Abitazioni mimetiche: il rifugio come una catasta di legna

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Sembra una classica catasta di legna, come se ne trovano tante nei boschi. Ad uno sguardo ravvicinato e meno distratto, ci si accorge però che qualcosa non torna, e l’inganno è presto svelato: si tratta di un camaleontico rifugio “minimal”, costruito proprio allo scopo di mimetizzarsi il più possibile con la natura circostante. Una classica log–house, dunque? Non proprio. Rustica eppure moderna, questa curiosa, mimetica ed eccentrica abitazione cela un altro segreto: i tronchi che ne conferiscono l’ambiguo aspetto sono in realtà solo un rivestimento, al cui interno si nasconde invece una struttura leggera in acciaio. Doppio inganno dunque.

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Ne avete abbastanza di tranelli? Allora lasciate perdere: questo rifugio dalle sorprese inversamente proporzionali alle sue dimensioni non inganna solo con i materiali e la struttura, ma anche con le fondazioni, non possedendole. Disposto su ruote, all’occorrenza può essere spostato altrove, come si confà ad un camaleonte il cui mimetismo volto a nasconderlo è ormai smascherato.

Dopo averci preso in giro a sufficienza, questa casa decide infine di accogliere i suoi ospiti in un ambiente che ancora una volta sorprende: fresco, chiaro e luminoso, risulta completamente in contrasto con l’ambiente che l’esterno sembrerebbe suggerire. Le pareti color azzurro chiaro, gli arredi in compensato estremamente semplici ed economici, le finestre continue aperte sul paesaggio: l’insieme comunica all’istante una genuina semplicità, come si conviene d’altra parte ad una catasta di legname (quindi come vedete non cerca la contraddizione a tutti i costi).

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Progettata dall’architetto e designer olandese Piet Hein Eek, questa suggestiva abitazione situata ad Hilversum (Olanda), è uno spazio essenziale pensato per essere il rifugio creativo del musicista e attore comico Hans Liberg, il quale necessitava di una casa immersa nella natura da impiegare come micro–studio di registrazione e come oasi di relax e tranquillità: due ingredienti imprescindibili per qualsiasi lavoro artistico.

Completamente nascosto agli occhi del mondo irrequieto e sempre di corsa, questo solitario nido d’artista, chiuso ed ermetico, è in realtà pensato per aprirsi all’occorrenza con una splendida vista panoramica sui boschi. Con le sue luminose finestre a nastro, la luce fluisce abbondante all’interno consentendo altresì allo sguardo di “catturare” quanta più natura possibile: quale miglior fonte di ispirazione per un artista alla ricerca di stimoli?

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Compatto, pulito, essenziale: la semplicità di questo progetto è quasi disarmante. Assieme ad una sottesa ironia, la forza di questo piccolo scrigno mimetico è proprio il suo voler passare inosservato e, una volta scoperto, pretendere di non essere preso troppo sul serio. Lungi dall’essere banale o scontato, il piccolo rifugio riesce quindi a catturare immediatamente l’attenzione di chi lo osserva. In un periodo nel quale le forme si fanno sempre più gridate, volte come sono alla continua ricerca del clamore mediatico, questa casa ridotta all’essenziale mira invece ad un’umiltà quasi francescana.

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Rinunciando all’apparire, scegliendo di non farsi guardare a tutti i costi e preferendo la quiete al rumore, questo mini–edificio decide di sposare una visione intima e introversa di architettura, e lo fa scegliendo di usare, seppur con leggerezza, il potente linguaggio degli archetipi. Impossibile non notare un richiamo in tal senso all’opera di Ralph Erskine, Lådan – the Box, altrettanto iconografica e in qualche modo dal comune destino di “casa mobile” (il cottage originario fu costruito a Lissma nel 1942, fu poi demolito e ricostruito nel 1989 a Lovön).

In conclusione, malgrado l’esiguità dello spazio interno, la sensazione di libertà offerta da tale casa/studio immersa nei boschi supera di gran lunga quella dei tanti edifici ben più maestosi e pretenziosi: è la forza della semplicità.

Alberto Grieco

Alberto Grieco Architetto

Frequentando una signora chiamata Storia, ha scoperto che l’architettura bio-eco-ecc. non ha inventato Nulla©, ed è per questo che perde ancora tempo sui libri. Architetto per vocazione; tira con l’arco, gira per boschi, suona e disegna per vivere. Lavora nel tempo libero per sopravvivere.

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