Riqualificazione energetica e funzionale del Policlinico Gemelli

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Quello che sta per dare vita alla riqualificazione funzionale ed energetica del Policlinico Gemelli, uno dei più grandi policlinici italiani e romani, è l’incontro tra tre soggetti altamente qualificati. Per il Ministero dell’Ambiente, nella persona dell’ex Ministro Corrado Clini che ha ricevuto la proposta di progetto, non servono presentazioni. Il Ministero non è solo garante dell’aspetto finanziario e delle procedure di approvazione dell’intervento, ma se ne fa promotore: la presentazione del Prof. Umberto Moscato dell’Unità di Igiene ospedaliera del Policlinico Gemelli per il “Green Hospital Project” cita infatti gli impegni presi in ambito europeo, a Parma il 10–12 Marzo 2010, riguardo all’impatto del cambiamento climatico (punto 3.a della Dichiarazione di Parma su Ambiente e Salute) e alle diseguaglianze socio–economiche amplificate dalla crisi finanziaria (punto 3.c).

La riqualificazione energetica del costruito

Quando si parla di strutture sanitarie, effettivamente le ricadute di sostenibilità finanziaria degli interventi di ammodernamento sono a vantaggio dell’utente ultimo, e primo per importanza, cioè del cittadino malato.
Ricorda ancora Moscato che “la riduzione dell’impronta energetica di una struttura ospedaliera rappresenta (…) un contributo importante per la prevenzione dell’inquinamento ambientale urbano o della configurazione climatica del territorio in cui insiste l’ospedale e, logicamente, del fabbisogno energetico della stessa struttura urbana e dello stato di salute della popolazione residente nel distretto di appartenenza” oltre che avere “un impatto sugli stessi degenti e sul personale sanitario”.

Effettivamente il Policlinico Gemelli di Roma si configura come una struttura assai complessa e articolata, le cui numerose funzioni, finalizzate all’assistenza sanitaria a livello nazionale, permettono una elaborazione della proposta di alto profilo.
L’Università Cattolica del Sacro Cuore infatti, di cui il Policlinico è una struttura, può contare sulle risorse tecnico–scientifiche dei suoi centri di ricerca e dipartimenti, oltre che sulla capacità gestionale e di analisi economica e finanziaria di organi interni specializzati. Anche formazione e divulgazione svolgeranno un ruolo importante e catalizzatore attraverso le competenze degli organi di informazione.

A curare l’aspetto tecnico dell’iniziativa sarà allora uno studio di ingegneria, la Binini Partners s.r.l. di Reggio Emilia, con un bagaglio di esperienza notevole nell’edilizia sanitaria, all’estero (Ospedale universitario di Al Zawia, Libia) in Italia (nuovo Pronto Soccorso di Parma, Parco della Salute di Torino, istituti clinici di Sant’Ambrogio e San Siro), e nella stessa città di Roma (Ospedale di San Carlo di Nancy, padiglione Busi del San Camillo, Co–clinical Project di Tor Vergata).

L’ACCORDO E IL PIANO

Non è passato neanche un mese da quando l’8 aprile scorso Stefano Baraldi, prorettore dell’Università Cattolica, ha presentato al Ministro Clini la relazione del Prof. Moscato per siglare l’accordo riguardo al progetto Ospedale Verde (Green Hospital Project di ricerca ambientale e tutela della sicurezza) per la riqualificazione funzionale e l’efficienza energetica del Policlinico Gemelli.

In realtà quest’ultima rappresenta una delle tre direttrici, quella relativa all’Innovazione, di un più ampio Piano Straordinario di Ammodernamento Edilizio intrapreso dal Policlinico, le cui due altre direttrici sono la Riorganizzazione Sanitaria e la Messa a Norma, e che si ipotizza di portare a termine entro il 2017.

Il progetto nello specifico prevede alcuni passaggi propedeutici agli interventi di riqualificazione energetica. Anzitutto una verifica dello stato di sistemi ed impianti esistenti, dopodiché una valutazione economico–finanziaria con analisi costi–benefici per individuare le linee di sviluppo ed eventuali priorità di intervento, ed infine una serie di azioni di energy retrofit, ovvero operazioni di manutenzione di strutture e impianti con lo specifico fine di definire ulteriormente alcune linee di indirizzo e di intervento.

A grandi linee si sono definite anche le linee di intervento sul quinquennio che si concluderà nel 2017:

  • implementazione di tecnologie innovative che conferiscano agli interventi edilizi carattere di sostenibilità energetica e ambientale;
  • interventi di riduzione dei consumi energetici attraverso l’uso di best practices ed Energy Management;
  • installazione di impianti con fonti rinnovabili, in particolare di impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica;
  • azioni di studio e monitoraggio del funzionamento degli impianti e della gestione dei consumi energetici;
  • produzione di studi su ambiente e salute relativamente alle attività della struttura sanitaria.

I risultati attesi sono di alto livello, primo fra tutti una significativa riduzione dei consumi energetici che passerebbe dagli attuali 64 kWh/m2 annui agli ipotizzati 25 kWh/m2 annui, portando la struttura dalla classe energetica F alla B.

Tuttavia occorre ancora una volta sottolineare la complementarietà degli interventi di classe energetica con quelli relativi alla salute dei degenti, che più interesano la struttura sanitaria. Così nel comunicato stampa diramato dal policlinico si parla di attività di ricerca mirate all’approfondimento, allo studio, alla valutazione e gestione (…) volte alla riduzione degli effetti sulla salute e sulla sicurezza delle persone all’esposizione ad inquinanti” e di informazione e formazione sia dei degenti che del personale sanitario e dei visitatori, al risparmio energetico ed alla riduzione delle emissioni inquinanti, finalizzati a promuovere la cultura ed i comportamenti virtuosi”.

Attraverso la sua complessità ed il suo livello di approfondimento il progetto si delinea come un esempio da emulare per la sanità romana e più in generale italiana, con l’ormai scontato doppio fine di un efficientamento energetico che fa da propulsore e finanziatore ad una riqualificazione tecnologica e funzionale indispensabile alla sopravvivenza e valorizzazione di strutture datate ma di insostituibile valore pubblico e sociale come gli ospedali ed i centri di ricerca sanitaria.

Francesco Cherubini

Francesco Cherubini Dottore in Fisica

Nasce ricercatore biofisico per morire progettista HVAC tra ingegneri, architetti e geometri. E’ il classico soggetto che ha una lavatrice a pedali in cantina e l'estate fa campeggio con i pannelli solari e l'impianto a 12 volts autocostruito. Passione per l'artigianato, il rugby e l'essenzialità.

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