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Terra cruda: i vantaggi di un materiale eco da valorizzare

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L’impiego della terra cruda ovvero l’argilla lavorata e lasciata essiccare naturalmente, senza alcun tipo di cottura, è in netto aumento nei paesi industrializzati. Nell’ambito della bioedilizia viene utilizzata soprattutto per rifinire e completare gli involucri degli edifici con importanti vantaggi per l’ambiente, la salute umana e il comfort abitativo.

CARATTERISTICHE DELLA TERRA CRUDA

La terra cruda è un antico materiale da costruzione e tecnicamente è composta da argilla (legante) mescolata a degli inerti. Può essere facilmente lavorata e unita assieme a fibre vegetali di ogni sorta per migliorarne i profili prestazionali (conducibilità, resistenza meccanica) e avendo un pH neutro è compatibile con qualsiasi materiale.

In edilizia risulta un materiale adatto a diversi impieghi:

  • per la realizzazione di murature di tamponamento e massetti;
  • come pannelli prefabbricati per divisori e tramezzature;
  • per riempimenti in forma disaggregata;
  • per gli intonaci e le finiture.

La terra cruda per intonaci e finiture

In particolar modo nella realizzazione delle finiture la terra cruda aderisce, per presa di natura meccanica, su qualsiasi supporto, siano essi tradizionali muri in laterizio o di calcestruzzo (meno indicato), intonaci esistenti e perfino su pannelli porta intonaco. Risulta altresì indicata, se unita a determinati inerti naturali e vegetali, per la realizzazione di intonaci cosiddetti igro–termici per le sue elevate proprietà di regolazione dell’umidità (resistenza alla diffusione del vapore acqueo μ < di 8 e assorbimento dell’acqua W0). Nel caso infine di edifici in legno o misti legno–paglia la terra cruda si sposa perfettamente con la struttura lignea e vegetale conferendole più massa e inerzia termica, maggiore protezione al fuoco e regolazione dell’umidità.

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Associata a pannellature di fibre vegetali (canapa e canniccio) presenta una molteplice gamma di soluzioni per pareti ventilate anche per condizioni limite (da verificare in loco) per cause dovute all’ umidità di risalita e di spinta laterale.

I mattoni in terra cruda

Se invece volessimo impiegare i mattoni in terra cruda in sostituzione di quelli in terracotta (laterizio), ci permetterebbe di avere notevoli benefici in termini di regolazione termica, in quanto, avendo una massa pari a circa il doppio, consentirebbe di consumare meno energia primaria, mantenendo la temperatura raggiunta (volano termico) e regolando l’umidità relativa attorno al 50% con un ΔT (K) inferiore di 2–3 gradi tra giorno/notte.

LO STATO DI FATTO

Nonostante esistano molte provincie in Italia in cui il patrimonio storico presenta una diffusione delle tecniche di costruzione con la terra cruda, la normativa italiana non la riconosce pienamente come materiale da costruzione, se non per alcune applicazione e in associazione ad altri leganti. L’unica norma Nazionale in vigore che fa riferimento alla Terra Cruda e ne tutela la salvaguardia è la Legge 24 dicembre 2003, n. 378 “DISPOSIZIONI PER LA TUTELA E LA VALORIZZAZIONE DELL’ARCHITETTURA RURALE” che ha come scopo (vedi art.1.) quello di salvaguardare e valorizzare le tipologie di architettura rurale, quali insediamenti agricoli, edifici o fabbricati rurali, presenti sul territorio nazionale, realizzati tra il XIII ed il XIX secolo e che costituiscono testimonianza dell’economia rurale tradizionale.

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Sono state avanzate delle proposte o disegni di legge di cui di seguito gli estremi:

  • PROPOSTA DI LEGGE SCHIRRU n. 2358 “Disposizioni per la promozione delle costruzioni in terra cruda” presentata il 2 aprile 2009
  • DISEGNO DI LEGGE – N° 1349, “Disposizioni a sostegno delle costruzioni in terra cruda”
  • PROPOSTA DI LEGGE d’iniziativa del deputato Marco LION“Modifiche alla legge 2 febbraio 1974, n. 64, recante provvedimenti per le costruzioni con particolari prescrizioni per le zone sismiche”.
  • IL TESTO UNIFICATO Provvedimenti per le costruzioni in terra cruda (C. 2347 Lion e C. 4019 Cossa).

Per maggiori informazioni consultare il sito Casediterra

Esistono d’altro canto numerose associazioni ben organizzate cui fare riferimento che si adoperano per la promozione, la diffusione e lo sviluppo delle tecniche e della cultura legate alla Terra Cruda. In Francia, Germania, Nuova Zelanda, Messico e USA esiste una legislazione che regola il suo impiego e sono allo studio tecnologie innovative di riduzione di tempi e costi di realizzazione e produzione della materia prima. A titolo informativo vedi le norme DIN (Germania)

LE CAUSE DELLA MANCATA DIFFUSIONE DEL MATERIALE

Sono diverse le cause principali di una mancata diffusione:

  • Manca una legislazione che riconosca la terra cruda un materiale da costruzione regolamentato e a tutti gli effetti.
  • Il fruitore finale non è informato dell’esistenza di prodotti a base di terra cruda, per lo più relegati ad immaginari fiabeschi o da “Terzo Mondo”
  • Di conseguenza la filiera produttiva è ridotta a volumi molto contenuti con ricadute sul numero limitato delle maestranze capaci di lavorarla e in primis sul costo finale (anche se il costo all’origine è molto basso).
  • Esistono moltissime tecniche costruttive e tecniche di applicazione; poiché la terra cruda è un materiale che presenta diverse proprietà in relazione a cosa e a come si vuol fare, è necessario rispolverare il know–how;
  • Per ogni problema esiste uno specifico prodotto e/o una specifica soluzione, cosa che non accade per esempio con il legante più utilizzato anche a sproposito come il cemento.
  • Per il momento non è possibile l’applicazione su larga scala se non attraverso una previsione di un piano programmato d’intervento.
  • Mancanza di figure professionali diffuse sul territorio italiano.
  • Il settore è in pieno fermento e nonostante il supporto di Diversi Dipartimenti di Ricerca Universitaria non sembra essere coinvolto dalla filiera produttiva.

I VANTAGGI DELLA TERRA CRUDA

Può raggiungere prestazioni igro–termiche elevate anche in funzione degli inerti associati.

  • Le murature in terra cruda possono diventare dei buoni accumulatori di calore e ottimi fono isolanti per interni.
  • La terra argillosa è reperibile in qualsiasi appezzamento di terra e il costo del trasporto è quindi ridotto e in alcuni casi nullo.
  • Le costruzioni in terra cruda si prestano ottimamente all’autocostruzione
  • La lavorazione in terra cruda non comporta alcun rischio per la salute.
  • Lo smaltimento non è causa di nessun problema; il materiale, se unito ad altri componenti naturali, può essere rimesso in natura e non rappresenta in sé un rifiuto.
  • Facilità di lavorazione e di ripresa in caso di errori nel processo d’impiego.

Per approfondimenti si consiglia questo manuale sulla terra cruda

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Luca Facchini

Luca Facchini Architetto

Laureato all’Università di Firenze, dipartimento di Urbanistica - Progettazione Urbana nel 2001. Socio e Consigliere di INBAR, Sezione di Firenze. Ha fatto parte di Edilpaglia. Si occupa principalmente di Riqualificazione Energetica sensibilizzando la Committenza all’impiego di processi e materiali Biocompatibili.

Marco

L'autocostruzione in terra cruda combinata ad altri materiali naturali è eccezionale, ma sta proprio nella semplicità della materia prima la complessità e la buona riuscita dell'opera. Non tutte le terre hanno la giusta combinazione di inerti, limo e argilla, da renderle adatte alla costruzione, ossia da garantire a fine lavori un opera realizzata a regola d'arte.
I metodi del Torchis e del Pisé li trovo fantastici, proprio in un ottica di costruzione sociale, ma queste visioni, viste le odierne prassi burocratiche ed il consumismo, sono anni luce dalle realtà.
Pertanto trovo un giusto compromesso fra benefici, salute, sostenibilità e vera bioedilizia adeguati al moderno costruire, nel sistema Adobe ( Blocchi in terra cruda).
Oggi, varie aziende si stanno proponendo con questo sistema sul mercato, alcune serie e altre un po' meno perché combinano l'edilizia tradizionale con terra cruda, vanificando in gran parte i benefici di questa materia.
Per esperienza personale, essendo di Pisa, ho avuto modo di incontrarmi con un azienda di Siena che utilizza il sistema Adobe combinato al telaio in legno ed alla fibra di canapa e devo dire che toccando con mano i loro blocchi in terra cruda sono rimasto molto colpito dalla qualità e dal profumo di terra che sprigionavano.
Ma cosa più incredibile, durante le mie domande sulla qualità della terra con cui sono fatti i blocchi, è stato vedere il consulente rompere un pezzetto del blocco e MANGIARLO.
Quel gesto, probabilmente già ripetuto decine di volte, per me ha significato più di cento risposte.
Non credo che i venditori di case in legno cosiddette ecologiche si sognerebbero mai di mangiare un pezzetto di cartongesso o i classici muratori di mangiare il cemento.

andrea

Sono un progettista e sto finendomi casa. Vorrei sapere vista la quantita' di terra argillosa che circonda e caratterizza il mio appezzamento, posso utilizzare detta terra per farmi il massetto alleggerito e radiante?