Strategie per la riduzione dell'effetto isola di calore

Quello delle isole di calore, è il fenomeno per cui la temperatura urbana aumenta significativamente (fino a 4-5 gradi) rispetto a quella della campagna circostante.

Anche identificato con il termine inglese Heat Island Effect, il fenomeno dell’innalzamento della temperatura urbana va ridotto e perché ha ripercussioni sull’aumento del picco di assorbimento elettrico (e conseguente rischio di black out), incremento del costo dell’elettricità e l’innalzamento del livello di inquinamento (aumento della concentrazione degli inquinanti).

Le cause delle isole di calore

La prevalenza di zone asfaltate su quelle inverdite (vasti parcheggi cementati, carenza di parchi e alberature urbane), i tetti grigi dei nostri edifici, gli impianti di condizionamento (che raffreddano gli ambienti in cui sono installati ma emettono aria calda nell’ambiente), il traffico di veicoli e gli impianti industriali sono alcune delle principali cause del fenomeno delle isole di calore.

Colpevole di questo effetto è anche la cattiva urbanizzazione, che ha favorito il sorgere di distese di edifici sovra dimensionati e orientati male, tra i quali difficilmente circola la brezza refrigerante.

Come ridurre l’effetto isola di calore

Le strategie per la riduzione dell’effetto isola di calore sono diverse e sono per lo più legate all’incremento della percentuale di aree inverdite su quelle cementificate.

  • Tetti freddi (cool roofs)

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I tetti freddi, ai quali ci si riferisce spesso utilizzando il termine inglese Cool Roofs, sono coperture capaci di riflettere fino all’80% della radiazione solare e mantenere basse le temperature delle superfici esposte al sole, mitigando l’effetto isola di calore.

Si realizzano utilizzando pitture chiare e membrane riflettenti, ovvero materiali e prodotti con un basso fattore di assorbimento solare (fattore compreso tra 0 e 1 che indica la capacità di un materiale di assorbire la radiazione solare - per definizione è pari ad 1 per i corpi neri) ed elevata emissività (esprime con un valore compreso tra 0 e 1 la capacità di un materiale di irraggiare energia ad una certa temperatura).

  • Pavimentazioni fredde (cool pavements) 

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Le pavimentazione fredde, o Cool Pavements, restano più fredde delle normali pavimentazioni quando esposte al sole. Sono solitamente pavimentazioni che riflettono il calore utilizzando bitumi, pitture ed aggregati chiari che, come nel caso dei tetti freddi, mantengono basso il fattore di assorbimento solare e l’emissività. È il caso dei masselli Ferrari BK ad alta riflettanza caratterizzati dal marchio Solar Plus. Essendo in grado di riflettere molto il calore (alto SRI Solar Reflectance Index), contribuiscono attivamente alla riduzione del surriscaldamento cittadino.

  • Aumento delle aree a verde

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Le zone inverdite contribuiscono alla mitigazione microclimatica, diminuendo la temperatura dell’ambiente. Questo vale sia per i parchi e i giardini in città, sia per i tetti verdi che, a differenza delle zone cementate, inibiscono la dispersione del calore tramite l’irraggiamento termico. Una valida alternativa a zone pavimentate sono le pavimentazioni drenanti, in cui la superficie erbosa copre una buona percentuale del totale.

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Ne è un esempio LUNIX®  di Ferrari BK, una pavimentazione modulare in cui i blocchetti di cemento si alternano a zone erbose. La zona inverdita, coprendo il 57% della superficie, nasconde parzialmente il calcestruzzo e contribuisce non solo a ridurre l’effetto isola di calore, ma anche a preservare l’equilibrio naturale del ciclo dell’acqua. 

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