Wabi House di Tadao Ando: la casa che trova la bellezza nell’imperfezione

Wabi House è un progetto dell'architetto Tadao Ando con la collaborazione di BAAQ, che ha partecipato come studio associato all’idea iniziale, allo sviluppo e al coordinamento del progetto e alla fase esecutiva.

WABI SABI, L’IDEALE DI BELLEZZA GIAPPONESE

Wabi House si trova sulla costa di Oaxaca, a circa 500 miglia a sud ovest di Città del Messico e a trenta minuti dalla città di Puerto Escondido, su una striscia di terra di 25 ettari; essa è costituita da una fondazione a scopo benefico creata dall'artista Bosco Sodi che mira a promuovere lo scambio di idee tra artisti di varie discipline e con le comunità locali.

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Wabi House di Tadao Ando

"Wabi" deriva dal sabi wabi giapponese, un concetto che designa un ideale estetico, un modo per trovare la bellezza nella profondità della natura: una filosofia di vita giapponese che spinge all'umiltà e all’austerità e trova la bellezza nell’imperfezione, non intesa come errore ma come qualcosa di non troppo rifinito e in qualche modo selvaggio, legato alla natura di un luogo e dei materiali che la costituiscono.

L’obbiettivo principale di Casa Wabi è quello di promuovere lo scambio di idee, incoraggiando un dialogo aperto e costruttivo tra artisti nazionali e internazionali attraverso una varietà di pratiche e discipline: una serie di strutture governate da principi utopistici, nate dalla mente del proprietario dell’immobile, l’artista messicano Bosco Sodi. 

La reciproca collaborazione tra l’artista (Bosco Sodi) e l’architetto (Tadao Ando) ha avuto inizio semplicemente con dei fax, durante la metà del 2000, nella realizzazione di una casa a Tokyo in cui Sodi divenne un ammiratore delle strutture in calcestruzzo a vista alla maniera di Ando, così come della filosofia wabi-sabi che lo ha ispirato. Sodi chiese anche ad Ando se avesse preso in considerazione la progettazione di uno studio per lui  e la risposta da parte dell'architetto fu "Siamo molto impegnati al momento”.

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Sodi puntava ad aprire una sorta di rifugio per creativi, una struttura educativa per la comunità locale e un tempio per progetti minimalisti come quelli nati dalle idee del suo creatore, Tadao Ando che qui ha progettato ogni particolare, dalla piscina agli arredi.

Tutti i particolari sono stati pensati per valorizzare anche le zone di passaggio tra i diversi spazi e creare ambienti tra di essi complementari. Gli immobili includono sei camere da letto private, due studi in comune, una sala polivalente, una sala di proiezione, una galleria espositiva, un giardino di sculture e diverse aree ricreative su una superficie di circa 750 mq. Wabi House dispone, oltre allo spazio al chiuso di un orto botanico col tempo diventerà sede di una collezione d'arte contemporanea all'aperto.

L'intero progetto è stato realizzato in calcestruzzo a vista, con le caratteristiche di qualità dettate dallo stesso Tadao Ando: un muro di cemento 312 metri di lunghezza che fornisce il quadro per questo spazio architettonico sito il un luogo pittoresco sul mare messicano. 

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Il piano è strutturato come una bussola gigante. Il muro di cemento lungo corre da ovest a est, seguendo la direzione della costa, e lungo di esso si distribuiscono le camere. Sull'asse nord-sud vi è la strada di accesso, una lunga terrazza e una piscina che si affaccia verso il mare.Il muro principale divide l'interno in due metà, con spazi di accoglienza sulle zone laterali e quelli abitabili e di lavoro nelle parti a nord e a sud; esso genera anche il percorso principale per il passaggio delle persone e con la sua superficie esterna in calcestruzzo riesce a riflettere i tramonti rosso-arancio del luogo.

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I richiami all’architettura vernacolare e la sostenibilità del progetto 

Per contrastare con la crudezza e la linearità delle pareti, il tetto è coperto con strati di foglie secche di alberi di Royal Palm, comunemente usati nella regione perché forniscono riparo consentendo anche la ventilazione naturale. Edifici con questi tipi di tetto sono noti localmente come Palapa. 

Lo spazio interno è formato da due realtà che si possono leggere in senso verticale dall’alto verso il basso: sopra il livello degli occhi si cattura lo spirito locale e tradizionale con i tetti Palapa mentre sotto il livello degli occhi si cattura l'essenza contemporanea con le pareti geometriche di cemento, le colonne, i pavimenti in pietra e le persiane in legno. Altri edifici del sito comprendono una serie di sei piccole stanze che fungono da pensione, ognuno modellato su un Palapa tradizionale: esse si trovano all'estremità occidentale del sito, lungo il lato sud del muro.

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Non c'è un singolo pannello di vetro in tutto il sito se non la vetrata sul muro principale, e l'unica elemento per la ventilazione meccanica installata è nella galleria d’arte. L'obiettivo era sentirsi in casa come esposti a tutti gli effetti della natura. Due materiali naturali sono stati scelti per la pavimentazione: un mix di granito e marmo nota come marmolina, e un legno duro messicano di nome Parota.

"Questo è un progetto molto particolare con l'uso di vari materiali non comuni, che mi permette di creare l'architettura e gli spazi che non possono essere create se non in questa posizione". Tadao Ando.

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Mariangela Martellotta

Mariangela Martellotta Architetto

Architetto pugliese. Prima di decidere di affacciarsi al nascente settore dell’Ecosostenibilità lavorava nel settore degli Appalti Pubblici. È expert consultant in bioarchitettura e progettazione partecipata. Opera nel settore della cantieristica. È membro della Federazione Speleologica Pugliese.

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