagi.

Dalla lettura del testo emerge la tendenza di molti giovani a scegliere questo genere di “vita comune”, spesso inizialmente spinti da bisogni economici e poi consci di quelli che possono essere gli altri vantaggi connessi a questo stile di vita “alternativo” per i nostri tempi, ma non così estraneo alla nostra natura di esseri animali sociali.
Il crescente bisogno di una vita a impatto zero – dettata dalle condizioni in cui versano le nostre città – e la necessità di riallacciare i rapporti che ormai si sono persi nel tessuto sociale, stanno spingendo verso un percettibile cambiamento.
Purtroppo ad oggi sono poche le regioni italiane che hanno intrapreso progetti di cohousing, mentre per gli ecovillaggi esiste già una rete che però andrebbe meglio sponsorizzata e fatta conoscere a chi non ne è assolutamente a conoscenza: piccoli passi che si cerca di fare con molta fatica in quanto è nel principio del “non spreco” di queste iniziative che risiede la loro sostenibilità.

Il manuale si sviluppa come un racconto del panorama degli ecovillaggi e delle realtà del cohousing presenti sul territorio nazionale (esempi realizzati e progetti in corso) e della situazione in ambito internazionale, per avere un confronto utile a implementare il sistema nostrano.
Il testo è molto semplice da seguire e si presta ad essere consultato anche dai meno esperti della materia. Il linguaggio è molto scorrevole e gli esempi vengono illustrati dall’autrice in maniera esaustiva per comprendere a pieno di cosa si sta parlando.
Se siete intenzionati ad andare a vivere in cohousing o in un ecovillaggio vi consigliamo di visitare qualche esempio già attivo per rendervi conto di cosa si tratti: non è detto che si sia pronti al cambiamento di punto in bianco!

Scheda tecnica del libro
Titolo: Ecovillaggi e cohousing – Dove sono, chi li anima, come farne parte o realizzarne di nuovi
Formato: 15 x 21 cm – illustrato a colori
Editore: Terra Nuova Edizioni
Pagine: 266
Data pubblicazione:Luglio 2013
Autori: Francesca Guidotti
Contributi di: Lucilla Borio, Alfredo Camozzi, Chiara Durante, Elfo Frassino, Silvia Guidotti, Eduardo Montoya, Matthieu Lietaert, Sabrina Sganga, Mimmo Tringale
ISBN: 9788866810094

L’autrice
Francesca Guidotti, ha studiato presso al Facoltà di Scienze della Formazione di Firenze, dove ha svolto attività di ricerca e insieme proposta per l’abitare sostenibile. È stata recentemente nominata presidente della Rete italiana villaggi ecologici (Rive) associazione a cui aderiscono i principali ecovillaggi italiani. Collabora regolarmente con il mensile Terra Nuova e cura per il sito la sezione dedicata agli ecovillaggi e al cohousing.

Estratto
Così come per molti fenomeni sociali, anche il cohousing è nato come risposta innovativa di base ad alcuni bisogni specifici delle società nord–occidentali, dove l’affermazione dell’individualismo ha comportato la graduale dissoluzione delle reti parentali tradizionali, non supportate dalla fragilità dei servizi di welfare. Non è un caso che il cohousing si sia diffuso, sin dall’inizio, nei paesi scandinavi in cui, già dagli Anni Settanta, andavano manifestandosi problematiche sociali come la precarietà del mercato del lavoro, la dissoluzione della famiglia tradizionale, la crescita dei nuclei familiari monogenitoriali (…).

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Mariangela Martellotta

Mariangela Martellotta Architetto

Architetto pugliese. Prima di decidere di affacciarsi al nascente settore dell’Ecosostenibilità lavorava nel settore degli Appalti Pubblici. È expert consultant in bioarchitettura e progettazione partecipata. Opera nel settore della cantieristica. È membro della Federazione Speleologica Pugliese.

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