Un “Alveare” come facciata per il V on Shenton firmato UNStudio

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Singapore. Era noto come l’edificio più alto, ne caratterizzava lo skyline ma soprattutto era il simbolo del business e degli affari della città. Si trattava dell’UIC Building (United Industrial Corporation Limited), che, dal 1973, spiccava superbolungo la Shenton Way. Gradualmente e negli ultimi quarant’anni, edifici su edifici hanno fagocitato il grattacielo strappandogli il primato. Il duplice titolo, quale centro delle più fiorenti attivitàed emblema di un’architettura prestigiosa e significativa, gli sarà certamente restituito nel 2016 a compimento della nuova sede progettata da UNStudio in sostituzione alla vecchia. Il complesso UIC immenso, scultoreo e visionario, firmato dal noto Ben van Berkel, fa parte di una ben più ampia riqualificazione della zona. E’ chiamata la V on Shenton e si legge Five on Shenton. V come Vittoria, data la natura speculativa e lussuosa dell’operazione immobiliare della UIC.

UIC BUILDING: RESTYLING FUNZIONALE ED ESTETICO

Il cuore del vivace quartiere finanziario non ha certo smesso di pulsare. Ecco perché appare ancor più saggia l’operazione di demolire per ricostruire un agglomerato edilizio che funzioni (dal punto di vista ecologico, architettonico, sociale ed economico). L’innovatività dell’operazione di restyling sta nel conferire una duplice funzione all’edificio lussuoso – uffici e residenze private – e nell’impatto visivo sulla città. L’eleganza e superbia dell’oggetto scultoreo, la cui facciata finemente cesellata in esagoni sembra essere realizzata da gigantesche api robot, si coniuga con principi progettuali e tecnologici sostenibili, di alto design ed efficienza energetica.

La stessa volumetria e forma degli edifici rispecchia la distinzione funzionale, vera novità rispetto al vecchio edificio della UIC solo adibito ad uffici. Si presenta con un basamento comune di otto piani da cui si distaccano le due torri. La più bassa di 23 piani è destinata agli uffici e fronteggia parimenti gli edifici del quartiere; la più alta di 53 piani è residenziale e, nella parte finale si diparte in due, distinguendosi notevolmente dagli edifici vicini. L’edificio appare compatto poiché ha come elemento denominatore e strabiliante il pattern della facciata. Inoltre, l’imponente prospetto sembra tenuto assieme da un profilo smussato e sinuoso, che corre incorniciando entrambe le torri. Di giorno, appare come un puro elemento decorativo – specie rispetto all’articolato pattern geometrico – mentre di notte, sottolinea ed illumina l’intera costruzione.

LA FACCIATA AD ESAGONI: PATTERN E MODELLO CON VARIAZIONI

Come le torriderivano da una stessa famiglie di forme, anche le rispettive facciate provengono da una stessa famiglia di modelli. I prospetti sono definiti dal motivo esagonale: è come se, visto da vicino, questo enorme cactus rivelasse la propria trama alveolare realizzata con la sorprendente geometria tipica dei favi. I grattacieli sono rivestiti da forme esagonali di vetro; queste, affiancate in altezza e larghezza, determinano il pattern.A seconda della localizzazione, degli ambienti interni e della creazione di logge o rientranze, questa facciata a celle è in risposta al clima della città (abbondanti precipitazioni e umidità elevata) riducendo al minimo l’apporto energetico. In base alla posizione e funzione degli ambienti interni, la cella esagonale è rivestita da tamponamenti opachi o trasparenti.

Come spiega l’architetto Ben van Berkel: ‘‘Il modello della facciata si compone di quattro o cinque strutture differenti, ognuno variabili a seconda della trama. A volte il vetro della facciata crea texture di rilievo ed effetti colorati ai lati degli elementi esagonali, mentre i balconi volumetrici delle abitazioni creano una trama profonda nel volume dell’edificio”. Il ‘vestito’ tessuto dalle celle esagonali garantisce l’efficienza energetica ed è la vera bellezza delle strutture della Shenton Way.

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GLI SKY GARDEN: GIARDINI LUSSUREGGIANTI NEL CIELO

Le vetrate ad alte prestazioni, i dispositivi per l’ombreggiatura e la presenza di giardini, regalano agli abitanti il corretto comfort residenziale o lavorativo ed una visuale mozzafiato della città. Sono previsti tre giardini chiamati, non a caso,skygarden: il primo e più grande occupa l’intero ottavo piano dello zoccolo che unisce le due torri, il secondo è situato nella parte mediana dell’intero blocco e il terzo giardino occupa gli ultimi piani della torre per abitazioni. Nel primo giardino, situato al disopra dei parcheggi, i residenti, in piena privacy, possono osservare il panorama a 360° su Singapore. La vegetazione e il microclima, depurando l’aria di una città congestionata ed inquinatissima, creano un vero rifugio pubblico. La vista è ancor più spettacolare per gli ultimi due skygarden: oltre la città ed in pieno ambiente salubre, i residenti hanno accesso a terrazze con vista mare.

Elisa Stellacci

Elisa Stellacci Architetto

Di origine barese e studi ferraresi, si occupa di architettura e grafica a Berlino. Lavora in uno studio di paesaggio, adora le ombre, concertini indie-rock e illustrazioni per bimbi. Volubile e curiosa, si perde nei dettagli e divide non equamente il tempo tra lavoro, amici e passioni.

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