Case di luce. Architettura pugliese “zero energy”

AAA

È in fase di realizzazione a Bisceglie (BT) il progetto “Case di Luce–Rigenerazione Urbana Passiva e Architettura a zero Energy”, a cura del team project dello studio di architettura pugliese Pedone Working, composto dagli architetti Leo Pedone, Massimo Pedone, Annamaria Perruccio, e dall’ingegner Piero Pedone. Il gruppo di progettisti, che ha vinto a settembre l’ambito Cubo d’Oro del CasaClima Awards 2013 per il progetto di Villa Di Gioia, premiata dalla Giuria in quanto “residenza unifamiliare mediterranea che rispetta le regole dell’efficienza energetica con scelte progettuali attente alla sostenibilità dei materiali”, sta realizzando un significativo progetto di rigenerazione urbana, in coerenza con i dettami delle normative urbanistiche regionali, e recependo le Leggi Regionali sui Programmi di Rigenerazione (Legge Regione Puglia 21/2008) e sulle Norme per l’Abitare Sostenibile (L.R. 14/2008), grazie al rapporto instaurato col Comune di Bisceglie e in qualità di privato proponente, come Pedone Working srl, attraverso una procedura di project financing.

Architettura Triple Zero: il primo edificio 3 volte sostenibile

L’eccezionale intesa, sul quadro urbanistico ma anche su quello della sostenibilità ambientale, tra amministrazione e lo studio di architettura pugliese è testimoniata dal livello del Protocollo Itaca raggiunto, pari a 4.1, uno dei valori più alti raggiunti, non solo in Puglia.

Il progetto “Case di Luce– Rigenerazione Urbana Passiva e Architettura a zero Energy”, è risultato tra i tre finalisti del Concorso Nazionale Energia Sostenibile nelle Città 2012, nell’ambito della Campagna “Energia Sostenibile per l’Europa” in Italia, promosso dall’INU Istituto Nazionale di Urbanistica, dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, e dall’ANIEM – Associazione Nazionale Imprese Edili e Manifatturiere, per la Sezione B_Progetti urbani energeticamente sostenibili.

In alto: stato di fatto

Il progetto si è distinto ”per aver affrontato la progettazione di un complesso edilizio “zero energy” utilizzando valutazioni preliminari sugli aspetti bio–climatici del sito. Il progetto impiega tecniche costruttive innovative che possono velocizzare i tempi di realizzazione, oltre che essere connotato da un’elevata qualità architettonica. Per l’attuazione è previsto l’impiego del project financing, e quindi una partecipazione attiva dei soggetti privati.

Il premio, consegnato a Bologna nell’ambito della IX edizione di UrbanPromo, celebra un concorso che ha raggiunto il grande obiettivo di rendere possibile la sensibilizzazione delle cittadinanze e delle pubbliche amministrazioni per un uso responsabile ed “intelligente” dell’energia, inserendo l’iniziativa tra le partnership d’eccellenza attivate in Italia nell’ambito della campagna Sustainable Energy Europe (SEE) – Energia sostenibile per l’Europa, la più importante campagna di promozione della sostenibilità a livello europeo.

CASE DI LUCE: IL PROGETTO

L’intervento di rigenerazione urbana sostenibile a Bisceglie promuove la riqualificazione dell’area a ridosso della ferrovia, che anche essendo parzialmente urbanizzata, presentava un forte degrado a causa di alcune strutture industriali in condizioni fatiscenti ed ormai dismesse, ed a causa di una zona che, pur destinata a verde pubblico da previsione di PRG, si configurava tuttavia nella realtà come un “vuoto urbano”.

Obiettivo del progetto pugliese è restituire alla città ed ai cittadini una parte di città che costituisca un nuovo modello urbano, in grado di rigenerare l’intero quartiere, offrendo anche concrete e sicure risposte al tema della residenza passiva in area mediterranea.

Planovolumetrico del progetto

La rigenerazione può avere luogo a seguito di un’incisiva operazione di bonifica ambientale, dettata dalla notevole presenza di amianto, e della relativa restituzione, attraverso demolizioni ad hoc, di un layout urbano scevro da superfetazioni, che permette all’intervento di poter essere annoverato tra le sperimentazioni progettuali di architettura realmente “integrate”: un’integrazione dovuta alla nascita di un eco–parco attrezzato, che rispetta le caratteristiche morfologiche e bioclimatiche del luogo, inserendosi come un’infrastruttura ecologica che preserva un microclima naturale, ed al tempo stesso dialoga alacremente e con continuità, attraverso il boulevard attrezzato, con l’intervento residenziale che innesta nel tessuto urbano ben 61 alloggi a standard passivo, con caratteristiche formali e tipologiche differenti secondo i due modelli ivi inseriti, quali l’edificio in linea e le ville urbane.

I soggetti proponenti desideravano integrare il piano di intervento sul suolo privato con la contigua maglia da destinare a giardini pubblici: condividendo questa idea di fornire alla collettività una giusta dotazione di servizi, l’Amministrazione Comunale diviene parte attiva del programma di rigenerazione urbana, seppur attraverso una quota limitata, relativa al project financing.

rigenerazione-urbana-puglia-d

PECULIARITÀ DEL PROGETTO

Inserendosi in un contesto già urbanizzato, l’intervento risulta in grado di evitare ulteriore consumo di suolo o la realizzazione di nuove infrastrutture. Attente analisi delle condizioni bioclimatiche del sito hanno permesso di utilizzare in maniera favorevole sia gli apporti passivi solari, che quelli dei venti prevalenti, per raggiungere un’alta efficienza energetica degli edifici, “zero Energy”, per il basso impatto ambientale e per la ridotta produzione e immissione di CO2.

Ciò è dovuto ai bassi consumi ed alle ridotte potenze: tutte le componenti edilizie sono state valutate secondo quanto previsto dal D.Lgs 311/2006, e attraverso i parametri di benessere termoacustico e termo–igrometrico provenienti dalla fisica tecnica ambientale. Sono proposte tecniche costruttive innovative, che velocizzeranno i tempi e renderanno necessario un ridotto apporto energetico anche durante le fasi di realizzazione del cantiere, per una sostenibilità che sia veramente a 360 gradi.

Schema bioclimatico di “Case di Luce”

L’edificio in linea presenta in facciata parecchi volumi vetrati, che costituiscono le “serre solari” passive, tramite di mediazione tra interno ed esterno, con articolazione differente su livelli successivi, consentendo alla luce di generare ombre portate che favoriscano l’ombreggiamento delle serre sottostanti.
La copertura di questo edificio, “la vela”, è inclinata appositamente in direzione Sud/Sud–Est per alloggiare, in maniera integrata, i pannelli solari e quelli fotovoltaici di ciascun appartamento, raggiungendo quasi il livello dell’autosufficienza con questo sistema attivo.

Quasi in contrapposizione col carattere estroverso ed aperto dell’edificio in linea, è la realizzazione di tanti nuclei abitativi isolati, che declina il tema della “villa urbana” reinterpretandolo attraverso la distribuzione a ballatoio. Il volume esterno è trattato in maniera completamente omogenea e compatta; a ciò si contrappone la linearità dei percorsi distributivi interni, orientati su un doppio asse Nord–Est ed Sud–Ovest, che divengono veicolanti per la ventilazione naturale. Il controllo dei flussi d’aria contribuisce a realizzare un raffrescamento passivo, che grazie ad idonee schermature frangisole sui fronti caldi, ed opportuni accorgimenti tecnici ed impiantistici, contribuiscono a creare un maggior comfort percepito per ciascuna unità abitativa.

L’autosufficienza energetica del complesso, dovuta ad impianti ad alta efficienza, come il solare termico per l’acqua calda ed il fotovoltaico per il riscaldamento, unitamente ad una elevata coibentazione termica ed acustica coadiuvata da impianti di ventilazione meccanica controllata, atti a garantire una elevata qualità indoor degli alloggi, consentiranno un alto contenimento dei consumi energetici.

Il progetto – spiega lo Studio Pedone – rappresenta quello che oggi è il processo urbanistico avviato nelle capitali europee ed auspicabile nelle nostre città: la sostituzione urbana di insediamenti produttivi dismessi e con una forte problematica ambientale, con edifici residenziali sostenibili a standard passivo con bassissimi consumi, cosiddetti a consumo quasi zero”.

Ivana Fasciano

Ivana Fasciano Architetto e Designer

Inventiva a 360°, trova nell’architettura la valvola di sfogo per il suo estro creativo. Adora progettare ville immerse nel verde. L’arte, la musica ed i viaggi le danno la carica per imbattersi ogni giorno in una nuova avventura.

Ti potrebbero interessare anche...