Edgeland House: una casa nel sottosuolo per ritornare ai ritmi della natura

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Uno scrittore di fantascienza ha trovato casa nel sottosuolo ad Austin in Texas – USA. Non si tratta di un rifugio antiatomico, ma di un ritorno alle origini e ai ritmi lenti della natura. Casa Edgeland, progettata dallo studio di architettura Bercy Chen Studio al fine di ottenere un impatto minimo sia sull’ambientale sia sul luogo, coniuga la tecnologia moderna con una delle più antiche tipologie edilizie del Nord America la “pit house”, letteralmente “la casa fossa”.

IL PROGETTO
L’edificio, collocato ai margini di una zona industriale dismessa in un’area scoscesa attraversata da un corso d’acqua naturale, appare quasi interamente assorbito dal terreno: una fenditura divide in due la casa e permette alla luce di attraversare gli ambienti. La zona era già stata interessata da precedenti scavi fatti per rimuovere un vecchio condotto della compagnia Chevron: una cicatrice nel terreno che è diventata una risorsa per la nuova costruzione.

La spaccatura centrale, che attraversa longitudinalmente la casa, garantisce sia la distribuzione interna sia la ventilazione naturale.

La zona giorno e la zona notte trovano posto rispettivamente a destra e a sinistra del lungo disimpegno al termine del quale è stata ricavata una piccola corte delimitata da una pozza d’acqua: luogo di osservazione riparato da occhi indiscreti per ammirare la fauna locale.

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Il terreno circonda e avvolge letteralmente la casa e contribuisce a mantenere il comfort termico lavorando insieme all’impianto geotermico che garantisce il riscaldamento invernale e il raffrescamento estivo degli ambienti.

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Le due falde del tetto sono interamente ricoperte da un manto verde che ne aumenta l’isolamento e l’inerzia termica e dove sono state seminate otto varietà floreali compatibili con il clima della zona che permettono quattro diverse configurazioni della copertura a seconda della stagione. L’intervento, inoltre, grazie alla collaborazione con il Lady Bird Wildflower Center ha permesso la reintroduzione nell’area circostante di 40 specie arboree autoctone tra fiori e tipi di erbe.
Immagini | © Paul Bardagjy






Chiara Nicora

Chiara Nicora Architetto

Architetto interessato ad approfondire i temi legati alla riqualificazione del costruito, progetta case e allestimenti temporanei. Affascinata dal mondo dell'arte in tutte le sue molteplici espressioni, dedica il suo tempo libero come volontaria per il patrimonio culturale.

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