La stazione metro di Madrid come una foresta tropicale in città

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La stazione di Atocha Renfe della linea 1 della metropolitana di Madrid è una delle più grandi della città ed è annoverata tra le tante bellezze che possono vantare i madrileni. La stazione è ubicata a sud est della città, è punto nevralgico dal quale partono i treni ad alta velocità e a breve percorrenza e sorge in una zona molto vissuta di Madrid che comprende diverse emergenze architettoniche tra cui il Museo Nacional del Prado. Lastazione, realizzata a fine ottocento, presenta una struttura invidiabile opera di Alberto del Palacio Elissagne e del contributo di Gustave Eiffel (autore della omonima torre parigina).

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Oggi la stazione metro Atocha è il risultato della ricostruzione resa necessaria dall’attentato a Madrid del 2004.È pertanto possibile distinguere una parte nuova e una ottocentesca. La porzione ottocentesca, oggi dismessa, ospita un invidiabile giardino botanico coperto, progettato dall’architetto Rafael Moneo.

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Il giardino si estende per quasi 4000 metri quadri ed è composto da piante altissime provenienti da tutto il mondo e specie animali quali tartarughe d’acqua che vivono in un ambiente caldo umido a circa 24 gradi, necessari a far sopravvivere le specie animali e vegetali presenti. Il giardino vanta circa 7000 piante da carnivore ad acquatiche di ben 500 specie diverse, di cui la maggior parte sono altissime palme tenute in vita dalla giusta quantità di sole che attraversa le lastre vitree.

VETRO, ACCIAIO CEMENTO E VERDE

Come in un buon giardino che merita di essere fruito e contemplato, sono disponibili sedute di cui servirsi per godere dell’atmosfera tropicale riproposta nella stazione; è inoltre possibile fruire del giardino anche in inverno, meta di interesse anche nei periodi freddi durante i quali fa comodo ritrovarsi in un luogo completamente verde protetto dalle intemperie.

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Le aiuole sono intervallate da viali pedonali che consentono di attraversare nella sua interezza l’oasi tropicale, facendone un luogo di passeggio e di incontro per i madrileni.
All’impiego di cemento e acciaio, l’architetto unisce il contributo del verde.
Il progetto previsto per la stazione infatti va oltre la tradizione dell’ingegneria ottocentesca introducendo il verde nell’edificio come se fosse un modo per riappropiarsene, maggiormente nelle grandi città, in cui oggi sempre meno spazio viene dedicato alle aree green.

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L’illuminazione della stazione è perlopiù naturale date le enormi superfici vetrate presenti, a cui si alterna, quando necessario, la luce artificiale.
Entrare in stazione regala ai viaggiatori un’impressione totalmente diversa da quella di essere in procinto di prendere un treno, anzi, li proietta in un’insolita foresta tropicale nascosta dal caos e dalla frenesia tipica delle grandi stazioni, pertanto la stazione di Atocha Renfe non è solo attraversata fugacemente al fine di raggiungere un treno ma diventa un luogo da vivere in cui è la natura a prevalere sull’opera dell’uomo e non viceversa.

Romina Muccio

Romina Muccio Architetto

Ha intrapreso la libera professione e non ne è ancora pentita. A Napoli si occupa di restauro di vecchi edifici ed è fondatrice di un’associazione di donne architetto. Nel tempo libero evade verso la natura incontaminata da plotter e pc e gestisce un piccolo zoo sfamando 2 cani, 2 gatte e una tartaruga.

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