La strada più bella del mondo è in Brasile

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La Rua Goncalo de Carvalho, a Porto Alegre, cittadinadel Brasile del sud, capitale dello Stato del Rio Grande do Sul, è conosciuta come a rua mais bonita do mundo, la strada più bella del mondo. Se la osserviamo dall’alto, si presenta come un tappeto lungo e stretto, soffice, dal colore verde brillante: le fronde dei copiosi alberi popolano i lati lunghi del percorso lungo circa mezzo chilometro. Sono più di cento i palissandri piantumati, alcuni talmente alti da riuscire a sfiorare il settimo piano dei palazzi vicini. La strada si configura come un vero e proprio tunnel di alberi, che dischiude a chi lo percorre un’atmosfera onirica: ci si dimentica di essere in città, il verde delle chiome è talmente avvolgente da farci credere di camminare in una foresta incantata.  

Alberi: qual è il loro valore economico?

Secondo gli anziani del posto, gli alberi sarebbero stati piantati negli anni Trenta del secolo scorso da lavoratori tedeschi impiegati in un birrificio delle vicinanze. La gente del luogo si è battuta per preservare la bellezza naturale di questa strada quando, nel 2005, la costruzione di un centro commerciale a poca distanza, mise a rischio il lungo camminamento verde.

I cittadini avviarono così una campagna online di difesa della strada, le cui fotografie fecero il giro del mondo. Ma la mobilizzazione degli abitanti non fu infruttuosa: il 5 giugno 2006, l’allora Sindaco della città brasiliana, José Fogaça, dispose con decreto legislativo, l’importanza storica, culturale, e ambientale della strada per la città.

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Nel 2008 un biologo portoghese scrisse che si trattava della “strada più bella al mondo”, ed è così che la conosciamo oggi. Gli effetti del verde sul benessere psicologico dell’uomo sono ben noti: il senso di rilassamento che la vista della natura suscita nell’individuo, è comprovato non solo dalla scelta del colore verde negli ambienti predisposti notoriamente al relax (studi medici, ambulatori psichiatrici, ospedali) ma anche dal desiderio di riposo e serenità associati alla sensazione di pace di uno scenario naturale.

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Che sia questione legata all’immaginario dell’uomo – al mito dell’eden, che vuole la natura incontaminata habitat originale dell’uomo –, o ancora al locus amoenus della letteratura, o che sia mera psicologia del colore, ciò che conta è che sempre più soventemente il concetto di bellezza sia associato alla natura.

E non è un caso che in città sempre più bigie, soffocate dal loro stesso accrescersi, un tunnel verde non progettato dalla mano dell’uomo ma ricevuto in eredità dal passato, sia apprezzato con tanto ardore: perché desiderio recondito verso un posto in cui ritrovare quell’appagante sollievo da cui la vita frenetica della città ci allontana irrimediabilmente.

Barbara Brunetti

Barbara Brunetti Architetto

Architetto e dottoranda in Restauro, viaggia tra la Puglia e la Romagna in bilico tra due passioni: la ricerca accademica e la libera professione. Nel tempo libero si dedica alla lettura, alla grafica 3d, e agli affetti più cari. Il suo sogno nel cassetto è costruire per sé una piccola casa green in cui vivere circondata dalla natura.

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