Abitazioni tradizionali del popolo del Messico, diretto discendente dei Maya

Chukal Na è il nome della dimora degli Tzotzil, il gruppo etnico più numeroso dello stato del Chiapas e che abita i piccoli villaggi che circondano la città di San Cristobal de las Casas, nel Messico meridionale. Diretti discendenti dei Maya, questi popoli fondano la loro economia su due attività principali: l’agricoltura e l’artigianato, svolto soprattutto dalle donne che fabbricano tessuti decorati con i tipici motivi maya destinati al mercato locale.

La dimora Chukal Na fa parte di un’ampia area recintata che racchiude al suo interno una stalla per gli animali domestici, un granaio e una sauna, oltre che alberi da frutto, vigne e campi di mais e zucchine, finalizzate alle coltivazioni necessarie al sostentamento della famiglia.

LE TECNICHE COSTRUTTIVE DEGLI ABORIGENI DELL'AUSTRALIA

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La casa dei popoli Tzotzil presenta struttura quadrangolare formata da pali angolari in quercia o cipresso, scanalati in cima per l’alloggiamento delle travi orizzontali del tetto, a cui sono legati mediante tralci di vite. La struttura è infine completata da un’ulteriore orditura di pali verticali più sottili e un incannicciata formata da assi orizzontali di legno o bambù finiti con un riempimento in fango.

La caratteristica della Chikal Na risiede nell'inconfondibile struttura piramidale del tetto, formato da travi e travetti in bambù, che ne costituiscono l’ossatura, poi avvolti da incannicciata rivestita con erba mediante tralci di vite. La struttura della copertura presenta un condotto di ventilazione per la fuoriuscita del fumo del focolare, che scandisce la vita domestica della famiglia.

 J. May, 2010 J. May, 2010

Posto al centro della stanza quadrangolare, un unico ambiente privo di tramezzi divisori, il focolare richiama il Sole, chiamato “Nostro Padre Calore”, simbolo della cultura tzotzil. La giornata lavorativa inizia e termina con rituali svolti attorno al fuoco: a destra mangiano uomini e ragazzi mentre a sinistra trovano posto donne e ragazze, secondo quella rigida arcaica segregazione sociale tipica delle popolazioni remote dell’America centrale.  

Fonti | J. May, Architettura senza architetti, guida alle costruzioni spontanee di tutto il mondo, Rizzoli, 2010. 

Barbara Brunetti

Barbara Brunetti Architetto

Architetto e dottoranda in Restauro, viaggia tra la Puglia e la Romagna in bilico tra due passioni: la ricerca accademica e la libera professione. Nel tempo libero si dedica alla lettura, alla grafica 3d, e agli affetti più cari. Il suo sogno nel cassetto è costruire per sé una piccola casa green in cui vivere circondata dalla natura.

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