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Vetri cromogenici: fotocromici, termocromici ed elettrocromici

Differenza tra vetri fotocromici, termocromici ed elettrocromici

I vetri cromogenici sono quelli in grado di assumere un comportamento che dipende dalla luce, dalla temperatura o da una differenza di potenziale elettrico applicata. Si dicono fotocromici quando la trasparenza ed il controllo solare varia nel tempo in base alla luce, termocromici se tali caratteristiche si modificano in funzione della temperatura ed elettrocromici se le suddette peculiarità si modificano in base alla variazione di una tensione elettrica.

VETRI FOTOCROMICI

I vetri fotocromici variano le proprie caratteristiche ottiche in funzione della loro esposizione ai raggi ultravioletti solari: maggiore è tale radiazione e più diventano scuri, al buio tornano chiari e trasparenti. Fino ad oggi sono stati impiegati principalmente come lenti per gli occhiali da sole.

VETRI TERMOCROMICI

I vetri termocromici hanno proprietà ottiche che variano in funzione della loro temperatura: maggiore è la temperatura, più il vetro si opacizza. Se utilizzati nel settore edile, è fondamentale che la temperatura alla quale si innesca il fenomeno sia nell’intervallo del benessere termico e visivo dell’uomo.

VETRI A CRISTALLI LIQUIDI

I vetri a cristalli liquidi vedono cambiare l’orientamento dei cristalli tra gli elettrodi del sistema in funzione della differenza di potenziale applicata. Lo stesso vale per i sistemi con particelle sospese. La variazione della trasparenza copre tutto lo spettro della radiazione solare ed è più marcata nel campo del visibile. Quando il dispositivo è acceso, la vetrata è trasparente perché i cristalli o le particelle sono allineate. Quando il dispositivo è spento, la vetrata appare traslucida.

VETRI ELETTROCROMICI

I vetri elettrocromici sono costituiti da più strati: un elettrolita è inglobato tra due elettrodi a loro volta incorporati tra due conduttori trasparenti. Il tutto è inserito tra due lastre di vetro. Quando viene applicata una tensione elettrica, avviene una reazione elettrochimica che causa la migrazione di ioni all’elettrodo e dall’elettrodo cromo genico, provocando una variazione del colore del componente. Quando al sistema viene applicata la tensione, il vetro si colora. A circuito aperto il sistema conserva memoria perché l’elettrolita ha una bassa conduttività elettronica. Per ottenere il ritorno alle condizioni di trasparenza bisogna invertire la polarità permettendo ai cationi di abbandonare l’elettrodo migrando verso il contro elettrodo. Con tali sistemi si può abbassare notevolmente la trasmissione luminosa ed infrarossa modulando la differenza di potenziale.

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