Costruzioni in paglia: l’ampliamento di un’abitazione con materiali naturali a km zero

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Incontro gli architetti Giuseppe Andreoli e Simone Lorenzoni nello studio dove lavorano, il DDA, e cominciamo. Ci sono anche l’architetto Alessandro Almadori e Pier Francesco Duranti, che stanno lavorando al computer, ma anche loro ci tengono a raccontare qualcosa delle costruzioni in paglia, e allora ogni tanto si interrompono e si avvicinano. Del loro progetto di ampliamento di un’abitazione in Umbria con materiali naturali e a km zero, mi dicono prima di tutto della felice combinazione di un committente dalla mente aperta e di uno studio che non vede l’ora di provare pratiche sperimentali, e poi di tutto il resto: perché “tutto il resto” viene sempre dopo la volontà di iniziare.

Approfondimento: la prima casa di paglia della capitale

E iniziare un’avventura del genere, per l’ampliamento di un’abitazione esistente, con materiali naturali, a km 0 e ad alte prestazioni energetiche, è stata decisamente una di quelle esperienze che fanno brillare gli occhi, come si vede dalla cura minuziosa dei dettagli e dalla dovizia di particolari con cui mi raccontano il processo realizzativo.

Il tutto nasce dalla volontà di un privato di ampliare la sua casa ad Avigliano Umbro, in provincia di Terni, per realizzare una struttura ricettiva per lo sviluppo artistico,in particolare delle residenze artistiche e dei laboratori di lavorazione della creta.

Il progetto di ampliamento è stato affidato allo studio di Terni DDA, ed insieme al progettista è stata scelta la tecnica costruttiva della casa in paglia, con una struttura portante modulare in legno d’abete.
“La scelta dei materiali è stata dettata dalla vicinanza al sito di costruzione. La paglia arriva da un campo a soli 3km, mentre per la terra degli intonaci ci siamo riforniti direttamente dallo scavo di fondazione , afferma Giuseppe, che prosegue spiegando la stretta relazione tra le fasi costruttive e i cicli naturali.

“Ad esempio gli intonaci: sono anch’essi naturali, da un impasto di terra, acqua e paglia, e vengono stesi a mano, per tre strati successivi, partendo dal primo strato interno, si aspetta che sia ben asciutto e si stende il primo strato esterno e così via, fino all’ultimo strato di finitura esterno”.
Sembra la descrizione di una ricetta, e la lentezza del processo rispecchia ed evoca un’attenzione e una cura che nel campo dell’edilizia si stava abbandonando, spesso a spese della qualità dell’opera.

STRUTTURA

Su delle fondazioni di tipo tradizionale, in calcestruzzo armato a T rovescia e con solaio in latero–cemento, è stata montata una struttura di elevazione in legno d’abete.
La struttura è modulare ed abbiamo brevettato noi stessi questo sistema costruttivo prefabbricato ad alta efficienza energetica e antisismica. Si chiama Econologico: economico ed ecologico allo stesso tempo. Inoltre, la modularità da un lato, e il suo essere legato alla filiera produttiva agricola locale dall’altro, lo rendono un sistema utile nei processi di autocostruzione”.

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La copertura inclinata è invece in legno lamellare. “Il lamellare è stata una scelta obbligata in questo caso, perché offre maggiore flessibilità dimensionale rispetto alle palanche di abete grezzo, adatte solo a strutture più semplici e quindi in questo caso alla struttura di elevazione“.

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TAMPONATURA IN PAGLIA

Sia la struttura di elevazione che la copertura sono state rivestite da uno spesso cappotto di paglia: non c’è infatti nessun altro materiale isolante, visto che la paglia offre già di per sé ottimi valori di trasmittanza (da 0,08 a 0,13 W/m2K).

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“Lo spessore delle balle di paglia per la tamponatura è di 45 cm, che insieme a 2,5 cm di intonaco per parte, fanno raggiungere al pacchetto murario 50 cm di spessore e dunque un ottimo isolamento termico.

I COSTI

“Il cantiere oggi è in fase conclusiva, e da punto di vista economico si può solo fare una stima, dalla quale però i costi risultano inferiori alla metà di quelli necessari alla realizzazione di un edificio tradizionale.

Al cantiere di Avigliano auguriamo dunque buon lavoro, e possiamo sperare in quella diffusione di costruzioni in paglia che si è avuta da qualche tempo in Francia, in nome di un architettura sempre più ecosostenibile.

Giulia Custodi

Giulia Custodi Architetto

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