Facciate che cambiano con la temperatura. È la nanotecnologia in architettura

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Lo studio Decker & Yeadon, con sede a New York, è specializzato in integrazioni di nuove tecnologie con i materiali, per far fronte a problemi contemporanei. In particolare, gli architetti hanno dimostrato come i nuovi materiali e le nanotecnologie possano offrire soluzioni innovative per l’architettura moderna. Un esempio fra tutti è l’Homeostatic Facade System, una doppia pelle in vetro per facciate di grandi edifici, capace di aprirsi erichiudersi a seconda della temperatura esterna dell’edificio.

Penumbra: la facciata prende vita con lo schermo solare dinamico

LA FACCIATA CHE SI TRASFORMA COL CALORE

L’Homeostatic Facade System nasce da una nanotecnologia che consiste nell’autoregolazione degli elementi costituenti la facciata dinamica, soggetti a variazione a seconda della luce solare e della temperatura.

All’interno della cavità del doppio vetro viene installato un nastro, realizzato con elastomeri dielettrici. Si tratta di un polimero simile alla gomma, avvolto intorno ad un nucleo in polimero flessibile, materiali polarizzabili qualora vi si applichi una sorgente elettrica, inficiando in maniera limitata il contributo energetico complessivo della facciata.

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Entrambi i lati del materiale dielettrico sono rivestiti con elettrodi d’argento, per riflettere la luce e distribuire la carica elettrica attraverso il materiale, provocandone la deformazione.

Poiché le condizioni ambientali cambiano nell’arco della giornata, le deformazioni sono molteplici: quando la luce del sole riscalda l’edificio in determinate ore del giorno, le superfici del nastro si espandono per creare ombra all’interno dell’edificio,mentre quando le temperature scendono, esse si contraggono per consentire l’ingresso di più luce.
L’enorme vantaggio che ne consegue è il controllo solare direttamente regolato dalla facciata e specifico alle condizioni esterne, limitando la perdita di calore e ottenendo un notevole risparmio energetico.

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In natura, questo tipo di autoregolazione è conosciuto come omeostasi, un processo che si sposa perfettamente con il nuovo e sempre più diffuso ricorso a involucri trasparenti negli edifici moderni.

Simona Tannino

Simona Tannino Laureata in Architettura

Adora fare fotografie, scrivere e viaggiare. Quasi quanto lo shopping! Affascinata dalle grandi metropoli, si trasferisce nella City alla ricerca di nuovi stimoli. Un suo desiderio è riuscire a conciliare le sue due grandi passioni: architettura e danza. Colleziona Lego, tra un cantiere ed una mostra d’arte. Ah, è famosa per il suo tiramisù!

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